Verso le Assemblee 2013

rcisAssemblee in cammino...
Sulle nuove strade che il Signore vorrà indicarci.


L’avvenire è nelle tue mani, Signore...
“Dio mi ha fatto la grazia di essere ministro del Vangelo affinché tutte le nazioni diventino un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo” (Ro 15, 15-16). “In accordo con le costituzioni e le leggi SMA, n° 65, convoco la ventesima assemblea generale della società delle Missioni Africane, che sarà celebrata alla casa generalizia della SMA a Roma da martedì 9 aprile a venerdì 3 maggio 2013”.
Queste le parole di apertura della lettera del superiore generale, Jean-Marie Guillaume, del 25 marzo 2012, il cui oggetto è l’invito rivolto ai missionari a riflettere sul tema generale dell’assemblea che sarà: “La missione SMA oggi: sfide e prospettive per il futuro”.

La SMA sente di trovarsi in un momento storico di passaggio, che richiede profondi cambiamenti nel modo di fare le cose e di vivere la propria missionarietà.
Il volto stesso della Società sta cambiando. Se infatti in Europa i missionari sono sempre di meno, stanno diventando sempre più anziani e qualcuno negli ultimi tempi avrebbe la tentazione di dire che si corre il rischio dell’estinzione, nelle province giovani invece, come l’India e l’Africa, le vocazioni fioriscono e forze nuove entrano ogni anno ad alimentare il fuoco ancora ardente del carisma di Mons. de Brésillac: “essere missionari dal profondo del cuore”.
Ma, come in tutte le cose umane, non esiste un solo modo, sempre uguale a se stesso, sempre adatto in ogni tempo e in ogni luogo, per testimoniare il medesimo messaggio di solidarietà e vicinanza, di ricerca della figura di Gesù e della voglia di comunicare agli altri la grande verità del Suo Vangelo... obiettivo primario dunque, di questa nuova assemblea, sarà proprio quello di trovare nuovi modi e nuove vesti per continuare l’opera fondata ormai 153 anni fa da un uomo che aveva messo la propria vita al servizio della Parola.

Da questo numero e fino alla chiusura dei lavori dell’Assemblea Generale, cercheremo di coinvolgere i nostri lettori in questo processo di profonda riflessione, chiedendo loro un accompagnamento costante nella preghiera e cercando di spiegare poco a poco i meccanismi e il significato dei vari passaggi che sono pensati per garantire la buona riuscita dei lavori.

Per cominciare: che cos’è l’Assemblea Generale?

Secondo le costituzioni, l’Assemblea Generale è “l’autorità suprema all’interno della Società; le sue decisioni vincolano tutti i membri della Società” (art. 63). Essa viene convocata ogni 6 anni dal superiore generale “al fine di tutelare il patrimonio della Società, di valutare la sua vita e il suo lavoro con la prospettiva di rinnovarne le energie per perseguire la sua missione, di programmare il futuro e di eleggere il Superiore Generale e il suo Consiglio per il mandato successivo” (art. 64) e infine “è composta in modo tale da rappresentare l’insieme della Società e da essere un vero segno della sua unità nella carità” (art. 65). Partecipano all’assemblea membri di diritto (cioè il superiore generale, il vicario generale e i suoi consiglieri, tutti i superiori provinciali e i superiori di distretto, o eventuali loro sostituti - art. 66) e membri eletti in un numero variabile e secondo un sistema proporzionale in ogni provincia e in ogni distretto - art. 67 - (per la provincia italiana ad esempio ce n’è uno). In alcuni casi poi, “Il Consiglio Plenario può designare degli esperti e altri invitati all’Assemblea Generale e decidere le modalità della loro partecipazione. Essi non hanno diritto al voto.” (art. 73). Per la preparazione dell’Assemblea Generale dev’essere previsto un periodo minimo di 12 mesi (art. 74), all’inizio del quale “il Superiore Generale e il suo Consiglio inviano a tutti i membri un rapporto dettagliato sullo stato della Società e sulla sua attività missionaria”. L’ordine del giorno dei lavori e le procedure per l’Assemblea Generale vengono preparati dal Superiore Generale e dal suo Consiglio, dopo averne discusso con il Consiglio Plenario (art. 75), tenendo conto che tutti i membri “a titolo personale o in gruppo, hanno il diritto di proporre suggerimenti per l’ordine del giorno dei lavori dell’Assemblea Generale” (art.76).

Cantieri di idee.


I lavori sono già iniziati.
A seguito della lettera di convocazione del 25 marzo, il Superiore generale, Jean-Marie Guillaume, il 25 giugno, esattamente nel giorno della ricorrenza della morte in Sierra Leone nel 1859, ha inviato a tutti i membri della Società una lettera di auguri per l’anniversario, ma che già conteneva alcune linee guida per la riflessione sui temi della prossima Assemblea Generale.
La lettera si apre facendo il punto della situazione su alcuni eventi positivi degli ultimi tempi, prima fra tutti la nomina a vescovo nella Repubblica Centrafricana (diocesi di Bossangoa e Berbérati) di due figli africani della SMA, i padri (tra poco monsignori) Nestor-Désiré Nongo-Aziagbia e Dennis Kofi Agbenyadzi. E questo, considerando che i primi membri africani hanno prestato giuramento alla SMA solo nel 1989 e che quest’anno i nuovi membri delle provincie d’Africa e delle Filippine saranno diverse decine, uno dei primi temi che si impongono alla riflessione è proprio questo nuovo aspetto di interculturalità anche all’interno della Società e una delle sfide per il futuro sarà quella di trovare punti condivisi, soprattutto nella visione e nella gestione del concreto, tra persone che provengono da retroscena culturali così diversi.
Una nota di preoccupazione è data invece da quelle missioni difficili, in cui le parole chiave sono quelle uscite in pratica dall’ultimo sinodo africano: riconciliazione e pace, e il pensiero del Superiore corre alla Nigeria, dove i cristiani continuano a subire violenze in tutto il nord del paese (s.v. su questo anche SMAnotizie 115, p. 9).
Ma questo, anche se è già molto, non è tutto.

Modalità di costruzione.

Negli ultimi mesi tutti i membri delle varie province e dei vari distretti hanno ricevuto un questionario con alcune domande aperte che possono aiutare ad interrogarsi su alcuni degli aspetti che maggiormente devono essere presi in considerazione in un periodo come questo che prevede un coinvolgimento spirituale reale, per un cambiamento che sia sempre costruttivo. Le risposte al questionario costituiranno la base di partenza per l’elaborazione dell’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea. Le domande proposte erano le seguenti: 1) le motivazioni di ciascuno per la missione (siano esse di ordine prescrittivo, spirituale, teologico, sociologico o antropologico); 2) Le aree geografiche: pensate come terra di missione: l’Africa o l’Occidente? Perché?; 3) Le priorità e i metodi che ciascuno vede appropriati per se stesso: luoghi, gruppi umani, parrocchie di stampo tradizionale, nuove missioni da creare; 4) Che cosa si ritiene debba fare la SMA per mettere in opera tali priorità e metodi? 5) Altri aspetti (la gestione economica delle case SMA, ad esempio, il ruolo dei laici e altro ancora).
Gli argomenti che verranno discussi saranno quindi molto vari e molto densi di significati e conseguenze e chiediamo pertanto ai nostri lettori di pregare insieme a noi lo Spirito Santo, perché i mesi e i giorni di riflessione che abbiamo davanti siano gravidi di proposte concrete e condivise da tutti nella carità.
angolas
L’assemblea Provinciale.
Secondo le costituzioni, prima dell’Assemblea Generale, ogni superiore di Provincia deve convocare un’Assemblea Provinciale (art. 104), che è “la più alta autorità nella Provincia e le sue decisioni vincolano tutti i membri della Provincia” (art. 101), le cui funzioni principali sono il “precisare e applicare alla Provincia le decisioni dell’Assemblea Generale, valutare la vita della Provincia, pianificarne l’avvenire ed eleggere per il mandato successivo il Superiore Provinciale, il Vice-Provinciale e gli altri Consiglieri” (art. 102). Uno degli obiettivi principali dell’Assemblea Provinciale è quello di riunire i membri di una medesima Provincia per discutere e ponderare come mettere in pratica le decisioni che sono state prese durante l’Assemblea Generale.
Il 5 giugno 2012 infatti il Superiore della Provincia Italiana, p. Lionello Melchiori, ha inviato una lettera ufficiale con la quale ha convocato l’Assemblea Provinciale Italiana che si terrà a Genova dal 28 giugno al 6 luglio 2013, quindi circa due mesi dopo la conclusione dei lavori dell’Assemblea Generale. In questo documento, p. Lionello afferma che l’Assemblea Provinciale “chiederà di scegliere comunitariamente e personalmente ciò che Dio desidera da noi per i prossimi sei anni e di scegliere le persone che ci guidino in questo cammino. Si tratta (...) di rinnovarci nello spirito e con lo Spirito. Con Lui dobbiamo verificare e ridefinire le scelte di missione, tenendo conto dei nuovi bisogni del mondo a cui siamo inviati per l’evangelizzazione, dei segni dei tempi, delle nuove realtà che le società africane stanno vivendo dopo tante guerre fratricide. Siamo chiamati a rispondere con le idee e le scelte pratiche alle nuove e sempre più numerose povertà, materiali e morali da esse provocate, con le conseguenze disastrose di emigrazioni all’interno e all’esterno del continente africano. (...) ”. In vista di questo, il superiore provinciale chiede a tutti i confratelli di porsi, fin da ora, alcune domande importanti, per decidere il futuro della SMA italiana... la prima, più carica di elementi, suona così: “Ci sarà spazio e voglia per cercare nuove strade, nuovi impegni? O ci accontenteremo e ci basterà il “già scelto”, il “già vissuto”: territori di missione, stile di presenza, impegni nei servizi alla formazione delle vocazioni per la missione nella SMA?”.
Un elemento importante, sollevato nella stessa lettera da p. Lionello, sembra dare spazio anche alla riflessione sul ruolo di persone vicine alla SMA per comunione d’intenti e di ideali, anche se non necessariamente consacrate. Chiede infatti “ Saremo capaci di continuare la ricerca nell’essere veri costruttori di un altro Regno, non fondato sulle finanze e l’egoismo degli uomini, un Regno di giustizia e di pace, operare con altri, sia confratelli nostri che con chi sente la stessa passione per l’uomo debole e indifeso, frastornato e disorientato, in balia di tecnici della politica e del benessere finanziario di pochi?”.

Con la convinzione di fondo che le cose nuove che nasceranno saranno nuovi germogli dell’antico fiore che da Brésillac è arrivato fino ad oggi nel cuore e nelle opere della Società, invitiamo tutti gli amici laici ad accompagnarci in questo cammino di discernimento e impegno sulle nuove strade che il Signore vorrà indicarci.


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