Una "troca di esperienza"

dscn6059 500Bom dia a tutti,

qualche anno fa il nostro parroco di allora aveva chiesto alla SMA di Genova se ci fosse un padre disponibile per accompagnare il gruppo di Azione Cattolica al campo estivo di cui eravamo animatori; è nata così la nostra amicizia con padre Ceferino e con la SMA, amicizia che ci ha portato ad andare in Angola nella parrocchia Bom Pastor di Kikolo dove lo scorso ottobre abbiamo trascorso una settimana di vacanza.
Abbiamo vissuto in comunità con i padri che si occupano di quella parrocchia p.Renzo, il parroco, p. Luigino, p. Jack e p. Ceferino e con don Jesus, vicario nella vicina parrocchia di Santa Isabel.
Dopo una movimentata avventura alla conquista dei visti consolari, finalmente il 13 ottobre siamo arrivati a Luanda...la prima impressione è stata abbastanza scioccante, un po’ come finire in un fiume in piena o in una lavatrice con centrifuga! Luanda è una città enorme, con un’immensa quantità di persone sempre in movimento per la strada, di traffico, di lavori in corso, di odori, di gente che vende e compra le cose più improbabili.
Certamente non è l’Africa da cartolina o da brochure che leggiamo nelle riviste turistiche, non ci sono elefanti all’orizzonte (uno di noi è fissato con gli elefanti) o spiagge mozzafiato ma abbiamo capito da subito che sarebbe stato molto di più.
Appena siamo stati accolti dai padri ci siamo subito sentiti a casa ed abbiamo iniziato a sentire i racconti della vita missionaria, che ci hanno poi accompagnato durante tutto il nostro soggiorno, in particolare a tavola quando abbiamo ascoltato mille avventure ed aneddoti degni di un grande libro.
La zona della parrocchia si trova nella periferia nord di Luanda lontana dai nuovi grattacieli del centro città ed è completamente coperta da baracche di varie forme, dimensioni e colori con piccole strade polverose ed un grandissimo mercato al centro.
Gli odori che abbiamo sentito non sono facili da trasmettere su una pagina: la spazzatura, i canali di scolo e improvvisamente camminando il profumo pulito del pane trasportato dalle donne su ceste in testa.
Anche la musica e la danza superavano i rumori forti della città ed il movimento caotico delle auto; abbiamo imparato che ogni rumore, se ben ascoltato e ritmato, è perfetto per ballare.
Padre Ceferino ci ha guidato nella visita delle varie chiese della parrocchia e delle scuole, dove abbiamo incontrato tantissime persone che ci hanno accolto con una generosità ed affetto spesso disarmanti.
Certamente la parte educativa e scolastica è una delle attività più importanti e significative di cui la parrocchia si occupa nella zona; gli studenti sono tanti e spesso gli insegnanti non riescono a seguire tutte le lezioni. L’assenza di uno di loro ci ha fatto improvvisare “professori” di geografia con disegni di cartine e bandiere incluse!
Coi ragazzi più grandi della scuola del Bom Pastor abbiamo avuto – come dicono lì - una “troca di esperienza” cioè uno scambio di esperienze sui sogni, aspirazioni e difficoltà che loro e noi incontriamo nella vita di studio e lavoro. Nonostante alcune differenze, soprattutto sul piano pratico, abbiamo avuto la conferma che le aspirazioni sono le stesse.
Il sabato mattina dopo la consueta sveglia all’alba, siamo partiti alla scoperta del mercato di Kikolo dove, in un modo o nell’altro, lavora gran parte degli abitanti della zona, vendendo frutta e verdura le donne, i sacchetti di plastica i bambini e il ferro i ragazzi più grandi.
Praticamente è come entrare in un labirinto diviso per arti e mestieri, prodotti e generi venduti; molte delle donne che lavorano in quel mercato sono fedeli della parrocchia ed è stato bello incontrarle tra i banchi e parlare del loro lavoro.
Il costo della vita in Angola è molto elevato nonostante lo stipendio medio non superi i 200 dollari americani al mese; per fare un esempio un kg di patate era venduto a circa 2 dollari, stessi prezzi assurdi per altri generi alimentari di prima necessità e per il trasporto sui pulmini locali.
La situazione socio-politica non è semplice e vivere in un paese pieno di corruzione (la “gazosa” è d’obbligo) rende la vita, compresa quella dei missionari, piuttosto complicata. Radio Ecclesia, la radio cattolica di Luanda, è una delle poche voci non allineate.
Mentre passavamo lungo una delle strade principali p.Ceferino ci ha detto: “vi faccio vedere una cosa”; siamo entrati in un enorme supermercato: era completamente vuoto, tutti gli scaffali nuovi e perfetti ma vuoti, le commesse con divisa e cuffia in testa ma che non facevano nulla poiché non vi erano clienti.
Questa catena di supermercati è stata costruita in tutto il paese da un notabile angolano che a quanto pare ha deciso di aspettare il momento giusto per poterlo vendere a qualche “amico” ad prezzo stracciato. Anche questo è l’Angola.
La cosa che più ci ha affascinato è come 5 fantastiche persone (i padri) riescano a tenere testa ad una parrocchia di più di 250.000 fedeli organizzando con l’aiuto dei laici e delle suore moltissime attività e seguendo con passione tutti i gruppi parrocchiali, da quelli giovanili (amicizia e simpatia, Infanzia e Adolescenza Missionaria, PROMAICA, movimento eucaristico giovanile, scouts) a quelli per le famiglie e per gli adulti.
Certamente la nostra è stata un’esperienza formativa molto molto importante a livello spirituale e sociale; abbiamo potuto anche cogliere un’istantanea del declino dell’influenza portoghese sull’Angola ed il sopravvento senza controllo del dominio industriale cinese in tutti i suoi aspetti peggiori.
Senza falsa retorica davvero possiamo dire che non sarà facile dimenticare l’enorme cerchio che abbiamo fatto con i ragazzi ed i bambini della parrocchia cantando canzoni angolane ed italiane e che siamo “multo obligadi coi signori padri” per questa esperienza.

Lorenzo e Luca


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