P. Silvano Galli dal Togo: Gli avocado di Marie Claire

Carissimi,
condivido con voi qualche piccolo fatto della mia vita quotidiana, in questo tempo che ci fa vivere la chiesa, il tempo pasquale.

Magliette per la notte

gal mag 11Abbiamo celebrato, la notte di Pasqua, battesimi e prime comunioni degli studenti, con qualche adulto.

Alla fine dell’incontro di preghiera del sabato mattina, in preparazione della cerimonia della notte, verso mezzogiorno, mi sento chiamare. È il giovane Romaric. “Padre puoi mica darmi una maglietta per stasera, per il mio battesimo, non ho nulla da mettermi”. Gli do una maglietta bianca, una delle mie.

Appena partito mi viene in mente che ho giro altre magliette, nuove, della Toy Center di Novara. Nel pomeriggio chiamo gli altri ragazzi e dico di venire tutti da me prima della cerimonia. Ho offerto a tutti una bella maglietta arancione. La loro nuova veste per il battesimo.

Il giorno dopo, Pasqua. Dato la cerimonia della sera, la messa è alle 9. Alle 6 apro la missione. Pioveva. Trovo sotto la veranda Apollinnaire, un nostro lebbroso, fradicio. Vivacchia fabbricando cappelli. Gliene ho comperato anch’io uno, recentemente.
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Volevo mandarlo via in malo modo, ma mi trattengo, è Pasqua. Gli chiedo cosa vuole a quell’ora: “padre, vengo per confessarmi”!

Dopo la messa, il gruppo della notte, passa alla missione a salutare e a ringraziare. Ne mancavano alcuni. Li vedete nelle foto. Poi, per tutta la giornata, e il giorno dopo, in giro per il villaggio a danzare e a cantare.

Gli avocadi di Marie Claire

Mathieu, uno dei nostri catechisti, arriva con Marie Claire, una signora avanti negli anni. Porta un sacchetto di avocadi. Viene per pagare il “denier du culte”, un’offerta annuale che i cristiani danno alla chiesa per contribuire alla vita della parrocchia, mezzo euro le donne, e 80 centesimi gli uomini.

Mi dice: “Padre ho un figlio in prigione, è stato preso mentre portava ragazzi in Nigeria, quest’anno non posso dare la mia offerta, ho portato questo sacchetto di avocadi, al posto del denaro”.
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Avevo voglia di piangere. Prendo il suo certificato, metto le firma e il timbro della parrocchia. La invito ad andare a vendere gli avocadi per avere qualche soldo per la sua famiglia.

Tchakpi Justine

Domenica pomeriggio, 8 maggio, verso le 17. “Siamo già venuti questa mattina dopo messa, ma eri andato ad Atchibodow per la seconda messa, veniamo per iscrivere la nostra bambina per il battesimo”. Una coppia simpatica, gentile, dolce, con cui si ha piacere parlare. Chiedo il nome della bambina: Tchakpi Justine, poi il nome dei genitori: Tchakpi Kossi e Kpatcha Bodowou.

Non vedo nessun nome cristiano. Parla il papà con un sorriso disarmente: “No, io non sono ancora cristiano, ma voglio che mia figlia sia battezzata, e poi può darsi che il suo battesimo aiuti anche me, un giorno, a diventare cristiano, chissà!”

gal mag 11-3E la mamma... almeno lei sarà cristiana, la vedo regolarmente in chiesa... Neppure lei, neanche catecumena, ma chiede con forza il battesimo per la figlia. Un’occasione anche per lei di continuare il suo cammino.

Le opere della notte
Lunedì 9 maggio, cresime. Mi sono ricordato delle magliette. Ne ho preparato una ciascuna per i cresimandi. Cerimonia alle 9 con il Vicario Generale, accompagnato dal nostro parroco Donald Charif.

Tutta la celebrazione era in Tem-Kotokoli, un dialogo continuo non solo con i cresimandi, ma anche con i padrini, madrine, e presenti. All’omelia il celebrante, partendo da un passaggio della lettera ai Galati ha commentato due elementi che devastano la nostra vita: idolatria e stregoneria, le opere della notte.

Non si tratta di debolezze, ma di elementi vitali in cui ognuno si impegna personalmente facendo delle scelte precise. Ha ricordato con forza che siamo stati creati da Dio e non dal demonio per operare il male.

gal mag 11-4Prima della cerimonia crismale il sacerdote ha dialogato a lungo in Tem, invitando i candidati a rinunciare alle opere della notte e a proclamare la loro fede davanti all’assemblea.

Poi processione offertoriale con due cesti di ignami, due di manghi presentati da quattro fanciulle, a passi di danza, e due polli portati da due ragazzi in tenuta tradizionale.

Alla fine... la festa! Canti e danze attorno alla chiesa, e poi verso il centro parrocchiale dove è servito pranzo e rinfresco per tutti.

Alle 17,30 ci troviamo davanti alla grotta per ringraziare la Madonna della giornata.

Nelle foto: qualche istantanea per farvi partecipare alla nostra festa. Il gruppo della notte di Pasqua, la festa della cresima davanti al Centro parrocchiale, il rosario alla grotta.

P. Silvano Galli
B.P. 36 Sokodé – Kolowaré
Togo

17 maggio 2011

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