Sr Rosangela dalla Costa d’Avorio: “Ancora poche le prospettive di risoluzione pacifica”

Carissimi amici e collaboratori,

suor rosangela pquesta mia non vuole essere una lettera ufficiale, ma soltanto una breve informazione sulla situazione che viviamo in Costa d’Avorio, per farvi partecipi di quanto viviamo, nella speranza che possiate elevare al cielo una preghiera d’intensa intercessione per tutto il popolo ivoriano.

La Costa d’Avorio è arrivata a un punto misterioso e cioè con nessuna prospettiva di risoluzione immediata e pacifica. Le tante bramate elezioni hanno offerto due presidenti, nessuno dei due però disposto a cedere per il bene del paese. Dal 28 novembre 2010 ciascuno ha intrapreso un cammino che non porta a nessuno sbocco e interesse per la nazione.

Un clima d’incertezza e precarietà si è instaurato. I continui appelli alla calma e alla pace sono caduti nel vuoto, e quanto si temeva si sta avverando, e il peggio sembra essere davanti a noi.

All’ovest del paese la situazione può accendersi da un momento all’altro, al centro essa resta sempre preoccupante. Al sud, si assiste ogni giorno a una sfilata di persone di tutte le età, che fuggono le angosce della situazione alla ricerca di un ipotetico rifugio più sicuro.

Peggio ancora si assiste qua e là alla distruzione dei luoghi di culto. L’esodo spetta al varco i cittadini. Atti di vandalismo, saccheggi. violenze gratuite sono la vetrina che la Costa d’Avorio mostra al mondo intero. Il sangue scorre e continua a scorrere senza che qualcuno possa arrestarlo, i morti non si contano più.

Soprattutto nella capitale, Abidjan, ci sono tristezza, desolazione, angoscia e paura!

La vita dell’essere umano è sacra: questo grande e universale principio sembra essere dimenticato ed è calpestato con grande indifferenza e noncuranza.

A San Pedro, dove abitiamo, ringraziando il Signore finora non ci sono state violenze. Il clima, benché teso, è calmo e la vita continua apparentemente come sempre. Il problema più forte è quello economico.

Da un mese le banche sono chiuse, le poste paralizzate, Western Union, Copec: tutto fermo!

Grossi grattacapi, non solo per le grandi società, ma anche per i piccoli risparmiatori che si vedono impossibilitati a ritirare le poche economie per sopravvivere e comprare il sacco di riso mensile e dell’olio per nutrire la famiglia. E che dire dell’embargo dei medicinali? La salute è la prima preoccupazione, ma se non troviamo le medicine per curarci?

Conseguenza di tutto questo è il ritornello che ripeto più volte al giorno a quanti vengono per un aiuto sanitario, scolastico o alimentare: “Le banche sono chiuse!”

Fanno fatica ad accettarla, ma è questa la dura realtà, soprattutto quanto si tratta dell’alimentazione per i neonati: il latte in polvere, loro prima necessità!

Questo è un po’ il nostro quadro! Perché possa cambiare, vi domandiamo una preghiera intensa, nella speranza che Dio ascolti e guardi giù!

E che Dio guardi giù anche in tante parti di questa terra dove si soffre, si piange e ci si dispera! La vita che Lui ci ha dato, che ci aiuti a viverla dignitosamente per essere su questa terra, la Sua Gloria, come diceva Sant’Ireneo.

Un abbraccio a tutti con tanta simpatia e riconoscenza

San Pedro, 20 marzo 2010

suor Rosangel Pellizzari

Mission Catholique
B.P. 666 - San Pedro
Costa d’Avorio

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