Il lavoro delle donne e una figlia in dono

Padre Silvano, dal Togo, ci aggiorna regolarmente sulla vita presso la comunità di Kolowaré: ritmi scanditi da preghiere, lavoro (duro) nei campi, riunioni, incontri, e belle inaspettate sorprese... come quella che ci racconta in questa "lettera", tutta dedicata al lavoro delle donne e alla piccola Elisa


elise il lavoro delle donne e una figlia in dono


Domenica 2 Marzo, con Silvano, il catechista principale, passeggiamo nel villaggio, per andare a trovare Afisétu. Era venuta alcuni giorni prima alla missione con la sua bimba di poche settimane.
Il papà e la mamma sono musulmani. Hanno già perso due bambini. La neonata l’hanno offerta alla Chiesa Cattolica, e le hanno dato un nome cristiano: Elisa. La mamma mi chiede di benedire la bambina, di pregare per lei, e continua: “Te la offro, considerala come tua figlia, la dono alla chiesa, che Dio la protegga e le dia vita, può darsi che Dio abbia pietà di lei”.

Penso alla donna cananea che chiede a Gesù di guarire sua figlia. Vista la fede della donna Gesù non può non fare il miracolo. La guarigione l’aveva già operata la mamma.
Chi sono io per non ascoltare il grido di questa mamma e non accogliere la sua domanda e la sua preghiera? Preghiamo insieme, la affidiamo a Maria e le prometto di passare a casa sua a trovarla, a trovare mia figlia.
Dunque con il catechista stiamo attraversando il villaggio per andare da lei. Passando dietro al mercato, vedo due uomini seduti. “Ecco Saibu, il padre”, mi dice il catechista. “Vado a vedere mia figlia”, gli dico. Annuisce e sorride. Ha l’aria contenta della mia visita. Gli faccio una foto.

Continuiamo la passeggiata e arriviamo in fondo al mercato, verso la fine del villaggio. E vedo qualcosa di insolito, uno spettacolo affascinante, uno spaccato di vita quotidiana.
Una ventina di donne erano sedute attorno ad un grosso mucchio di tuberi di manioca sotto i due grandi alberi. Ognuna prendeva un tubero, lo puliva, e lo poneva accanto a sè.

elise il lavoro delle donne e una figlia in dono 3Le mamme erano con i loro figli, piccoli e grandi. Un piccolino era deposto in una bacinella, altri erano accanto alle loro madri, o sorelle, altri ancora, i più grandicelli, aiutavano le madri a pulire i tuberi. Un altro seduto sul mucchio dei tuberi. Una bambinetta, vedendomi, si mette a urlare dalla paura. Cerco di rassicurarla dicendole: “nkese nidarè, nke wii”, “non aver paura, smetti di piangere!”.
Niente da fare. Allora sua sorella la prende fra le braccia e la rassicura.

La manioca appartiene a Sarata Koriko. L’ha acquistata bordo campo. Abitualmente compera un ettaro. Il prezzo varia tra i 250 e 300 mila franchi, tra i 350 e 450 euro. Come lei, altre donne, comprano la manioca, bordo campo, e la trasportano al villaggio per la lavorazione.
Sarata ha affittato un camioncino per trasportare il prodotto al villaggio. Farà diversi viaggi. Ognuno le costa 40 mila franchi, sui 65 euro.

Versa i tuberi sotto i due grandi alberi nella piazza del villaggio e le donne l’aiutano a pulire e sbucciare i tuberi. Le buccie e gli scarti sono ricuperati come alimento per gli animali. Ad ogni donna offre il pranzo e 500 franchi per il lavoro. I tuberi, una volta puliti, sono macinati e ridotti in pasta. Dalla pasta si estrarrà il gari e la tapioca.
Ha diverse donne che l’aiutano in questo lavoro. Il prodotto sarà poi venduto al mercato del sabato a Kolowaré.
Finalmente, attraverso alcuni viottoli, arriviamo da Afisétu. Mi siedo accanto alla mamma. Ha “mia figlia” fra le braccia. Posiamo per una foto.


Silvano Galli - Kolowaré
B.P. 36 - Sokodé (Togo)
T.00.228.24451012 - 00.228.90977530
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