P. Gigi Maccalli: Il presepe nel granaio

granaio Bomoanga - Natale 2011

Anche quest’anno il granaio della missione si è riempito di sacchi di miglio, ed è quasi un
miracolo. Durante il tempo dell’Avvento abbiamo celebrato in ogni comunità di villaggio
l’adilena, la festa del raccolto e la gente ha offerto generosamente, prendendo sulla loro
povertà. L’adilena è sempre un appuntamento parrocchiale importante, occasione per
ringraziare il Dio Provvidenza e datore di Vita. Il raccolto di quest’anno è ben più povero dello scorso anno e già si annuncia come un anno di crisi alimentare, eppure i poveri sanno donare. Con l’ adilena, la tradizione gurmancé festeggia l’inizio di un nuovo anno:
si pulisce il cortile e si bruciano le immondizie, si chiede e si offre il perdono sulle vecchie storie dell’anno passato e si condivide col vicino il cibo arricchito di carne. E’ festa, danza e nuovo inizio.
A dire il vero, è grazie ai missionari che si è recuperato il valore di questa festa tradizionale, vi hanno visto un interessante spunto di inculturazione della fede. Così a Bomoanga, l’adilena è l’inizio di un nuovo anno pastorale. Per questo, durante la messa di ringraziamento, abbiamo offerto anche i frutti della catechesi e celebrato le tappe di catecumenato per quanti stanno camminando verso il Battesimo.

L’adilena s’intreccia con l’Avvento ed è un bon esercizio di preparazione al Natale. Dio non ha certo bisogno del nostro miglio per farsi una polenta in Paradiso in compagnia di tutti i santi, ma Dio misura attraverso il nostro dono la nostra apertura di cuore che sa condividere con gli altri e in specie con i più poveri. Ciò che piace à Dio è vedere la nostra capacità di essere dono, come Lui è dono. La lezione di Natale non è forse imparare a essere dono e a farsi dono ?

Gesù Bambino nasce in un granaio a Bomoanga, ha come guanciale i frutti della terra delle nostre comunità e come coperta un panno di fili colorati di generosità di tanti amici. In questo periodo di Natale, la temperatura esterna scende da 30° gradi di giorno a 10° gradi la notte e il freddo, misto a polvere, è causa di malattie respiratorie per molti grandi e piccoli. Dal granaio potremo attingere cibo e medicine, anche acqua potabile da offrire a chi non ce l’ha e latte in polvere per neonati sottopeso e mamme in difficoltà. Sforneremo anche mattoni per il dispensario-maternità che presto darà sollievo e speranza a tante persone e mamme in attesa, il cantiere dovrebbe aprire i lavori dopo Natale.

Natale è condividere, e la nostra vita missionaria non è altro che condivisione : si fa carico ogni giorno del dolore e delle sofferenze della nostra gente che lotta per la vita. Vi condivido allora, a cuore aperto, qualche pena del mio cuore di padre e pastore : Marie Kuligiati ha perso il suo figlio primogenito di appena un anno, doveva essere battezzato a Natale. Il catechista Paul Wuoba è stato ricoverato a Niamey con problemi seri di infezione polmonare, preghiamo per la sua guarigione. Félix Bukari invece, giovane cristiano battezzato della piccola comunità di N’Goula, ha ceduto alle pressioni della famiglia della moglie mussulmana e per non perdere moglie e figli ha deciso di farsi pure lui mussulmano.

Natale è inizio povero, umile e silenzioso di una fraternità nuova. Grazie del vostro sostegno e un grazie particolare a quanti ci seguono con il dono della preghiera che ci dà forza e speranza per continuare a condividere con tutti la bontà e la fraternità universale del Bimbo di Betlemme. Di certo, anche quest’anno, i poveri che busseranno alla porta del granaio della solidarietà, non partiranno a mani vuote.
Buon Natale di pace e di bene

p. Gigi Maccalli
Bomoanga - Niger

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