Natale 2012 - Bomoanga

A Natale si celebra il dono della vita, gli angeli cantano in coro e il creato s’incanta per un istante. Ma è subito lotta per la vita. Il neonato di Betlemme sfugge appena in tempo, ma sono in molti a soccombere all’ira devastatrice di Erode.
Quest’anno il bambinello di Betlemme ha il volto di Bukari. Anche lui ce l’ha fatta a sfuggire da morte sicura. Non so quale stella o angelo, abbia condotto Bukari e sua nonna fino a Bomoanga, il mese scorso.

La fame di Bukari

bukari
Era il primo novembre quando la Missione ha organizzato un raduno di mamme e bambini affetti da problemi di malnutrizione, per una formazione su come diversificare la nutrizione dei bambini. La riunione ha visto affluire una settantina di mamme e bambini. Valérie, nostra animatrice per la promozione della donna, ha dato consigli e insegnato come arricchire le pappe a partire dagli alimenti locali. Alla fine della riunione tutte le mamme sono ripartite con un dono di 2 ½ litri di olio, 3 misure di fagioli e mezzo sacco di miglio ciascuna. I casi di malnutrizione più acuta, hanno avuto in dono anche del latte in polvere e pappe di riso (dono degli amici del “gruppo per il Ciad”, che ringrazio particolarmente). Ma per Bukari il caso era ancora più grave: orfano di madre, era incapace di mangiare ogni tipo di pappa… ma quando gli abbiamo dato del latte in biberon, se l’è pappato tutto in un sol fiato! Deve aver sofferto la fame per diverso tempo. Durante 3 giorni la nonna ha imparato a preparare il biberon e a tenerlo ben pulito, al terzo giorno siamo andati tutti insieme al villaggio in macchina. Per me e Valérie è stata l’occasione per conoscere dove abitano e per la nonna un risparmio di 18 km da farsi a piedi. Le visite e i controlli hanno registrato un continuo progresso. Ora Bukari può ridere alla vita!

Una mensa scolastica

mensa
L’idea è del nuovo Direttore della scuola della Missione che si trova nel villaggio di Ngoula, a 33 km da Bomoanga. Grazie al suo sguardo nuovo sulla realtà, ha notato che molti degli alunni che frequentano la scuola (240 iscritti quest’anno), si portano appresso anche la sporta di cibo per il pranzo di mezzogiorno. Vengono dai villaggi d’intorno e si fanno anche più di 5 km a piedi il mattino per arrivare alle 8 in punto in classe. Non son sicuro che tutti possano permettersi una pur piccola colazione, prima di incamminarsi per la scuola. Alla prima pausa delle 10 fanno una abbondante merenda con la cena della sera precedente ed è sempre lo stesso pentolino che diventa pranzo di mezzogiorno.
Il 7 dicembre scorso ero in visita alla scuola con il vescovo e ci siamo avvicinati ad un gruppetto di bambini che condividevano la polenta di miglio, abbiamo voluto sapere quale intingolo l’accompagnava. Niente “toccio”, “polenta sorda” si usava dire nell’espressione dialettale cremasca di quand’ero bambino. Questa è la verità di molti pasti consumati dai nostri alunni che ritrovano un pasto caldo solo la sera al rientro da scuola.
L’idea-progetto di realizzare una mensa scolastica ha già fatto il suo cammino. Sono stati coinvolti gli insegnanti e l’associazione dei genitori, e con gennaio 2013 inizieremo a dare un pasto caldo agli alunni della scuola. Realizzeremo una cucina da campo e una struttura metallica come refettorio. Due mamme faranno da cuoche e gli amici di San Bartolomeo di Crema, assicureranno la scorta di sacchi di miglio e di riso con olio e abbondante intingolo perché la polenta senta del profumo dell’amicizia e della solidarietà.

Per saziare la fame di vita

Finalmente anche Bomoanga potrà avere la sua chiesa. La posa della prima pietra si farà a gennaio 2013. Una casa tra le case di Bomoanga per saziare un’altra fame, quella di Dio e della sua Parola. Dopo aver realizzato (negli anni scorsi) in ogni villaggio con presenza cristiana, una cappellina per ospitare la preghiera della comunità, ora è la volta di Bomoanga, sede della Missione. A tutt’ora celebriamo la messa nella sala polivalente del centro catechistico. Una sorta di chiesetta “micro-onde” che amplifica il calore del sole, grazie al tetto in lamiera, e che ci costringe “fuori le mura” per la preghiera della sera. Troppo piccola ormai per contenere la comunità che celebra la domenica. Tutte le grandi celebrazioni di Natale, Pasqua, Battesimi e Festa patronale sono obbligatoriamente all’aperto. Un posto per Gesù Eucaristia per nascere nel cuore dei nostri fedeli affamati di pane, di amore e di vita. E’ il progetto che depongo ai piedi della mangiatoia per questo Natale 2012. L’aiuto sostanzioso degli amici di Sori (Ge) mi permette di iniziare a gettare solide fondamenta e innalzare le mura. Il vescovo ha promesso un aiuto “pontificio”, che spero ci permetterà di fare il tetto. Per altri dettagli, sarà la provvidenza a incaricarsene. La comunità locale è già mobilitata per portare sabbia, ghiaia e acqua.

Buon Natale di fraternità

p. Gigi Maccalli
Niger

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