Cambiamenti. Ve ne siete accorti?

In questo numero di Notizie SMA padre Simon e suor Irini raccontano dei cambiamenti in Egitto. Un cambiamento significativo, nel suo piccolo, è anche la nomina del primo vescovo locale a Kontagora, nel nord della Nigeria, come testimonia l’intervista ai due vescovi Carrol e Yohanna.
L’Africa è un buon posto di osservazione per percepire quanto rapidi e profondi siano i cambiamenti in atto. Ci costringono a rovesciare molti nostri luoghi comuni. A chi si raffigura l’Africa solo come un continente fatto di villaggi nella foresta, basti ricordare che oltre il cinquanta per cento della popolazione africana vive in città. In Nigeria quattro metropoli come Lagos, Abuja, Ibadan e Kano raccolgono insieme trenta milioni di abitanti. Il telefono cellulare ha raggiunto anche i villaggi più sperduti.
È di pochi mesi fa la notizia che l’Angola, ex colonia portoghese, ha lanciato un piano per finanziare il Portogallo in grave crisi economica. Gli economisti invitano i risparmiatori a investire in Ghana, paese con ritmi di crescita comparabili a quelli della Cina.
La figura di Nelson Mandela e la sua lotta per fare del Sudafrica un paese fondato non sull’Apartheid ma sull’Ubuntu, cioè sulla crescita possibile solo insieme, sono uno dei messaggi più incisivi per il mondo attuale. Alcuni bei film recenti ce lo hanno ricordato.
La Chiesa in Africa sta cambiando rapidamente.
I vescovi autoctoni rappresentano oltre il 90% tra i leader delle oltre cinquecentocinquanta diocesi del continente. Africae Munus, il documento-sintesi del Secondo Sinodo speciale per l’Africa che il Papa ha firmato l’anno scorso a Cotonou (Benin), pone l’accento su temi “scomodi” come quelli della giustizia, della pace e della riconciliazione.

Tra un anno le Assemblee

I cambiamenti non sono facili, né indolori.
Domandano anche notevole fatica nel discernere tra le cose che devono cadere e quelle che invece sono germogli di vita nuova da far crescere. Anche il migliaio di missionari SMA, come del resto le ottocento suore missionarie NSA nate dallo stesso carisma di Monsignor de Brésillac, si preparano a riflettere sui cambiamenti che essi stessi stanno vivendo. Il 2013 sarà l’anno delle assemblee, un appuntamento che ritorna ogni sei anni per fare il punto e discernere alla luce della Parola di Dio le direzioni su cui la missione rinnovata ci spinge.
I cambiamenti possono far paura. L’importante è valutarli alla luce del bene comune. Esso è tale solo se include il bene di tutta la persona umana e di tutta l’umanità. Ecco un criterio fondamentale che ci viene dalla Parola. È la prospettiva dello Spirito di Pentecoste che ha cambiato il modo di vedere della Chiesa degli inizi, come leggiamo negli Atti che la Liturgia ci propone nel tempo pasquale. Gli incontri, le persecuzioni, l’entrata di persone come Paolo e Barnaba hanno allargato gli orizzonti della Chiesa degli inizi. Il Vangelo non è più solo per il popolo ebraico, ma per tutte le genti.
È necessario valutare le cose guardando non solo al bene nostro, ma anche a quello di tutti,
inclusi i due terzi dell’umanità che non sono cristiani. E allora scopriremo che la missione sta vivendo sì un momento di cambiamento,
ma un momento carico di speranza e di stimoli nuovi per cui vale veramente la pena di mettersi in gioco.

P. Antonio Porcellato


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