P. Angelo Besenzoni: “La nostra maniera di fare Quaresima”

Ciao a tutti!

Nelle nostre cappelle tutte le settimane di Quaresima facciamo la Via Crucis. È abbastanza partecipata. Tutti han subito qualche violenza e qualche ingiustizia, tutti sono presi in giro dai grandi che pensano solo ai loro interessi, tutti subiscono quotidiane violenze, molti muoiono giovani, a volte molto più giovani di Gesù Cristo.

E così viene spontaneo fare propria la sofferenza di Gesù. Anche qui per fortuna non mancano i Cirenei e le Veroniche, l’affetto di una madre e il pianto di qualche donna, persino la fede di un soldato. Soprattutto non mancano i semi di resurrezione.

Il nostro impegno di quaresima è costruire una casa per un signore anziano handicappato, che vive in un cubo di lamiera da 2x2x1,50 e sistemare la casa di una nonna abbandonata. Quando viene alla Via Crucis la gente porta l’equivalente delle sue rinunce quaresimali e le offre nella cassa della Caritas. È poca cosa, ma almeno tutti ci ricordiamo che c’è anche chi sta peggio.

Anche la parrocchia, nonostante i grandi problemi economici, rinuncia in favore della Caritas al 20% delle offerte che riceve per le costruzioni. Con quel che raccogliamo qui, con quel che riceviamo dall’Italia e con l’aiuto di volontari generosi riusciamo così a far fronte a diverse emergenze e a migliorare la vita di diverse famiglie e anziani.

Il 3 luglio il vescovo inaugurerà ufficialmente la nuova Chiesa e la nuova Parrocchia Santa Isabel. È cresciuta per miracolo grazie a doni dall’Italia e alla generosità della gente di qui. È cresciuta la struttura muraria e la comunità dei cristiani tanto che la nuova chiesa è già troppo piccola per contenere tutti.

In consiglio parrocchiale han proposto di fare una grande festa. Mi sono opposto: ci sono tante altre priorità, troppe sofferenze! Il Catechista mi risponde: “Padre anche se le condizioni di vita sono precarie, questo non ci impedisce di vivere, di far festa e di essere contenti!”

Sta crescendo anche la Casa Parrocchiale. Il vescovo ha mandato qui un diacono diocesano (si chiama Gesú) per fare il suo tirocinio; la SMA dovrebbe mandare a fine anno un altro confratello: dobbiamo costruire in fretta una casa che ci accolga.

Ci sono muratori anche a S. Marco, per costruire una Cappella “Polivalente” e a Balumuca, per ampliare il piccolo centro di formazione professionale guidato da Pe. Ceferino. Accoglie una quindicina di giovani che stanno preparandosi a diventare fabbro-ferrai. La scorsa settimana erano qui, nelle loro tute blu, per montare due scale di ferro. Ora abbiamo in cantiere l’apertura di un settore di formazione in “elettricità industriale”.

La comunità di santa Mónica, fatta principalmente di vecchie e di bambini, aspetta che costruiamo qualche sala, per poter mettere gli sgabelli della chiesa e il tavolo che serve da altare. La chiesa infatti è un grande hangar aperto, senza nessuna protezione.

Nella notte di Pasqua cominceranno i battesimi, che continueranno nelle varie cappelle durante tutto il tempo pasquale. Circa 150 ragazzi, giovani e adulti saranno battezzati e riceveranno la prima comunione. Da mesi sono “sotto sforzo”; incontri, catechesi intensiva, liturgie, preghiera speciale per loro durante le messe della comunità.

Grazie a SMA Solidale siamo riusciti ad aiutare diversi portatori di handicap a continuare la scuola o a iniziare qualche piccolo commercio. Un gruppo di signore si sta specializzando in pediatria spicciola, per aiutare le nostre mamme a vivere meglio il periodo della gravidanza e dell’allattamento. Dalle suore funziona la scuola di alfabetizzazione degli adulti, con circa 300 iscritti e nel mio cortile girano 700 ragazzi al giorno, alunni della nostra scuola.

La risurrezione è già cominciata. Un grazie di cuore a chi prega per noi e a chi ci aiuta.

P. Angelo Besenzoni
Kicolo, Angola

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