Volontari SMA

volontari feriole 500Giantonia: mi sento come Padre Planque
La casa SMA di Feriole è a qualche chilometro da casa mia. Già da alcuni anni la frequento e mi impegno nel finanziare alcuni progetti di solidarietà di SMA Solidale Onlus in Africa, in particolare attraverso la vendita di oggetti realizzati da una rete di signore volontarie. Abbiamo iniziato a fare bambole nere, un po’ alla volta abbiamo realizzato altri piccoli oggetti, fiori, grembiuli, sciarpe, oggetti natalizi ecc. Per farli ci vuole tanto tempo e tanto lavoro, soprattutto molte persone volonterose, disponibili, che donano il loro tempo e bravura a servizio di questi progetti. Alcune signore ci rispondevano che non sapevano fare niente. Alla nostra domanda: “Sei capace di fare trecce con la lana?” hanno risposto di sì. Così hanno iniziato a collaborare. Sembrano lavori da poco, ma messi assieme, chi taglia, chi cuce, chi riempie, chi veste ecc. ottengono una cosa finita molto bella, e soprattutto il ricavato della vendita va a buon fine.
Proponiamo i nostri oggetti allestendo un banchetto nei due grandi ospedali di Padova. La gente che passa, preoccupata per la salute dei propri cari, spesso ci chiede chi siamo, che cosa è la SMA. Molti ci fanno i complimenti e ci incoraggiano.
Non sono mai stata in Africa. Per me ora andarci è difficile: c’è il costo e la difficoltà di lasciare la famiglia. Mi sento come P. Planque (il successore di Mons Brésillac e fondatore delle suore NSA) che non è mai andato in Africa ma che ha speso tutte le sue energie perché ci potessero andare numerosi padri e suore. Così sono anch’io missionaria.

Vittorio: la mia indole mi spinge a rendere servizio

Io sono un volontario Sma, ma lo sono anche per la parrocchia, faccio parte di una compagnia teatrale, sono volontario alla cooperativa Girasole di Selvazzano Dentro. Insomma mi piace rendermi disponibile, la mia indole mi spinge a rendere servizio negli ambienti più diversi. Ormai è una tradizione prestarmi per la parte logistica della festa sma di settembre. Sono stato in Benin lo scorso aprile assieme a mia moglie Miranda con un gruppo di 17 persone per una decina di giorni. Mi definisco missionario della solidarietà.

Caterina: la Sma è la mia seconda casa

Sono anch’io una volontaria SMA, ormai da molti anni. Ogni settimana, passo due o tre ore insieme ad altre amiche alla casa SMA. Veniamo il mattino, beviamo un caffè con le suore e i padri e poi in allegria puliamo i corridoi, le stanze, la cappella, la sala degli incontri.
Devo dire che ritrovarci insieme quelle due ore alla settimana mi fa bene perché è una valvola di sfogo. La SMA è la mia seconda casa. Questo servizio mi fa sentire missionaria. A volte aspirando la polvere da una camera penso ai vari padri che ho conosciuto qui a Feriole e che ora sono in Africa. Mi prendevano sempre in giro dicendo che in Africa loro della polvere in camera manco si accorgevano. Mi piacerebbe andare almeno una volta in Africa, per esempio a trovare P. Samuele che ho conosciuto qui, ma devo vincere la paura dell’aereo che per il momento mi blocca.

Paolo: ho ampliato i miei orizzonti
Io prego e conosco l’importanza della preghiera. Però mi sento portato soprattutto a fare un lavoro pratico, che dia anche un utile economico al lavoro dei missionari. Per questo da diversi anni e soprattutto da quando sono in pensione, prendo a cuore la manutenzione pratica della casa SMA di Feriole. Sono stato per un mese in Costa d’avorio nel 2009 . Mi ha colpito molto sia la condizione delle persone, sia il lavoro dei missionari, tanto che ho appoggiato subito un’iniziativa come quella del gruppo di supporto per la parrocchia di Bomoanga in Niger, dove ci sono i padri SMA italiani.
Per me essere volontario SMA ha significato anche ampliare i miei orizzonti. Ho conosciuto altre case sma in Italia, Genova e Roma, dove con altri amici facciamo ogni anno dei lavori di manutenzione. Ho conosciuto confratelli, suore e amici della SMA polacchi, francesi, spagnoli, irlandesi, ho condiviso esperienze indimenticabili come il cammino di Santiago di Compostela o la Route sui passi di S. Paolo da Terracina a Roma.

FINALITÀ DELL’ASSOCIAZIONE VOLONTARI SMA (ART 4 DELLO STATUTO)
L’Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di mettere a disposizione della Società delle Missioni Africane (S.M.A. ) l’attività gratuita dei propri aderenti negli ambiti e nei modi indicati dal Consiglio provinciale della S.M.A. italiana. Tali compiti saranno principalmente
- servizio nelle case della comunità (pulizie, cucina, lavanderia, stiratoria, orto e giardino, ecc. );
- manutenzione degli stabili ( imbiancatura, coloritura,piccole riparazioni, ecc. );
- servizio nelle attività amministrative (contabilità, corrispondenza, archivio, ecc. );
- servizio nelle attività culturali (biblioteca, museo, raccolte, cineforum, ecc.);
- animazione e accompagnamento dei gruppi che partecipano alle attività delle case SMA;
- servizio nelle attività promosse dalla S.M.A. ( stands, mostre, promozioni, beneficienza, ecc. );
- assistenza ai padri anziani e/o infermi e ai loro familiari;
- ogni altra attività richiesta dalla S.M.A.
Detti compiti svolti normalmente in Italia, potranno essere esercitati anche all’estero nei centri curati dai padri S.M.A. L’attività di volontariato svolta è quella prevista dalla legge 11 agosto 1991, N° 266, dalla legge della Regione Liguria 28 maggio 1992 N° 15, nonché dalle leggi vigenti in materia nelle altre Regioni dove opera la S.M.A.


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