Shalom Center, sulle vie della pace

cimg2407I missionari SMA sono impegnati da anni in un progetto che vede coinvolti anche molti laici, volto a dar soluzione ai conflitti tra i gruppi etnici rivali stanziati nelle regioni del nord del paese. E’ il momento di dare visibilità al loro lavoro e manifestar loro tutta la nostra solidarietà e vicinanza.
La parrocchia di Todonyang si trova nell’area remota della diocesi di Lodwar, nel nord del Kenya. Situata tra lo spettacolare lago Turkana e l’area in conflitto del triangolo di Ilemi, la chiesa della parrocchia si staglia meravigliosamente nel deserto. La chiesa e le tombe fresche dei suoi parrocchiani uccisi sono il simbolo di quanto la missione del primo annuncio possa essere minacciata da un conflitto violento tra gruppi etnici vicini e diversi.
Nella maggior parte dei casi, i gruppi etnici antagonisti vivono in paesi diversi e valicano i confini statali solo per attaccarsi gli uni gli altri. Conflitti nati così sono troppo piccoli per rappresentare una minaccia per la pace internazionale, ma abbastanza grandi da pesare profondamente sulla vita delle persone che li vivono.

La Chiesa

Per molti anni la Chiesa ha cercato di affrontare il problema da sola, ma i risultati sono stati insoddisfacenti e gli scontri hanno continuato a crescere. Per questo motivo, padre Patrick Devine, della SMA, laureato in relazioni internazionali con una tesi sui conflitti e la pace, sulla base della sua esperienza e della sua conoscenza, ha fondato il Centro Shalom per la Risoluzione del Conflitto e la Riconciliazione (SCCRR). L’iniziativa ha ricevuto l’appoggio della Conferenza Episcopale del Kenya (KEC), della Conferenza dei Superiori Religiosi del Kenya (RSCK, che comprende 64 congregazioni), della SMA e dello Stato.

Il Centro Shalom


Il Centro si pone come primi obiettivi la trasformazione del conflitto, la pace e la riconciliazione, con progetti rivoluzionari da diversi punti di vista.
Basandosi sul Vangelo, L’SCCRR è aperto ai cristiani di ogni confessione, a fedeli di altre religioni ed è attento a tutte le comunità. È diretto prevalentemente da laici, laureati, ma anche dottori di ricerca e professori universitari, esperti locali e internazionali nell’ambito dei conflitti e del peace-building.
Attraverso laboratori speciali la gente comune (catechisti, poliziotti o capi tradizionali) può acquisire le abilità fondamentali del peace-building ed è messa nella condizione di influenzare le politiche delle comunità locali. Fino ad ora sono stati organizzati 73 corsi di questo tipo, ai quali hanno partecipato 1656 persone.
Un approccio multidisciplinare.
L’approccio del Centro Shalom per lo sradicamento del conflitto si basa su ricerche scientifiche. Da due anni vengono raccolti dati in diverse aree che vedono contrasti tra gruppi etnici differenti, con l’intento di far luce sulle cause principali dei conflitti interetnici.
Allo stesso tempo, per raggiungere la pace, L’SCCRR sta cercando di creare un gruppo di lavoro di volontari competenti, i quali, attraverso i propri contatti personali (ad esempio con organizzazioni cattoliche come la Commissione Giustizia e Pace, ma anche con i capi islamici e con gruppi di donne o di giovani) possono influenzare le politiche locali e ha sviluppato un programma per il restauro e la costruzione di scuole inter-etniche nelle zone di conflitto, solitamente abbandonate dallo stato.

Radoslaw Malinowski, consulente di ricerca (SCCRR)


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