P. Silvano Galli: “I pulcini di Issouf”

gal 2011-08-25 (1)Cari amici,
ancora una volta vi invio qualche pennellata di Kolowaré, sperando di trovarvi tutti in buona salute alla ripresa delle attività dopo il tempo delle vacanze..

Fiori e bimbi

Era attesa. Da mesi. Arrivata, i suoi amici vengono a darle il benvenuto. Issouf e Marfa arrivano con dei fiori. Avevano avuto l’accortezza di strapparli con le radici. Li offrono a Silvana (laica missionaria di Novara, che tutti gli anni viene a dare una mano a Kolowaré). Li mettiamo in un vaso sotto la veranda (foto 1).

Arriva Jeanne con il piccolo Philippe. La giovane donna di cui avevo parlato in una precedente cronaca. Aveva avuto problemi di parto. Portata nella maternità di Sokodé, ha avuto il suo bambino. Nato senza problemi. Sta bene ed è bellissimo. Venuta a mostrarcelo (foto 2).
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Sostegno ai gruppi

Il capo losso di Sabaringadè viene a trovarmi: “Abbiamo bisogno della tua presenza, per una riunione importante”, mi dice. Vado con Loth, il responsabile dei catechisti. Ci sono tutti, il gruppo degli uomini e quello delle donne. Hanno avuto un prestito dall’OCDI (la Caritas diocesana): gli uomini hanno rimborsato, le donne non ancora.

Una di loro è partita con la sua parte di denaro, e non sanno dove sia. Se non rimborsano, non potranno più avere il sussidio per l’anno in corso. Chiedono una mano. Le donne della cooperativa hanno già fatto un primo passo. Si sono autotassate per pagare il debito, non molto elevato: 57.500 frs. [1 euro = 650 franchi]. Hanno raccolto 11 mila frs. Le invito a fare ancora uno sforzo per arrivare a 17.500. Il resto lo metterò io. Foto 3: la riunione a Sabaringadé nella dimora del capo losso.
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Dopo alcuni giorni il capo arriva con il denaro e le due domande, per gli uomini e le donne. Depongo il tutto alla Caritas di Sokodé. Malgrado il ritardo i due gruppi avranno ancora i loro sussidi.

Uova e pulcini

Si presenta Issouf, un bambino di una decina d’anni. Porta delle uova alla “mamma”. Di solito quando vengono ad offrire qualcosa dicono: “è mia mamma che te li manda, sono per te”. Lui non dice nulla. Glieli paghiamo.

Il giorno dopo si presenta con altre tre. Gli do ancora qualche soldo e gli raccomando di non portarne più. Il giorno successivo arriva di nuovo. Li prendo, gli do qualcosa, ma gli dico che di uova ne ho a sufficienza. La sua insistenza comincia a insospettirmi.

La sera preparo una frittata. Prendo tre uova portate da Issouf. Sono di faraona e sono piccole. Ne spezzo uno: un pulcino quasi completo! Provo un secondo, un terzo: stessa cosa! Le apro tutte... mi è andata male, se al posto di metterle in frigo le avessi messe al sole, avrei avuto in poco tempo otto pulcini.
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Il giorno dopo Issouf si presenta di nuovo chiedendo un pallone. Gli dico: “Andiamo da tua mamma, voglio ringraziarla delle uova”.
“No, no, mia mamma non c’è, è partita in viaggio!”
“Dove hai preso le uova – gli chiedo – sono tue?”
Alcuni bambini lì accanto gridano: “No, non sono sue, le ha rubate, andava a prenderle sotto una faraona che le covava”.

Un topo nel motore

Faccio un salto a Sokodé per un po’ di spesa. Dopo qualche chilometro sento un rumore strano nel cofano. Mi fermo, lo apro, controllo, ma non vedo nulla di particolare. Continuo con qualche apprensione: e il rumore persiste. Arrivo al garage della diocesi. Un grande officina con diversi ragazzi.

Si avvicina Yapo e gli faccio sentire lo strano rumore. Si mette a ridere: c’è un topo nel vano del climatizzatore, capita spesso. Arrivano altri ragazzi, smontano il cassetto porta oggetti, svitano ventola e vano, e trovano, prima i peli del topo nel cestello, poi l’animale maciullato schizzato in un anfratto.

A spasso per il villaggio
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Scendo al villaggio dal fabbro. Avevo ordinato una scure prima della mia partenza. È pronta, con manico. La forgia è al limitare del villaggio. Il fabbro è assente. Trovo solo il figlio. Non posso neanche contrattare sul prezzo. Gli do i 2500 franchi pattuiti.

Arriviamo davanti alla bottega di Lintam, il “supermercato di Kolowaré”. Accanto c’è Bukari, uno dei barbieri del villaggio. Mi invita a fargli una foto. Lo vedete nella foto 5, affacciato alla finestra del suo laboratorio con la scritta “luxe coiffeur” (foto 4).

Il direttore delle medie-ginnasio sta affiggendo i risultati scolastici: 89 ammessi in prima media, 59 frequenteranno a Kolowaré, 30 nel villaggio vicino di Alibi.

Poco lontano si sta preparando la tapioca, l’amido della manioca. Un gruppo di bambini gioca accanto alla bacinella. Vogliono una foto. Li vedete sorridenti attorno alla bacinella (foto 6).
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P. Silvano Galli
B.P. 36 Sokodé – Kolowaré (Togo)
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