Le vocazioni al sacerdozio: vitalità cristiana

gruppo vocazionale 500Una delle priorità della Sma, fin dall’inizio della sua esistenza, insieme con l’annuncio del Vangelo nelle zone più difficili dell’Africa, fu la nascita di un clero locale, “indigeno” come si diceva. Questa non é una novità: noi Sma ce l’abbiamo nel DNA, trasmesso dal nostro fondatore Marion de Bresillac.
É vero che dagli anni 80 la Sma ha cominciato ad accettare vocazioni africane anche per se stessa, al seguito del paterno rimprovero del Papa “Ma come, dopo 130 anni non avete ancora membri africani?”
Non fu facile prendere una decisione accetta da tutti. Ricordo che nel 1983 o giù di lì, un membro del Consiglio Generale di Roma riunì noi tutti missionari Sma nel Nord della Nigeria, nello Stato di Kaduna, per comunicarci la decisione e per conoscere le nostre reazioni. Ne seguì una discussione a dir poco calda dove si udirono anche parole non del tutto sacerdotali, tra quelli del Si e quelli del No. Ma era evidente che spesso erano reazioni troppo umane, non sempre evangeliche, per scoprire la Volontà di Dio. Quelli del NO insistevano “Noi dobbiamo creare un clero locale, e basta, non dobbiamo rubare vocazioni in favore della nostra società; é il nostro carisma!” Ma forse si nascondeva dietro, la paura del nuovo e soprattutto quella di dover convivere con confratelli africani, che forse scomoderebbero le nostre abitudini...
In quelli del Si era chiara la situazione tragica del calo continuo di vocazioni in Europa e America, e di una Sma vecchia e destinata a morire; purché non muoia siamo pronti a prendere anche africani: non c’e altra possibilità! Grazie a Dio c’era anche un terzo gruppo che vedeva le cose con l’occhio della fede, della Chiesa.
Oggi la Sma africana é una bella realtà, anche se non mancano problemi. Ma dov’é che non ci sono problemi?

Questo tuttavia non ci impedisce di essere ancora strumenti per la formazione di un clero locale ben preparato, rispettato, animato da spirito apostolico, vicino alla sua gente e impegnato anche nelle realtà sociali delle periferie e delle savane. E non si dica mai che (come purtroppo fanno alcuni religiosi) noi teniamo le migliori vocazioni per la Sma, e quelle così-così le diamo alla diocesi.

La nostra diocesi di Caxito ha una superficie maggiore che la Liguria, con due zone ben distinte: una vasta zona urbana sempre in espansione, e una zona rurale al nord e est. Creata tre anni fa, ha solo due preti locali, ordinati nel 2010 e 2011: i Padri José Makuntima e Jesus Miguel Mupey (i due sono della Parrocchia Bom Pastor Kikolo). Il Vescovo, Dom Jaca é verbita; gli altri sacerdoti: 6 verbiti (1 angolano,1 indiano, 1 indonesiano, 2 polacchi, 1 congolese), 2 spiritani (angolani), 6 Sma (1 argentino, 4 italiani, 1 di Costa d’Avorio), 2 guadalupani (messicani), 1 omi (congolese), un fidei donum mexicano e uno della Sardegna, un angolano della diocesi di Uige, e un diacono Sma (Kenya). Una piccola Onu, o se preferite, l’arca di Noé. Ventitre, siamo pochi. È vero che c’é di peggio. La diocesi di Dundo, dove lavora Padre Van Bunnen Sma, é grande come il Portogallo e ha solo 9 sacerdoti. Ancora peggio sta la vasta diocesi di Luena, alla frontiera con Zambia.

La nascita di vocazioni al sacerdozio é segno indiscutibile di vitalità cristiana. Che la nostra Chiesa cattolica debba fare, ad alto livello- perché poi é lì che si decide-, una riflessione seria e coraggiosa sul tipo di sacerdozio e candidati al sacerdozio ministeriale, é fuori dubbio e più che urgente; e non facendo finta di non vedere situazioni tragiche, aspettando non si sa quale miracolo. Certo che c’é lo Spirito Santo, ma c’é anche la resistenza umana e la paura di affrontare le sfide dei tempi e di ciò che sta preparando il futuro.

Senza aspettare riforme, che certamente nella mia vita non vedrò, noi ci impegniamo nella pastorale vocazionale con tutta la fede e sincerità.
Fin dall’arrivo della Sma a Kikolo nel 1998 é nato il gruppo dei Vocacionados, ragazzi, ragazze e giovani che manifestano una sensibilità particolare per la vita cristiana e per le cose di Dio.
Si riuniscono 2 volte al mese, dopo la prima Messa della 1ª e 3ª domenica del mese. Gli accompagnatori sono : 3 suore di tre congregazioni locali, due coppie di sposi impegnati nella pastorale, e un sacerdote (...cioè io) appoggiato dagli altri Padri.
Gli sposi sono presenti perché nel discernimento vocazionale c’é l’uomo e la donna secondo il progetto di Dio; e poi perché la famiglia, almeno qui, ha un ruolo fondamentale nella prima trasmissione della fede e delle virtù umane e religiose. Poi é importante che i ragazzi e giovani incontrino persone che credono, che vivono con gioia il loro sacerdozio cristiano, anche se é miscuglio di grandezze e miserie umane; e vivano la loro consacrazione speciale al servizio del Signore e della comunità, nel matrimonio o nella vita religiosa.
Insomma, come in tutti i settori della pastorale, in quella vocazionale, bisogna crederci.

E non pensate che qui sia più facile. Anche qui i ragazzi sono svegli, spesso agitati, rigettano le tradizioni, anche quelle buone, distratti da mille cose e mode e modi di pensare sempre nuovi che la società propone. Sono anche esigenti. Incontrano difficoltà di vario tipo, in un ambiente sfavorevole, abitazioni povere, sovraffollate, e promiscuità, frastuono, mancanza di condizioni basiche di vita (acqua, luce, servizi di igiene e di salute...), mancanza di lavoro, difficoltà a pagare le tasse scolastiche, corruzione, banditismo, proposte asfissianti delle numerose chiese e sette; droga, alcoolismo e spesso famiglie scoppiate con divorzi e poligamia.
Nonostante questo mostrano curiosità, per capire se é possibile sognare, e come si può essere fedeli e servire il Signore e gli altri.

Abbiamo due gruppi di vocacionados. Quelli più giovani, che sono magari ancora al 4º anno per essere battezzati (11-13 anni) e poi quelli più maturi che già stanno in un gruppo apostolico giovanile( Liga Missionaria, Movimento Eucaristico, Legione di Maria, Amizade e Simpatia, Scoutismo, Oração e Evangelização, Rosaristi, Accoliti...). Si riuniscono sempre insieme, ragazzi e ragazze.
La Prima domenica del mese é più sulla lettura spirituale, condivisione della Parola (non oso dire Lectio Divina), e preghiera. La terza domenica, l’incontro verte più sulle qualità umane, senza le quali non ci possono essere virtù cristiane. Abbiamo due ritiri nell’anno, uno insieme, l’altro giovani e ragazze separati. Abbiamo anche 4 incontri diocesani, per conoscere, scambiare opinioni con vocacionados di altre parrocchie, passare un giorno insieme.
Nessuno può far domanda per entrare in seminário o dalle monache, se non dopo almeno due anni di cammino nei vocacionados. A partire da quel momento, il contatto con una suora o un padre si fa più frequente, per consigli, dialogo, confessione...e per capire meglio le motivazioni di quella decisione.
Dopo l’incontro della 3ª domenica del mese, tutti insieme si visitano le famiglie di 2-3 vocacionados o di seminaristi, dove si é sempre ben accolti, si prega, canta e si finisce con un panino o una bibita. Queste visite sono molto importanti, per le famiglie e per i vocacionados.
Quest’anno il gruppo dei vocacionados e vocacionadas é di circa 80. Il 24 febbraio 2012 entreranno in seminario i nuovi, dal gruppo vocacionados della nostra Parrocchia: 7 per le superiori, due in filosofia, uno in teologia. Il totale dei seminaristi della nostra Parrocchia Bom Pastor Kikolo a questa data é di 31 : 4 in teologia, 6 in filosofia, il resto nelle varie superiori. Ditemi che i padri Sma di Kikolo (...e lo Spirito Santo) non mettono in pratica il loro carisma!
In Italia ci sono diocesi che sarebbero felici di aver solo la metà dei seminaristi della nostra parrocchia. Ad esempio Vercelli, mia diocesi di origine.
Difficoltà? Tante, ma fanno parte di tutta la nostra storia santa. Dobbiamo ammettere che le ragazze e giovani incontrano più difficoltà che i maschi, e sono poche quelle che si decidono e perseverano nella vita consacrata.

La parrocchia Bom Pastor non solo aiuta questi giovani a discernere la volontà del Signore, ma aiuta materialmente.
All’inizio di febbraio ho dato al Vescovo di Caxito 6 mila dollari americani, per aiutare a pagare le rette; ne daremo ancora 2 mila per i 4 teologi e una parte per i filosofi. Con Padre Luigino abbiamo creato quest’anno un “fondo Vocazioni” dove i fedeli e i Gruppi più sensibili cominciano già a contribuire.
Qualcuno dei preti di altre parrocchie ci critica perché aiutiamo “troppo”. Noi diciamo: se si vuole qualcosa sul serio e qualcosa che vale, bisogna metterci il prezzo. Se non si rischia niente, non si ottiene niente.

A tutti voi chiedo almeno che preghiate per le Vocazioni. La messe é molta, aumenta...gli operai diminuiscono e invecchiano...Sarà il Signore che non si accorge della situazione, o sarà che ci va bene così?


P. Renzo Adorni

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