Procuriamoci amici alla Procura

p1010116Trattando il tema del sostentamento economico della missione, in questo numero ci pare importante presentare ai nostri lettori un ufficio forse poco noto ai più, ma fondamentale, non solo per il meccanismo di recupero e gestione dei fondi per le missioni, ma anche e soprattutto per garantire un filo diretto tra i missionari “sul campo” e i tanti amici che da qui li seguono e li sostengono, proprio come se fossero persone di famiglia...
Si tratta dell’ufficio della Procura, che da poco può contare, oltre che sul lavoro di p. Filippo Drogo, anche sul neoarrivato p. Lorenzo Rapetti, al quale diamo in questa occasione il benvenuto ufficiale.
Proprio ai due responsabili dell’ufficio, chiediamo di presentarcene le attività e gli scopi.


Volendo riassumere il lavoro della Procura, si potrebbe dire che si tratta di un servizio - svolto in collaborazione con l’Economato - che cerca di stabilire e mantenere vivo il contatto fra i nostri amici e benefattori ed i confratelli che lavorano per la missione, soprattutto nei 17 paesi dell’Africa in cui opera la SMA. Un contatto che diventa scambio - nei due sensi - di aiuto, di notizie, di amicizia, di preghiera e di quanto, lieto o penoso, fa parte della nostra vita quotidiana.
Questo servizio si attua concretamente attraverso alcune attività.

- Registrare, in un apposito programma, le offerte ricevute sia per la SMA e le sue attività ordinarie, sia per i vari confratelli, ed anche per scopi particolari, quali borse di studio “ad gentes” (per la formazione dei candidati africani o asiatici della SMA), celebrazione di Sante Messe, o sostegno a progetti particolari presentati direttamente dai confratelli o attraverso “SMA Solidale - Onlus”.

- Ringraziare i benefattori per le offerte ricevute, tenendoli al corrente del nostro impegno a servizio della missione e dando notizie dell’andamento delle attività svolte, dei progetti realizzati e delle situazioni vissute dai confratelli destinatari delle offerte, come del cammino formativo percorso dai candidati SMA africani beneficiari di una borsa di studio “ad gentes”.

- Comunicare ai confratelli l’importo e la provenienza delle offerte ricevute, soprattutto quando sono accompagnate da richieste particolari, quali preghiere o opere buone a suffragio di qualche defunto o altra domanda specifica.
- Tenere aggiornato lo schedario delle persone che ricevono il bollettino trimestrale “SMA –Notizie” o quello di “SMA solidale-Onlus” ed effettuare le spedizioni trimestrali dei notiziari e dell’agenda missionaria annuale, nel rispetto di quanto è prescritto dalla legge sulla privacy.

- Cercare ed organizzare le Giornate Missionarie: in collaborazione con i Centri Missionari Diocesani e con il consenso dei Rev. Parroci fissare in alcune parrocchie delle giornate di predicazione ed animazione missionaria, con la raccolta di fondi per le missioni; inoltre programmare lo svolgimento di tali Giornate, specialmente nel periodo estivo, con la partecipazione dei confratelli che rientrano in Italia per il loro regolare periodo di riposo: questi incontri sono importanti per mantenere vivo, nelle comunità cristiane, un sorta di humus-missionario da cui potranno venire non solo aiuti per la missione, ma anche nuove forme di impegno e di collaborazione, soprattutto fra i giovani, oltre alle ormai rare “vocazioni missionarie” tradizionali.

- Rispondere alle persone che, dopo avere letto le nostre pubblicazioni o consultato il nostro sito web www.missioni-africane.org richiedono informazioni, religiose o culturali, sulle nostra attività, sull’Africa o esprimono disponibilità ad una collaborazione anche personale con il servizio alla missione.

Al di là di questo arido elenco di “attività”, la Procura permette di evidenziare il legame che continua a collegare le nostre “chiese di origine” con le nuove chiese sorte dall’impegno della SMA in Africa. Risulta chiaro che l’aiuto alle missioni non viene essenzialmente da grandi donatori, ma da gente comune, dai “piccoli” ed è destinato, sotto varie forme, ai “piccoli” dell’Africa, come già lo esprimeva in nostro Fondatore, Mons. De Brésillac che pensava “ai popoli più abbandonati” dell’Africa.
Certo il numero dei “benefattori” tende a diminuire, non solo per la crisi economica, ma soprattutto per l’invecchiamento dei nostri amici e sostenitori, e tuttavia il “capitale” umano e spirituale di amicizia, di fedeltà, di solidarietà, di preghiera e di sofferenza, accolta ed offerta, rimane grande ed impressionante…
Molte persone esprimono vicinanza e partecipazione alla vita delle nostre missioni: sia nei momenti di difficoltà o di pericolo, come quelli vissuti recentemente in Costa d’Avorio, che nei momenti di gioia, come la recente nomina di due vescovi SMA africani per la chiesa del Centrafrica. Sono ammirevoli tanti amici che inviano la loro offerta, anche piccola, con grande fedeltà e regolarità. Riceviamo talvolta lettere commoventi di persone anziane o di bambini che rinunciano a qualche piccolo agio (la frutta o il dolce in quaresima, una gita, o un acquisto superfluo), per potere inviare un aiuto ai missionari; persone che si privano di oggetti cari per sostenere un progetto missionario.
Questo interpella noi missionari e ci convince sempre più che dobbiamo essere generosi e fedeli nel nostro lavoro e che esso è possibile solo grazie al sostegno di tanti amici, noti o sconosciuti, il cui “bene compiuto” pesa dalla parte giusta sulla bilancia dell’annuncio del Vangelo, accanto al nostro impegno.

P. Filippo Drogo e P. Lorenzo Rapetti.



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