CON SPERANZA ... Visita di p. Mandonico Andrea in Niger

gigi 500Sono stato quindici giorni in Niger per predicare gli esercizi spirituali ai preti dioce-sani e ‘fidei donum’ e per la visita ai confratelli che vi lavorano. Quindici giorni sono pochi ma mi hanno permesso di scoprire questo paese e di ritornare con un messaggio di speranza e un invito per tutti quei giovani che hanno voglia di dedicare la loro vita all’annuncio del regno di Dio.

Con la crisi del Nord Africa e le tensioni fondamentaliste della Nigeria, il Niger sta passando un momento molto difficile: P. Mauro ne ha parlato nell’ultimo numero di Notizie SMA. E’ un paese dove i cristiani sono veramente una minoranza ma ho avu-to l’impressione che, nonostante il loro esiguo numero, si danno da fare per migliora-re la vita dei loro fratelli – non dobbiamo dimenticare che il Niger è uno dei paesi più poveri del mondo – attraverso una molteplicità di ONG e della Caritas. Anche i nostri padri sono impegnati nella cura dei migranti e rifugiati e nel dare ad ogni villaggio un pozzo perché, in questo paese sub-sahariano, l’acqua è un bene prezioso e vitale.

I primi tre giorni sono stato a Niamey con P. Mauro: ho avuto la possibilità di seguir-lo nel suo lavoro di assistenza ai rifugiati e ai migranti e nella formazione dei giovani e delle comunità cristiane. La crisi libica, la ribellione dei Tuaregs, la carestia ha au-mentato la presenza dei rifugiati e P. Mauro, con la sua proverbiale pazienza, riceve tantissima gente e li orienta o li aiuta a trovare un lavoro o una casa in attesa che pos-sono rientrare a casa e trovare un lavoro.

Durante una settimana ho predicato gli esercizi spirituali ai preti diocesani e ‘fidei donum’ delle due diocesi del Niger: Niamey e Maradi. Erano presenti 22 sacerdoti che hanno avuto la bontà di ascoltarmi e di meditare sul tema “La spiritualità sacer-dotale diocesana alla luce di Fratel Carlo di Gesù”. Ho impostato gli esercizi su quel-lo che ritengo essere i pilastri della vita sacerdotale: Vangelo, Eucaristia e Apostola-to. E’ stata una bella esperienza perché mi ha dato la possibilità di conoscere quello che è il futuro della Chiesa del Niger e di costatare la loro voglia di approfondire il loro legame con Gesù. Per loro la vita ecclesiale non è facile avendo comunità cri-stiane molto piccole ma già la loro presenza è un segno dell’amore e della salvezza di Dio per tutti gli abitanti del loro paese.

L’altra settimana l’ho condivisa un po’ con P. Vito a Makalondi e poi con i P. Pier Luigi e P. Carlos a Bomoanga. Sono due parrocchie non molto lontane, tra i Gurman-ché, una etnia non molto toccata dall’Islam e desiderosa di aprirsi al cristianesimo. Siamo nella savana pre-desertica e quello che colpisce a prima vista è proprio la mancanza di acqua, il caldo secco che brucia ogni cosa, l’aridità dei campi e la sabbia che penetra ovunque.

P. Vito si trova a Makalondi con P. Hervé Simeoni, prete ‘fidei donum’ di Milano, e con le suore Francescane di Maria. P. Vito parla già il gurmanchè, ha una comunità cristiana molto vivace: quest’anno avranno una cinquantina di battesimi. Nei villaggi circostanti si è impegnato, oltre che a seguire la vita cristiana e il catecumenato, a scavare pozzi perché la gente abbia acqua e a Makalondi ha aperto un foyer per stu-denti molto giovani perché è l’unica scuola media di tutta la provincia. Mi ha colpito il suo zelo e la sua vicinanza alla gente con tutte le iniziative promosse per lo svilup-po della sua parrocchia.

I padri Pier Luigi e Carlos sono ad una trentina di km, a Bomoanga, in piena campa-gna. Anche loro si sono messi alla lingua Gurmanché e i rapporti con la gente sono molto buoni e cordiali. E’ una parrocchia nuova e i nostri due confratelli stanno fa-cendo del loro meglio per dare una struttura alla vita cristiana e dare ad ogni piccola comunità una chiesa e un centro dove potersi riunire e vivere la loro fede. Anche qui da loro l’acqua rimane un bene prezioso e vitale e quindi anche P. Pier Luigi e P. Car-los sono impegnati a dare pozzi ai villaggi perché l’esodo rurale si fermi e la gente possa vivere del prodotto della loro terra.

Il Niger è una paese che sta lottando per sconfiggere l’endemica povertà e aprirsi allo sviluppo per il bene di tutti i suoi abitanti: non manca la speranza e la voglia di fare e credo che in questo contesto la Chiesa ne è veramente l’anima e “contribuisce a for-giare lentamente ma solidamente la nuova Africa” (AM 30).

P. Andrea Mandonico


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