Come si finanzia la missione?

sdc14992Uno dei grandi temi, molto scottante ed attualissimo, che verranno dibattuti nel corso delle nostre assemblee, che ormai si avvicinano a passi da gigante, è quello del finanziamento della missione.
In un’Europa in cui la crisi economica non vuole mollare e in cui la Chiesa cattolica vede ridursi di giorno in giorno il numero dei suoi fedeli, e di conseguenza quello dei donatori e dei benefattori oltre che quello dei missionari, le entrate della SMA, come quelle di molti altri istituti, stanno diminuendo a vista d’occhio. Come dice Didier Lawson, da un anno nostro Economo Generale: “In questo periodo di crisi economica le donazioni sono purtroppo rare e in Europa si sente la preoccupazione per il futuro che appare incerto”.
Non è nostro obiettivo presentare qui numeri e tabelle, ma provare a riflettere su come andare avanti, cercando sempre il meglio e individuando quanto meno le priorità irrinunciabili in questo periodo di ristrettezze economiche per tutti.
Da sempre una delle principali linee guida delle case SMA italiane, e ovviamente e ancor più delle missioni in Africa, è quella di vivere in modo semplice, cercando di adeguarsi a uno stile frugale, pur garantendo accoglienza e ristoro agli amici che capitano per caso e nel rispetto dei bisogni oggettivi e delle necessità reali dei singoli padri, in alcuni casi, bisognosi di cure e attenzioni particolari.
Da questo punto di vista ogni amico che frequenti le case di Genova o Feriole può constatare da sé quanto questo sia vero e prezioso.
Ma è arrivato il momento, per la SMA, di cominciare a cercare di tagliare, laddove si può, ogni genere di spesa, dall’energia (le case si sono dotate di pannelli solari), alla benzina (molte auto dei padri viaggiano a metano), al cibo (la carne viene acquistata direttamente dal contadino; i padri stessi - in particolare grazie Nello! - a Genova coltivano un bell’orto, che garantisce verdura sempre fresca a costo zero) e così via e quindi, con l’aiuto di Didier proviamo oggi a capire dove e come vengono impiegati i fondi che la SMA riesce a raccogliere ogni anno grazie al sostegno di tanti amici, benefattori e delle famiglie dei padri.

Essendo il generalato responsabile della gestione delle nuove missioni e delle case di formazione, è importante che ogni decisione sia presa dopo giusta riflessione e soprattutto venga valutata non dal solo Economo Generale, ma anche dal Superiore e dai suoi consiglieri. La parola chiave di un buon Economo è collaborazione. Ecco infatti ciò che ci dice Didier riguardo alla sua esperienza personale: “Il lavoro di Economo Generale può sembrare freddo, anche se necessario, ma è svolto per il buon andamento di tutta la Società delle Missioni Africane. La cosa più importante per me è stata lavorare non da solo, ma in collaborazione con gli altri. Prima di tutto in unione con Padre Jean Marie Guillaume, Superiore Generale, con il suo Consiglio e con il Consiglio Finanziario. Ogni decisione è stata presa pensando a tutti i nostri fratelli e ai tanti che aiutiamo nel mondo, sempre in comunione, mai in autonomia, e credo che il buon esito di quanto abbiamo realizzato in quest’ultimo anno sia dovuto proprio a questa unità, a questa capacità e volontà di collaborare. Per questo sento la necessità di ringraziare prima di tutto P. Guillaume e il Consiglio e poi anche tutta la comunità, che hanno permesso la buona gestione della nostra Società. Lavorare insieme è il segreto per il raggiungimento dei nostri fini, che rimangono legati all’evangelizzazione dell’Africa e del mondo intero”.
Al centro dell’interesse della SMA, accanto a tutti i progetti legati alla promozione umana, spesso realizzati con i fondi che i singoli padri riescono a racimolare tra amici e parenti, o attraverso SMA solidale ONLUS, restano dunque, ancora e sempre, già dai tempi del fondatore, la prima evangelizzazione e la formazione dei giovani preti e di conseguenza, le voci di spesa principali del generalato, sono relative al mantenimento delle nuove missioni e delle case di formazione. Senza nuovi missionari infatti, siano essi africani o asiatici, piuttosto che europei, non c’è missione e se non c’è missione, non c’è annuncio del Vangelo.
Come dice sempre Didier: “la formazione è alla base del nostro operato e rappresenta l’anticipazione dei frutti che vogliamo raccogliere. Ovviamente siamo consapevoli del fatto che una buona formazione, che permetta lo studio e la riflessione nella tranquillità, è anche un carico economico pesante, ma ciononostante, proprio perché ne riconoscono la necessità assoluta, le Province e i Distretti non hanno mai smesso di sostenerla. È grazie a loro se abbiamo potuto continuare a formare molti giovani, a farli studiare, affinché un domani essi possano, con il loro impegno, con il loro lavoro accanto alla gente e per la gente, comunicare lo Spirito della nostra Società. È un investimento che le Province e i Distretti hanno sostenuto con generosità e che sono sicuro darà frutti che si riverseranno non solo in Africa e in Asia ma anche nella stessa Europa”.
Didier stesso, come il Vescovo Denis, che ha accettato di confrontarsi con noi, p. Fabien Sognon, con la loro presenza e il loro impegno quotidiano, sono un buon esempio di quanto queste non siano solo parole, ma fatti concreti che, seguendo la strada indicata da Mons. de Brésillac, il quale sognava un clero locale preparato e rispettabile, dimostrano che il carisma SMA non ha ancora finito di dare i suoi frutti. “Il mio desiderio principale sarebbe poter formare sempre più persone, ma purtroppo non abbiamo altro sostegno, oltre a quello di qualche benefattore di cui ci ricordiamo sempre” dice Didier.
Eppure, nonostante le difficoltà, fino ad ora i soldi sono stati sempre sufficienti... resta infatti un altro elemento che non va sottovalutato: La Provvidenza! Didier infatti, consapevole di questo, chiude il nostro colloquio dicendomi: “Il più grande ringraziamento va a Dio, per averci consentito di lavorare con serenità e sempre guardando oltre i numeri, con l’attenzione focalizzata principalmente sulla nostra bella Missione”.

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