In cammino... per formare un solo popolo di fratelli

Il resoconto dell'Assemblea Generale
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Ogni sei anni la Società delle Missioni Africane (SMA.) è chiamata a rinnovarsi nelle strutture, nei superiori che dovranno guidarla, ma soprattutto nello spirito.
Rinnovare lo spirito significa avere anzitutto la capacità di guardare e capire ciò che la società umana, ma soprattutto quella della parte di Africa dove siamo chiamati a evangelizzare, sta vivendo, quali sono i problemi, come li affrontano e quale è invece la nostra risposta, quella del Vangelo che siamo chiamati a proclamare e a vivere.

In questi ultimi tempi si tratta spesso di fare attenzione ai conflitti interni inventati o imposti al continente africano da chi vuole approfittarne dall’esterno per appropriarsi delle materie prime, ma anche di conflitti tra generazioni , tra i detentori delle tradizioni secolari e dei giovani che vivono nell’era della globalizzazione e della comunicazione virtuale.
Ci sono inoltre i conflitti nuovi drammaticamente creati tra religioni e che prima non esistevano: la parte dell’Islam radicale e il cristianesimo, visto come distruzione del “credente”, accusato di portare il secolarismo occidentale, che si oppone ai valori spirituali del fedeli di Allah e del suo profeta Maometto.
La Chiesa e i suoi diretti responsabili, i vescovi e il clero locale, anzitutto, ma anche noi missionari siamo chiamati a dare delle risposte.
E’ dunque per questo che ogni sei anni la SMA ha bisogno di confrontarsi e rinnovarsi attraverso le Assemblee, prima quella generale, alla quale partecipano tutti i responsabile delle varie comunità nazionali in Europa, Africa e Asia, poi quelle di ogni comunità nei rispettivi paesi, quelle che nel nostro gergo chiamiamo Province, Distretti e Distretti in formazione.
“SMA Notizie” ha cercato in questi ultimi numeri di mettervi al corrente e di sensibilizzarvi a questi importanti appuntamenti.

L’Assemblea Generale

L’assemblea generale si è tenuta a Roma, alla casa generalizia della SMA, dal 9 aprile al 4 maggio 2013.
Si è conclusa con i dei testi che vogliono guidare la nostra vita di missionari nel prossimo futuro:
le scelte della nostra Missione, soprattutto in Africa : luoghi di prima evangelizzazione, i gruppi umani “più poveri e più abbandonati” da privilegiare, le situazioni di conflitto da affrontare come pure quelle dell’estremismo religioso e di violenza dove siamo presenti.
Abbiamo ribadito che la nostra missione non è legata a dei “territori di missione”, ma a dei gruppi umani dimenticati, come i rifugiati, i prigionieri, le vittime del traffico umano (prostituzione delle ragazze in Europa).
Per poter far condividere la nostra missione con chi ci è amico e prega per noi, dobbiamo pure avvalerci delle nuove tecnologie per diffondere il nostro messaggio e la nostra testimonianza di missionari, usando dei mezzi moderni per entrare in dialogo con le persone che vogliono interpellarci.
La Missione a noi affidata esige una vita morale di “alta qualità” dove il celibato è veramente vissuto, dove l’autorità è servizio, dove dobbiamo dare prova di responsabilità e di trasparenza, dove ogni persona, compresi i bambini, è rispettata.

La formazione

La formazione dei giovani che vogliono diventare missionari: nella formazione, l’equilibrio personale è più importante che le cose da studiare e da conoscere; i nuovi missionari della SMA dovranno avere una più solida formazione: non si tratta solo di “predicare il Vangelo”, ma di conoscere la gente a cui siamo inviati, la loro cultura, la loro lingua, veicolo necessario per poterli incontrare in profondità. La formazione richiede tempi più lunghi di una volta: oltre agli studi di filosofia e di teologia (almeno 6 anni pieni), i futuri missionari devono accettare di vivere un anno di spiritualità che faccia conoscere il Fondatore, la spiritualità SMA come base per vivere insieme, per scegliere e programmare le attività apostoliche che tengano conto che siamo “per i più abbandonati”, sia in zone di prima evangelizzazione che nelle periferie delle città abitate da popolazioni venute dalle campagne con la speranza di un futuro migliore; è una vita spirituale seria che deve sostenerci per essere veri testimoni di Gesù Cristo, Amore di Dio che salva ogni uomo e tutto l’uomo.
La sfida nuova che ci sta davanti è quella di vivere la vita in comune e internazionale più in profondità e questo non è sempre facile.
La formazione all’interculturalità ha bisogno di allenamento; esso si impara lavorando insieme nelle piccole attività di ogni giorno (lavori manuali, attività parrocchiali), nella preghiera, nell’accoglienza della gente.
La spiritualità fondata sui consigli evangelici e sul carisma di Mons.. De Brésillac e dei padri che hanno seguito le sue tracce, richiede amore senza condizioni, rispetto e apprezzamento reciproci. Ai formatori è richiesto di formare non dei semplici preti che presentino il Vangelo e la Chiesa, ma degli uomini solidi, maturi, veri, sicuri nella risposta alla loro vocazione, coscienti però delle loro fragilità che li mantiene umili e bisognosi dell’aiuto di Dio e degli altri.

Lo stile di vita

Lo stile di vita comunitaria e internazionale deve far seguito alla spiritualità, dove il vivere insieme diversi per cultura e per comportamenti, diventa ricchezza da testimoniare come presenza di Dio attraverso una vita comunitaria vissuta con convinzione, passione e gioia, anche se bisogna mettere in conto le difficoltà di relazioni derivate da culture diverse, da diversi caratteri;
la vita fraterna a cui Dio ci chiama è segno visibile del nuovo popolo che Dio ha fondato con l’invio di Gesù Cristo, è immagine della Trinità che vive di amore;
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L’amministrazione e le nuove strutture

l’amministrazione e le nuove strutture da rivedere, perché la SMA è un’unica realtà e non tante entità staccate l’una dall’altra. La SMA in Europa e in America sta invecchiando e ha bisogno di personale giovane che ci può venire solo dall’Africa e dall’Asia dove la SMA si sviluppa sempre di più.
E’ necessario che ci sia scambio di ricchezze che facciano vivere la nostra comunità missionaria: alle ricchezze materiali e finanziarie che vengono dalle vecchie comunità europee e americane, deve corrispondere uno scambio di ricchezze in personale provenienti dall’Africa e dall’India, dove le vocazioni alla vita missionaria sono ancora numerose.

Le finanze

Le finanze: da sempre la SMA ha vissuto la sua missione grazie all’aiuto di tanti benefattori.
Il sostegno finanziario dei missionari che vivono in zone dove la comunità cristiana non esiste o è ridotta a poche persone, per lo più povere, richiede un minimo di strutture per vivere e di cappelle per la riunione dei fedeli , come pure di mezzi di trasporto per visitare la gente sparsa in numerosi villaggi e accampamenti, molte volte distanti dalla missione centrale decine di chilometri, a volte superano anche i 100.
La SMA internazionale vive di carità; i fondi per la prima evangelizzazione e per la solidarietà gestito dal consiglio generale sono quelli più importanti, assieme a quello della formazione dei futuri missionari e per la gestione delle varie case in cui sono formati.
La SMA italiana ha lanciato, oltre alla richiesta di questue nelle giornate missionarie, di offerte per celebrare delle S. Messe, di doni, di lasciti, le borse di studio per aiutare alla formazione di questi giovani seminaristi missionari che sono chiamate BSAG (borse di studio “ad gentes”): è una maniera che proponiamo anche a chi, come voi, ci sostiene e vuole partecipare con noi per continuare la missione di Gesù a noi affidata perché questi prossimi missionari africani e indiani possano affiancarsi a noi, anche in Italia.
Nella Santa Messa di ringraziamento alla fine dell’assemblea generale ci è stato dato un motto che diventa così anche un impegno: è in fondo alla vecchia corda che si può tessera la nuova (proverbio africano).
La frase illustra molto bene ciò che noi abbiamo vissuto e cercato di proporci per l’avvenire; una proposta di continuità e di autenticità, di fedeltà al passato e di slancio per un nuovo avvenire.
Ci guiderà un nuovo gruppo di superiori abbastanza giovani, tra i quali il nostro p. Antonio Porcellato eletto come vicario generale della SMA internazionale. Il superiore generale, irlandese P. Facthna O’Driscoll, 59 anni, avrà come consiglieri, oltre a P. Antonio (58 anni), due padri che vengono dalle nuove comunità missionarie della SMA, l’uno dal Benin, dove P. Francesco Borghero è arrivato come primo missionario 152 anni fa, il P. François Gnonhossou (52 anni) e l’altro dall’India, dove il nostro fondatore è stato missionario e vescovo, il P. Francis Rozario (38 anni), uno tra i più giovani delegati all’assemblea generale.
Essi dovranno aiutare tutta la SMA a rinnovarsi mettendo il pratica ciò che per un mese l’assemblea generale è stata chiamata a riflettere e a proporre a tutta la SMA per l’avvenire dei 6 prossimi anni.
Le varie assemblee delle entità nazionali (Province, Distretti, Distretti in formazione) dovranno riprendere i documenti dell’assemblea generale per applicarli alle loro singole realtà facendo scelte di Missione, Spiritualità, Stile di vita, Formazione, Strutture e Amministrazione, Finanze che siano coerenti con quanto deciso dall’assemblea generale.
Non ci è mancata la sollecitazione, sempre presente soprattutto nella preghiera, dell’impegno della Chiesa per una “nuova evangelizzazione”, del meditare sulle parole e sui gesti del nuovo Papa Francesco che abbiamo potuto incontrare il primo maggio, in particolare per una spiritualità e uno stile di vita che sia in rapporto con ciò che vivono i poveri del mondo e specialmente dell’Africa, in una vita di fraternità aperta alla gente che siamo chiamati a incontrare, a conoscere, ad amare, ad evangelizzare.
Ma soprattutto la riflessione ha avuto come sfondo la consapevolezza rinnovata della necessità anche della presenza di missionari in Africa.

Quale sarà l’avvenire della SMA dopo questa assemblea generale?

Sarà quello che costruiremo insieme come unica comunità internazionale voluta da Dio attraverso la chiamata di Mons. De Brésillac che ha voluto non solo essere fondatore di una comunità missionaria, ma che è stato tra i primi a partire per la missione e tra i primi a morire per essa per primo ha dato la vita a 46 anni. Ma abbiamo bisogno anche della vostra collaborazione con la preghiera, l’amicizia e l’aiuto nei modi che vi sono possibili.

Lo spirito di famiglia vissuto durante l’assemblea generale ha dato il segnale di una nuova comunità rinnovata, dove “vecchi” e “giovani” non hanno rivendicazioni da presentare, dove l’interculturalità è presentata come ricchezza da vivere con entusiasmo e amore perché è disegno e volere di Dio di “formare un solo popolo di fratelli” di cui la nostra comunità deve essere segno visibile.
Tutti hanno apprezzato la capacità di ascoltarci senza pregiudizi, di accogliere le opinioni più diverse, accettando che ognuno veda la realtà da un angolo tutto suo, sconosciuto agli altri, accettando nella programmazione anche ruoli diversi da vivere per ringiovanire una comunità che ha ancora qualcosa da proporre al mondo, alla chiesa, alle popolazioni alle quali è inviata.

Nella preghiera che ci è stata proposta per chiedere l’aiuto dello Spirito che ci assista nelle nostre assemblee, una frase mi è rimasta nel cuore e che ritengo sempre valida per la mia preghiera:
Signore, che la tua volontà sia sempre una festa per noi!
La affido anche a voi perché noi tutti, missionari della SMA, possiamo andare avanti con fiducia e con gioia.

P. Lionello Melchiori


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