Ultime notizie da Berberati

dennisEccomi qui, con onore e con piacere, per dare a tutti i lettori di SMA Notizie qualche notizia sul mio nuovo servizio alla Chiesa come Vescovo della Diocesi di Berberati nella Repubblica Centrafricana.
Come missionario SMA, chiamato dalla grazia di Dio ad accompagnare, servire come ministro e vivere con il Suo gregge in questa piccola porzione della Chiesa Universale, guidandola verso Cristo, la sorgente della grazia, prendo volentieri quest’opportunità, per me unica, di esprimere di tutto cuore la mia gratitudine a tutti quei benefattori che hanno sostenuto generosamente la mia formazione al sacerdozio. Sappiate che vi ricordo tutti, sempre, nelle mie preghiere.
Circa 6 mesi fa sono dunque stato ordinato vescovo. Sono grato al Signore per la gioia interiore, la forza, e la grazia dell’incrollabile speranza, che mi accompagna sempre: che lo Spirito di Gesù Cristo continui a tenere una mano su di me. Nessuno, infatti, vale la chiamata che riceve dal “padrone del raccolto”... ho una completa fiducia nel sostegno divino. Ma allo stesso tempo mi aspetto il supporto del clero, dei religiosi e dei fedeli in Cristo e sono felice di lavorare con loro.

Vero è che, considerando la cultura della globalizzazione, così estesa, che lascia molto poco o addirittura nessuno spazio a Dio, portando ad un’impressionante aridità spirituale, parlare della salvezza in Cristo, proclamandone la Buona Novella, è oggi una sfida enorme. Così il compito dei missionari, che sanno leggere “i segni del tempo”, sta diventando sempre più faticoso e per questo la formazione dei candidati al ministero sacerdotale, e soprattutto quella dei candidati SMA, è una delle priorità che non vanno abbandonate.
Allo stesso tempo si deve tener conto che anche l’opera della prima evangelizzazione, che non dovrebbe essere considerata come qualcosa di lineare o “cronometrico”, dev’essere considerata centrale. Mi piace pensare un approccio pastorale in cui i missionari siano in grado di rendere il Vangelo, nel concreto, una buona notizia per gli evangelizzati, pur conservando l’interpretazione autentica delle Sacre Scritture, secondo il ricco deposito di fede e gli insegnamenti della Chiesa.
Secondo il recente Sinodo dei Vescovi che si è tenuto a Roma sulla nuova Evangelizzazione, la proclamazione della Parola di Dio dovrebbe infatti rimanere l’obiettivo principale e ultimo dell’azione missionaria della Chiesa.

Da questo punto di vista, ad esempio, qui nella diocesi di Berberati, i missionari SMA lavorano con i pigmei da 30 anni. Io stesso ho apprezzato molto il mio ministero tra loro quando sono stato inviato come sacerdote nella Repubblica Centrafricana nell’ottobre del 1997. Come SMA, la nostra forza sta nel fatto che viviamo, onoriamo e ci attacchiamo con tenacia al nostro carisma di essere presenti come ministri tra gli emarginati e tra i più abbandonati.
Ma la prima evangelizzazione, così come la formazione dei nuovi sacerdoti, sono cose che costano, si sa.
I cristiani sono la prima fonte di introiti per la Chiesa locale. Dalla mia esperienza nella casa di formazione della SMA a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, posso dire che ricevavamo ogni sorta di dono dai vari movimenti cattolici e dalle associazioni di fedeli locali.
Inoltre so che alcune parrocchie sostenevano finanziariamente alcuni candidati che entravano nelle case di formazione della SMA e per questo posso dire, credo ragionevolmente, che sì, la Chiesa locale sta davvero cominciando a partecipare alla formazione dei missionari del futuro.

Anche se la conferenza dei Vescovi Cattolici africani ha deciso che sia i parenti, sia le parrocchie degli studenti devono pagare il 10% delle tasse complessive per i seminaristi diocesani nei Seminari maggiori interdiocesani, nelle case di formazione SMA le cose sono un po’ diverse e di sicuro non così rigide.
Tuttavia l’approccio e i metodi incarnati nella pastorale della Chiesa, sia nei seminari diocesani, che nelle case SMA puntano allo sviluppo integrale dell’essere umano e della sua dignità. In questo La SMA lavora insieme alla diocesi, condividendone la visione.
Fin dagli inizi delle loro attività in Africa, i missionari europei e americani hanno impiantato, nelle Chiese emergenti, delle strutture atte a generare entrate localmente.
La Chiesa locale ne ha ereditate alcune e alcune le ha migliorate per sostenere economicamente le proprie attività pastorali. Considerando l’allarmante deriva verso la quale la cultura globale, incentrata sull’individuo, sta portando le nostre società, sono convinto che, in quanto cristiani, dobbiamo promuovere una maggiore solidarietà e condividere ciò che abbiamo con i confratelli di tutte le nazioni. Ovviamente le condizioni economiche sono molto diverse da paese a paese, ma ciononostante nessuno è tanto povero da non aver nulla da offrire.
Credo che il fatto che la Chiesa locale stia lavorando per arrivare all’autonomia finanziaria, non voglia dire che essa si debba necessariamente rendere indipendente dal sostegno dei missionari.
Penso che quel proverbio “Eve” (la mia madrelingua) che dice “anche il ricco riceve dei doni” oggi ci possa insegnare che la Chiesa locale ha tanto bisogno dei missionari, quanto loro hanno bisogno di lei. Sono convinto infatti che ogni Chiesa, ricca o povera che sia, abbia bisogno dell’altra, in termini di risorse umane, materiali e finanziarie.

Mgr Dennis Kofi AGBENYADZI, SMA
Vescovo della diocesi di Berberati
Repubblica Centrafricana.


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