Salute

Riparte la vaccinazione anti-polio in Angola

febbraio 2011
In Angola la poliomielite è ancora una malattia maledetta, che lascia ogni anno decine di bambini con un arto paralizzato, e disabili per tutta la vita. E tutti loro appartengono alle classi più povere della popolazione, e una vita da poliomielitici significa analfabetismo, disoccupazione, dipendenza.

E ci sono anche i pregiudizi della mentalità popolare, che associa questa malattia a un malocchio ricevuto da un parente, per cui il poliomielitico si sentirà sempre vittima inerte di fronte agli influssi malefici.

All’inizio del millennio l’Angola si era illusa di aver estirpato questa malattia: per tre anni consecutivi nessun nuovo caso era stato segnalato. Ma nel 2005 il virus è ricomparso, colpevole forse la globalizzazione, dato che il ceppo da cui deriva non è riconducibile ad altri diffusi in Africa in passato, ma a un ceppo indiano, arrivato chissà come fino in Angola. Solo nel 2010, ben 32 bambini hanno contratto la malattia.

Il governo ha annunciato che tutto è pronto per lanciare l’ennesima campagna di vaccinazione di massa, e questa volta si è mobilitata anche la Fondazione Bill e Melinda Gates, che tra i suoi obiettivi si è data anche quello dell’eradicazione della poliomielite. Assieme all'Unicef e all'Oms è tra i finanziatori della campagna che comincerà tra qualche giorno.

Purtroppo nel passato queste campagne non sono state molto efficaci, nonostante il notevole dispendio di mezzi, uomini e denaro. Secondo un rapporto dell’Unicef, nel 2009, anno dell’ultima campagna, solo un terzo dei bambini è stato vaccinato. Gravi lacune sono state riscontrate a livello di pianificazione, di numero di vaccinatori, di capacità tecnica. E ciò che è grave è che i casi di infezione da poliomielite si sono verificati non in aree remote e di difficile acceso, ma nei quartieri popolari di Luanda, la popolosa e caotica capitale del paese.

Tra le possibili cause di questa epidemia in città gli esperti citano le fragili condizioni igieniche in cui vive la gente di periferia, l’insufficienza di strutture sanitarie, la mancanza di acqua potabile.

La strategia che il governo ha deciso di adottare quest’anno è improntata a queste priorità: maggior mobilitazione dei genitori per effettuare le vaccinazioni di routine, migliorare decisamente la qualità delle campagne, azioni decise per elevare il livello della potabilità dell’acqua e dell’igiene nei quartieri popolari di Luanda.

3-02-2011

Guarda un video realizzato dall’Unicef sulla vaccinazione in Angola






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