il Niger un paese da scoprire

mappa niger 500Un paese molto esteso, poco conosciuto se non per le sue riserve di uranio. Padre Mauro Armanino, che si trova in Niger dallo scorso aprile, ce lo presenta, cercando di metterci negli occhi e nel cuore vari aspetti della situazione non semplice del Niger. Il suo lungo articolo è stato suddiviso in due parti. In questo numero, ci fermiamo alla soglia dell’indipendenza dalla Francia, ex potenza colonizzatrice.

Dimensioni al volo


Paese continentale che confina con l’Algeria e la Libia, al nord, il Ciad a est, la Nigeria e il Benin a sud, il Burkina Faso e il Mali a ovest, il Niger ha una superficie di 1.267.000 kmq. Su un totale di circa 5.500 km di frontiere, in buona parte rettilinee, solo alcune hanno elementi naturali che delimitano il paese.

Il paese porta il nome del fiume che lo attraversa per circa 550 km, il Niger, e si caratterizza per la grande estensione territoriale, la lontananza dal mare, la parte settentrionale di tipo desertico e una frangia al sud molto abitata.

Il Niger si presenta come un grande e monotono pianoro con il rilievo dell’Air la cui altezza media varia tra i 500 e i 900 metri. Tra le sue montagne si distingue il rilievo de l’Indoukal-n-Taghès, quasi al centro del paese, la cui altezza culmina a 2.020 metri.

Il Sahara nigerino si presenta tutt’altro che uniforme, con aree di sabbia, pietre, arbusti e alcune oasi che assicurano la vita a persone e mandrie. Il deserto ‘integrale’ è quello del Ténéré che appare come una zona di transizione progressiva tra il Sahara e il Sahel.

Nel sud del paese si configurano una serie di altopiani che scivolano gradualmente fino alle rive del fiume Niger. Essendo questo l’unico fiume del paese, con un affluente quasi permanente, la rete idrografica nel paese è praticamente inesistente, e la sopravvivenza è legata alla pluviometria irregolare e incostante. La larghezza del fiume varia tra i 300 e i 1000 metri. Il lago Ciad – a sud-est del paese – è il residuo di un antico mare, e la parte che di questo lago appartiene al Niger si sta progressivamente riducendo per il calo della portata d’acqua degli affluenti e delle piogge.

Il Niger appartiene a una delle zone più calde del globo terrestre; il clima è desertico per la maggior parte del territorio, mentre al sud abbiamo un clima tropicale, saheliano e sudanese, con una sola stagione delle piogge. Le temperature sono elevate e in media si mantengono tra i 27° e 29° tutto l’anno, con punte di 45° all’ombra.

Secondo le zone si possono distinguere tre stagioni principali di durata ineguale:
- da novembre a febbraio, stagione fresca a causa del vento che soffia dal deserto, chiamato Harmattan. Specie durante la notte, le temperature diminuiscono notevolmente;
- da marzo a maggio, stagione secca, caratterizzata da una vera e persistente canicola;
- da giugno a ottobre, stagione delle piogge, con tratti di umidità di tipo tropicale in alcuni giorni. In buona parte del paese il terreno si riveste d’erba.
Certe zone del paese, quella sahariana per esempio, possono non ricevere pioggia anche per alcuni anni. L’inizio delle piogge è importante per determinare l’inizio delle seminagioni.

Tanti popoli, un solo Stato

Stimata a 3.240.000 abitanti nel 1960, anno dell’indipendenza dalla Francia, la popolazione del Niger si aggira oggi sui 15 milioni, con una crescita demografica tra le più alte del mondo. La media è a tutt’oggi di più di 7 bambini per donna. La percentuale di coloro che hanno meno di 15 anni raggiunge il 60% del totale. Anche l’urbanizzazione cresce in modo consistente, raggiungendo almeno il 17% della popolazione totale. La speranza di vita è di 52 anni per gli uomini e di 54,7 per le donne.

Le popolazioni nigerine si dividono anzitutto in sedentarie e nomadi. I coltivatori occupano prevalentemente il sud del paese e i pastori occupano le aree dove le coltivazioni sono difficili. La divisione comunque è tutt’altro che netta.
I sedentari si dividono in tre grandi gruppi:
- all’ovest i Songhay, gli Zarma e i Gourmantché
- al centro gli Hausa
- all’est, i Kanuri
I nomadi sono suddivisi in quattro gruppi:
- i Tuareg i loro antichi servitori/schiavi
- i Tubu
- i Fulbe (Peul)
- gli Arabi

Il Niger: un crocevia

La posizione geografica del Niger, paese cerniera tra il mondo arabo del nord e le città-stato hausa del sud da una parte, gli stati del Sudan occidentale e quelli del bacino ciadiano dall’altra, ne ha fatto un territorio situato al cuore di molteplici influenze culturali, sociali, storiche.

L’impero Songhay


L’impero sembra essersi sviluppato tra il 7° e l’11°secolo lungo il fiume Niger, al di sotto di Gao, nell’attuale Mali. L’impero songhay si impone, specie nel 16° secolo, come uno dei più potenti dal punto di vista militare e amministrativo. Padrone quasi assoluto del paese, l’imperatore riceve, al momento della sua intronizzazione, un sigillo, una spada e il Corano. A questi simboli se ne aggiungono altri più legati alle tradizioni ancestrali. I poteri si trovano concentrati nelle mani dei governatori delle province, rappresentanti dell’imperatore.
La vita economica è essenzialmente basata sullo sfruttamento della manodopera servile, in particolare nell’agricoltura. La posizione del Niger ha anche facilitato il commercio transahariano. Tre ‘monete’ reggono gli scambi: l’oro, il sale e particolari conchiglie (cauris). L’Islam ha accompagnato fin dall’inizio lo sviluppo dell’impero e città come Tombuctù, Gao, Walata, Djenne divennero eminenti centri di studio islamico.
Le truppe songhay saranno sconfitte dalle armi più moderne dei Marocchini nel 1591. L’impero songhay si frantuma poi in piccoli stati che mantennero comunque una certa coesione.

Le città-stato Hausa


Parlando la stessa lingua, seguendo gli stessi usi e costumi, nella sottomissione alle stesse istituzioni politiche, gli Hausa rappresentano uno dei più importanti insiemi etnici dell’Africa. Essere Hausa non significa solo parlare la lingua ma è anche e soprattutto un modo di comportarsi, di concepire e di condurre la vita, tanto sul piano politico che su quello socio-culturale. Le città-stato più importanti sono state Kano, Katsina, Zaria, Gobir e Kebbi, tutte situate in Nigeria. Il sistema politico-amministrativo del paese hausa è complesso e organizzato in modo fortemente gerarchico.
Le risorse agricole e industriali, le piste transahariane e i sistemi di difesa murali, hanno giocato un ruolo di rilievo per formare queste città-stato. L’arrivo dell’Islam è dipeso molto dai commercianti e si può far datare in certe zone fino all’11°secolo.

I regni del Kanem e del Bornu


Il primo si costituisce verso il 6° secolo al nord-est del lago Ciad e si sviluppa grazie al commercio carovaniero transahariano. Sarà poi sostituito dal secondo in un luogo più sicuro dalle razzie e attacchi nemici. L’Islam è rinforzato e il commercio transahariano incoraggiato.

Il regno di Air

Popolazioni designate col nome di Tuareg arrivarono nel massiccio dell’Air, trovando altre popolazioni nere che già avevano creato una certa civilizzazione urbana. Le popolazioni tuareg presero gradualmente possesso del territorio combattendosi tra loro. Più tardi storia e leggenda si uniscono per dare ai Tuareg un sovrano arabo riconosciuto. Agadez, nuova capitale del regno, darà un impulso notevole alle relazioni coi vicini, in particolare gli Hausa.

Alla vigilia della penetrazione francese


La politica divide...


Nella parte occidentale del paese, il 19° secolo è caratterizzato da una serie di guerre, in particolare tra i Songhay e i Tuareg. All’est i Tuareg trovano serie resistenze con le popolazioni Zarma, che nell’insieme hanno salvaguardato la loro indipendenza. Per contro si assiste ad un’ulteriore frammentazione di potere che rende praticamente impossibile l’accettazione di un’autorità superiore, statale. Al centro e al centro-est, gli stati hausa conoscono anch’essi una notevole instabilità politica.
Anche i Tuareg continuano a battersi tra loro. Alla vigilia della penetrazione francese, il paese non è che una semplice espressione geografica. Lo spazio nigerino è dunque marcato da una grande precarietà. Questa fragilità è dovuta a guerre intestine che hanno creato stati deboli e ne hanno compromesso la situazione economica.

Economia traballante

L’economia rimane fondata su un numero limitato di attività di cui l’agricoltura è, oggi ancora, la principale, malgrado l’avanzata del deserto, la povertà del terreno e i capricci delle piogge. Non stupisce, visto questo contesto, la serie di carestie che hanno caratterizzato e caratterizzano il cammino del paese, in particolare nel 1887, 1890, 1892, 1898 e 1900; e poi, più vicino a noi, nel 1974, 1985, 2005, 2010; con ogni probabilità ancora nel 2012.

Altri settori meritano di essere presi in considerazione:
- Lo sfruttamento del sale e dei carbonati, entrambi utili per le operazioni di tessitura e in grado di produrre una gamma notevole di colori.
- Il commercio locale e regionale. Come dappertutto in Africa il mercato è luogo di scambio e di incontro, con ritmo settimanale. Cereali, animali e prodotti artigianali in particolare. Il commercio regionale è stato in mano ai Tuareg, i Tubu e i Kanuri e si basa su prodotti quali il sale, i carbonati, i datteri, il miglio, il cotone e altri prodotti di importazione, come il tè, lo zucchero e le stoffe.
- Il commercio transahariano, in mano a commercianti arabi, prevalentemente Tripolitani, detentori di capitali e residenti in qualche centro importante del paese. Queste carovane trasportano verso il sud prodotti europei come tessuti, profumi, tè, zucchero, manufatti in rame, utensili, carta, armi da fuoco... Le carovane che tornano dal sud trasportano prodotti diversi, come pelli di animali, cotone, cuoio lavorato, tabacco, arachidi, miele, noci di cola, gomma, avorio, miglio e ... schiavi, ‘prodotto’ per eccellenza di esportazione. L’apertura atlantica prima e la conquista francese poi, porteranno un colpo decisivo al commercio transahariano, che inizierà a decadere.

Società variegata


La società nigerina pre-coloniale comprende due gruppi sociali: persone libere e schiavi. Dal punto di vista religioso si potrebbe parlare di sincretismo, con una commistione tra religione tradizionale africana e Islam. Le persone libere comprendono i membri delle famiglie reali, e la quasi totalità della gente comune: agricoltori, artigiani, negozianti, agenti dell’amministrazione, ufficiali e soldati. I re e i membri delle famiglie reali dirigono i vari ‘stati’ e gradualmente le persone più influenti si trovano tra i negozianti e i ‘marabuts’, capi religiosi musulmani.

Ci sono vari modi di acquisto degli schiavi: tramite razzie e guerre, sul mercato, oppure, specie in caso di carestie, come garanzia per prestiti concessi, o anche per motivi di magia, uccisioni o condanne. Gli schiavi sono utilizzati per i lavori agricoli e domestici, provvedono l’acqua, la legna, il fieno per gli animali, lavorano nelle miniere e si prendono cura degli animali.

In qualunque operazione e ruolo, lo schiavo è una ‘non-persona’, interamente sottomesso al padrone che ha diritto di vita e di morte su di lui. Una categoria particolare di schiavi sono gli eunuchi, la cui ‘produzione’ era diventata estremamente redditizia per le corti arabe e non.
Eppure, paradossalmente, gli schiavi possedevano un ruolo sociale ragguardevole, offrendo una certa garanzia di stabilità alla società intera.

Sanità ed educazione

Le pratiche mediche ed educative affondano le loro radici nelle multiformi tradizioni ancestrali, ricevute e tramandate. Frutto di accumulazione di saperi e di un capitale di esperienza sedimentato nei secoli, da generazioni di persone che cercavano di dare risposte ad un contesto umano spesso ostile.

La medicina prende quanto serve da piante, animali, minerali ma anche da parti del corpo umano e inserisce la cura in un’interpretazione del mondo e della malattia in termini prevalentemente relazionali. Lo stesso fenomeno si verifica per il settore educativo. Il processo di formazione si raccorda con riti iniziatici e introduttivi alla vita sociale. L’educazione è un fenomeno sociale e dunque tale da coinvolgere nel processo la comunità dalla quale proviene il soggetto. L’educazione è pensata in vista del ruolo che la persona dovrà assumere nella società.

Sotto la dominazione coloniale francese

Nella seconda metà del 19° secolo le missioni di esplorazione si moltiplicano nello spazio nigerino. Ma è dopo la conferenza di Berlino del 1885 che la corsa al bottino si accelera. Inglesi e Tedeschi in particolare cercano di consolidare le loro posizioni in Africa cercando di tenere la rivale Francia in un difficile isolamento diplomatico. Nel 1890 si arriva ad un trattato volto a stabilire le zone di influenza tra Inghilterra e Francia. Dalla carta bisognava però passare al terreno reale e a questo proposito il capitano francese Louis-Parfait Monteil riceve la missione di percorrere i territori compresi tra il fiume Niger e il lago Ciad nel 1892. Dopo di lui altre missioni esplorative hanno luogo: quella del fiume Niger nel 1895 e anni seguenti, la missione dell’alto Sudan fino al lago Ciad nel 1897; fu in seguito a questa missione che si verificarono le prime reazioni armate da parte della popolazione locale.

Nel 1900 arriva il riconoscimento del territorio nigerino tra il lago Ciad e il fiume Niger ed è a partire da quella data che verrà organizzata l’amministrazione del paese, si definirà lo statuto giuridico delle popolazioni e si porranno le basi per lo sfruttamento economico della colonia.
Il mantenimento delle forze di occupazione del paese, ottenuta in modo molto rapido, condusse i Francesi ad esigere dalla popolazione locale tasse in natura e in liquidi. Le imposte pesanti, i modi bruschi, gli espropri e altri abusi, finiscono per esasperare le popolazioni locali, che fanno esplodere la loro frustrazione con una serie di rivolte.

La prima guerra mondiale, nella quale la Francia è pesantemente coinvolta, obbliga a ridurre le forze in Niger. Altre rivolte si manifestano, tra cui ad Agadez, per opera dei Tuareg, che assediano la città. Un decreto del 1922 trasforma il territorio militare del Niger in territorio del Niger, dotato di personalità giuridica e finanziaria. Il Niger è una delle colonie che formano la federazione dell’Africa Occidentale Francese, assieme al Senegal, la Guinea, la Costa d’Avorio, il Dahomey, l’Alto Volta, il Sudan francese (l’attuale Mali) e la Mauritania.

L’élite indigena, rappresentata dai capi tradizionali e dai capi religiosi (marabuts), vede gradualmente crollare il proprio potere a beneficio di nuove figure, scelte dai nuovi amministratori senza troppo riguardo per la storia e le stratificazioni sociali. Il capo rappresenta gli interessi del paese colonizzatore e allo stesso tempo gli interessi della popolazione. Cose non semplici da comporre. Dal 1929 si arriva ad una divisione amministrativa tripartita tra capi villaggio, capi di circoscrizione e capi di provincia.

L’arrivo della seconda guerra mondiale e la conseguente riduzione di forze occupanti, rende la presenza di questi capi ancora più importante. Saranno loro ad incaricarsi delle imposte, delle prestazioni lavorative gratuite e del reclutamento militare.
Il rapporto con l’Islam è caratterizzato dal controllo sulle attività dei capi religiosi musulmani, considerati come aventi una notevole influenza sul popolo. L’Islam profitterà della ‘pace francese’ per propagarsi ulteriormente.

Lo sfruttamento economico

Le basi dello sfruttamento economico sono tre:
- la popolazione indigena. Poco numerosa e divisa in modo variegato nel paese, è preda di malattie ed epidemie varie. Per motivi di interesse coloniale la Francia cerca di proteggere la manodopera ad ogni costo.
- le vie di comunicazione e i mezzi di trasporto, fin dall’inizio uno dei nodi principali dello sviluppo; viste le distanze, sono le automobili ad offrire tentativi di soluzione alle stesse. Nel 1922 le piste rotabili nel paese sono in numero di quattro. Lo stato delle strade e dei ponti rimarrà comunque tutt’altro che soddisfacente. Malgrado gli sforzi dell’amministrazione coloniale, la rete viaria in Niger resta deficitaria.
- Lo sfruttamento economico dunque si sviluppa attorno all’agricoltura, con vari tentativi di adattamento anche a livello di culture di esportazione. Verrà gradualmente sviluppata la coltivazione del miglio e la costituzione di granai di riserva. Nel settore dell’allevamento l’amministrazione si concentrerà sullo sviluppo dell’allevamento di dromedari e cavalli utili per le truppe di occupazione. Il resto degli animali sarà poco considerato. L’industria è inesistente fino al 1940; esiste solo lo sfruttamento delle miniere di sale e carbonati. Si sviluppano invece alcuni settori dell’artigianato. Il commercio interno è totalmente fondato sui capi di bestiame, i prodotti alimentari e le stoffe. Quello esterno si effettua prevalentemente con la Nigeria, e altri paesi dell’Africa Occidentale Francese. Col tempo il commercio con l’Europa si intensifica, in particolare il commercio degli arachidi.

Evoluzione sociale e culturale

La politica medica e sanitaria cerca di rispondere alle sfide che il paese presenta in termini di epidemie e endemie. Vengono compiuti sforzi in questo settore soprattutto per avere manodopera sufficientemente attrezzata. La formazione sanitaria, i dispensari e l’ospedale fanno il loro ingresso. Nel 1915 nel paese ci sono solo due infermiere; l’ospedale di Niamey – la capitale - vede la luce nel 1931.
Nel campo dell’insegnamento si riflette in modo ancora più evidente lo ‘spirito’ coloniale. La Francia si propone di diffondere le luci della civilizzazione e le scuole sono create per ‘addomesticare’ i più giovani. Sono i militari i primi ad aprire le scuole, a mano a mano che il territorio conquistato si estende. Gradualmente l’amministrazione arriverà ad organizzare una struttura educativa per le regioni coloniali. Di rilievo l’insegnamento della storia e della geografia, tramite le quali sono la potenza e la benevolenza della Francia a essere messe in valore. Anche l’insegnamento agricolo e professionale vede la nascita e altre scuole in preparazione delle future élite del paese.

In marcia verso l’indipendenza


All’indomani della seconda guerra mondiale, il Niger, come tutti i possedimenti francesi, conosce un tempo essenziale per la sua storia. È un tempo di apprendistato per la vita parlamentare e politica. Gli avvenimenti precipitano nel continente africano. Gli Africani, che nel conflitto bellico hanno mobilitato mezzi e persone, si attendono un riconoscimento. L’intenzione della Francia è quella di elaborare una ‘nuova formula coloniale’ che legherebbe ancora a sè i paesi africani.
Il Partito Progressista Nigerino (P.P.N.) è la prima formazione politica a vedere il giorno in Niger e, nel 1946, comincia a lottare per l’emancipazione politica, sociale ed economica del paese; questo partito diverrà la sezione locale del noto R.D.A., Rassemblement Démocratique Africain, fondato lo stesso anno al Congresso di Bamako, in Mali. Nel frattempo le organizzazioni sindacali si alleano con i partiti politici e nel 1958 il Niger diventa una Repubblica inserita nella comunità franco-africana. L’assemblea costituente eletta condurrà al riconoscimento dell’indipendenza del Niger il 3 agosto del 1960. Primo presidente della Repubblica è Diori Hamani, già segretario generale del P.P.N.-R.D.A., che proclama l’indipendenza alla data sopra citata. La nuova costituzione, di tipo presidenziale, è adottata lo stesso anno nel mese di novembre.

In circa 15 anni il Niger ha subito un cambiamento politico difficilmente immaginabile dopo la guerra. Durante l’epoca coloniale l’agricoltura e l’allevamento avevano ricevuto un certo interesse, ma il settore industriale è quello che meno aveva attirato investimenti.
La prima unità industriale importante è stata creata a Maradi dalla Società industriale e commerciale del Niger (Siconiger) nel 1942: si tratta di un oleificio. Le attività commerciali soffrono dell’isolamento del paese e nel settore minerario si inizia l’estrazione dello stagno e del tungsteno nella parte desertica del paese, sotto la supervisione e il controllo di Parigi.

(Continua)

p. Mauro Armanino, SMA


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