Getto semi di vangelo

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Getto semi di Vangelo… ci vede protagonisti. Protagonisti in prima persona. Li può gettare una comunità, un gruppo, ma a volte questi possono diventare anche schermo.
Getto, io dove sono, come sono e per un dono!
Non si ha scelto di farlo, si è chiamati a farlo.
Lui ci ha scelti per farlo partendo in “terre lontane”, avendo a cuore anche coloro che abbiamo cercato in queste terre lontane e che ora sono “vicini” e bussano alla nostra porta, mettendosi ovunque dalla parte dei “tagliati fuori”.
Ci ha scelti per farlo con un progetto solo “escatologico”, sapendo che domani non so cosa farò, aspettando che Dio me lo dica ogni giorno, avendo a cuore il gettare e non il raccogliere (anche se fa piacere, non per me, ma per coloro che hanno potuto scoprire e acquistare la perla preziosa).
Ci ha chiesto di farlo nelle periferie delle città, dove molti gettano semi di Vangelo, ma non di quel Dio che si è fatto vicino all’uomo e all’uomo che soffre.
Ci ha chiamati per farlo nelle difficoltà, perché anche lui non ha avuto paura di “sprecare” il seme anche sulla strada.

Getto semi di Vangelo è in fondo il desiderio dell’agire di Dio.
Ci ha chiamati per farlo in sua compagnia, continuando quello che lui ha fatto da sempre con quella costanza di chi sa che quel seme ha in sé la forza di fecondare e germogliare.
È lui che fornisce questo seme da accogliere e che in quest’accoglienza, come il grano che muore per terra, produce altro seme che gettato porterà nuovo frutto. Non produce frutti da ammassare ma da seminare.

Getto semi di Vangelo perché mi è stato gettato questo seme.
Il cristianesimo resta una proposta, nessuno può essere forzato alla sequela. E quando uno la accetta davvero, quella proposta feconda la vita.
Dio ci ha creduto, Dio ci ha provato, Dio ha fatto la proposta a me perché sapeva che potevo accettarla, perché lui mi ha dato questa possibilità.
Ora, attraverso me, debitore verso di Lui di questo dono, mi rende capace di gettare come Lui getta questo seme, perché so che, come ha reso capace me di accoglierlo, così ha reso capace ogni uomo, di ogni luogo, di ogni tempo di questa accoglienza.
Che questo sguardo di speranza che Dio ha sull’uomo, diventi il mio sguardo, perché il seme ricevuto non sia ammassato, ma gettato. E la semina continua… il raccolto verrà come, quando, dove solo Dio lo sa.

MB

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