Zarmaganda, il Niger in uno sguardo

nigerUn lungo boulevard a due corsie divise da una bretella di terra ricamata di polvere. Zarmaganda non è lontano dallo stadio e dal palazzo dello sport di Niamey. Capitale assolata e assediata dal vento caldo del deserto che inciampa, compiaciuto, tra i meandri del fiume Niger. Allegro e pensieroso ad un tempo mentre scorre verso il distratto oceano atlantico del delta col petrolio.

La settimana della stagione secca che, sorpresa da una pioggia dissidente qualche giorno fa, ha ricordato la sua identità e la manterrà fino a giugno inoltrato. Tra i canti degli altoparlanti che ricordano le ore di preghiera per il giorno e per la notte: Zarmaganda non è solo una strada da percorrere ma un mondo da sguardare.

Gli asini tirano carri con paglia, legna da ardere, contenitori e proprietari armati di bastone e, a volte, occhiali da sole. Orgogliosi ed assenti dromedari che ancora nascondono i deserti nelle bisacce e forse sognano l'acqua delle scarse rocce. Motorini e biciclette sfidano i sensi di marcia e possono scomparire senza preavviso come i coraggiosi pedoni che rischiano la vita ogni volta che scelgono di attraversare.

Donne che impugnano il manubrio delle moto come fosse una leva per sollevare il mondo e assumono l'aria attenta e responsabile di una prova d'orchestra. Greggi e mandrie tengono consapevolmente la destra e obbligano i fuoristrada, i taxi e le macchine comuni ad inventare inediti sentieri nella sabbia che circonda e seduce la strada.

Il Niger è il primo paese al mondo in percentuale per incidenti sulla strada e negli ospedali si affollano i feriti e i traumi delle cadute. I sacchetti di plastica sono fedeli e presenti in ogni luogo e spazio, persino sui rami di alcuni alberi e da lontano sembrano i nidi di un'altra civiltà arrivata vicino.

Abiti e veli e mendicanti agli incroci del boulevard che si confondono coi venditori di carte telefoniche di compagnie di ventura . Lembi di cielo che assomigliano ad una pubblicità per improbabili viaggi che iniziano proprio dalla capitale che mette le bandiere per il nuovo presidente che ha giurato proprio oggi fedeltà sul corano.

Militari in svariate uniformi e bimbi che guidano i ciechi su strade che ancora non conoscono fino alle vetture in sosta presso incauti semafori che cambiano pazientemente di colore a seconda delle ore del giorno e del calore del vento. Di fronte si presenta, incompiuto, un hotel che un pannello battezza “la collina profumata” e, gestito da cinesi, che le palme e le auto parcheggiate di fronte rendono ancora più invitante ed esotico.

Stavo passeggiando accanto quando un giovane ha chiesto se stavo cercando la casa dove abito da una settimana. Pensava forse mi fossi perso lungo il boulevard Zarmaganda. Mentendo gli ho risposto che conoscevo la strada.

p. Mauro Armanino

Niamey, Niger, 12-04-2011.

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