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La costa più selvaggia del Sudafrica – prima parte

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Baie sabbiose, lagune ed estuari, barriere rocciose e scogliere spettacolari, uniche al mondo, su cui s’infrangono le impetuose onde dell’oceano Indiano. La Wild Coast è questo e molto altro ancora. Considerata una delle aree sudafricane più selvagge, come rivela del resto il suo nome, e per certi aspetti incontaminate, questa zona, nell’Eastern Cape, copre un tratto di litorale di 250 chilometri e si estende, a nord, tra il fiume Mtamvuna e il fiume Great Kei a sud. Grazie alla sua posizione privilegiata, l’inverno è miti, mentre l’estate molto calda, temperata per fortuna dai venti marini. Questo tratto di costa della Provincia Orientale del Capo nasconde luoghi straordinari dal punto di vista paesaggistico e geologico. Tante le Riserve naturali che costellano la Wild Coast a cominciare dalla Riserva Umtamvuna, nel nordest al confine col KwaZulu Natal. Caratterizzata da alte foreste, l’Umtamvuna è rifugio prediletto di una specie molto rara, l’avvoltoio del Capo, oltre che dell’aquila pescatrice africana; le sue rigogliose foreste sono abitate da leopardi, babbuini, antilopi, e in primavera questa zona si ricopre di un manto di fiori colorati.

Scendendo si incontra la Riserva naturale Mkambati, più ampia in termini di superficie rispetto alla prima: coi suoi 8000 ettari, Mkambati si estende per 10 chilometri lungo la costa, regalando al visitatore spiagge solitarie e rocciose, nonché scorci meravigliosi, anche al suo interno, grazie alla ricca vegetazione. Qui possiamo ammirare una rara specie di palma chiamata Jubaeopsis caffra, endemica solo lungo i fiumi Mtentu e Msikaba.
Proseguendo ancora più a sud s’incontra la riserva naturale Silaka, famosa in particolare per Bird Island, isolotto popolato da stormi di cormorani pettobianco. Qui gli appassionati di birdwatching si possono dedicare anche alla ricerca del variopinto turaco di Knysna, un grazioso cuculiforme dal piumaggio verde, a tratti pervinca, che si mimetizza facilmente tra i rami delle foreste.


sudafrica wild coast - turaco di knysna


Andando oltre, si raggiunge l’Hluleka, e in questo punto della Wild Coast, tra Tshani e Coffee Bay, si scorge una delle scogliere più suggestive dal punto di vista geologico, chiamata Hole in the Wall: un nome originato proprio dalla sua conformazione essendo un grande faraglione, al cui centro si trova un’apertura a forma di arco, una porta naturale frutto dell’azione dei flutti impetuosi che hanno eroso l’arenaria. I locali chiamano questo enorme scoglio isolato esiKhaleni, che in lingua Xhosa significa “il posto del rumore”: un nome datogli, poiché le onde dell’oceano, urtando contro le rocce durante le tempeste, creano un suono fragoroso, che risuona in modo furioso.

La Wild Coast è terra di popolazioni Xhosa. Per loro, Hole in the Wall è anche un passaggio che conduce verso il mondo degli antenati. Proprio a pochi chilometri da questo luogo selvaggio e intriso di leggende, nell’entroterra si trova Umtata, cittadina che dal 2004 si chiama Mthatha (per effetto dei cambiamenti toponomastici di tanti luoghi del Sudafrica post-apartheid).
Qui si erge uno dei tre musei nazionali dedicati a Nelson Mandela (gli altri due sono a Mvezo e a Qunu, città natale di Madiba). Nelle sale del museo di Mthatha viene illustrata la storia del “lungo cammino per la libertà”, nonché i tanti doni ricevuti da Mandela da parte del popolo sudafricano.


Silvia C. Turrin
18-09-2014


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