Riscoprire il silenzio, noi stessi e gli altri

Quest’anno padre Silvano Galli ci invia Auguri natalizi che hanno un sapore diverso dalle consuete cronache di Kolowaré. Prendendo spunto dal recente programma di Benigni che ci ha invitato a qualche momento di silenzio, p. Silvano ci fa riflettere sul valore e sugli effetti del silenzio nella nostra vita e in coloro che ci stanno accanto. “Natale – afferma padre Silvano – può essere un momento di sosta per ascoltare noi stessi, gli altri, e accogliere Qualcuno che viene a bussare alle porte della nostra vita e indicare nuove direzioni”.


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“Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose,
e la notte era a metà del suo rapido corso,
la tua parola onnipotente, o Signore,
è scesa dal cielo, dal tuo trono regale.”
(Sap. 18, 14-15)

Per questi auguri natalizi prendo spunto da Benigni, che ci
aiuta a respirare un po’ di aria fresca nelle nostre paludi.
Condivido alcuni paragrafi sul silenzio, le sue qualità i suoi
benefici, tratti da un articolo di Maria Angela Masino, apparso
nel Nostro Tempo del 23 novembre scorso. Le illustro con
alcune foto dell’amico, fotografo e pittore, Gianni Carrea.

"…il riposo fa parte del lavoro"…" il rombo della creazione sfocia nel silenzio del sabato.
Il senso del tutto è nel silenzio.
Pensate oggi quanto ce ne sarebbe bisogno: siamo tutti sempre connessi con tutto il
mondo, ma disconnessi con noi stessi. Nessuno ha più il
coraggio di rimanere da solo con se stesso.
Ma i Comandamenti ci dicono di fermarci: siamo andati talmente di
corsa con il corpo, che la
nostra anima è rimasta
indietro. Fermiamoci, altrimenti
l'anima ce la perdiamo per
sempre".
(Benigni)

Abitare stabilmente la
dimensione di pacificazione, di
perfetta tranquillità della
mente, raggiunte attraverso il silenzio, ci libera da ansia e angoscia.

Quando il nostro io è assediato dall’inquietudine, nel tentativo di allontanare il malessere, fa emergere forze
distruttive, dalla repressione dei sentimenti fino alla violenza. La conseguenza è che in una simile condizione
siamo distratti, alienati, incapaci di ascoltare noi stessi e gli altri. Inabili a percepire “qui ed ora” le sensazioni
reali e profonde del corpo e del cuore: stanchezza, infelicità, ma anche gioia,
entusiasmo.


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“Recenti ricerche dimostrano che il silenzio “resetta”
le nostre capacità percettive, fa variare l’attività
elettrica del cervello: in questa particolare
condizione cambiano gli schemi di pensiero:
ci si abbandona alle emozioni, ai processi
associativi, alla preghiera, ai sogni ad occhi aperti.

Due persone che stanno vicine in silenzio
presentano le stesse onde cerebrali, quelle
cosiddette del cuore, ma anche dell’intuizione, della creatività.
Silenzio vuol dire, a volte, metterci nei panni delle persone che ci stanno accanto,
pensando con la loro testa, tenendo presenti le loro inclinazioni e doti, attingendo dal
nostro profondo sentimenti che ci avvicinano alla loro intimità.

Stare in silenzio significa fare i conti con la realtà
e con le sue infinite possibilità, con le sensazioni che evoca in noi

Stare in silenzio significa anche costruire rapporti diversi, lasciarsi sedurre
dalle parole e atmosfere familiari, ricuperare un rapporto nuovo con un
figlio o con un coniuge, delimitando spazi e tempi dedicati esclusivamente a lui.

Dieci minuti di silenzio al giorno, per due settimane, sono in grado di
dare un impulso riequilibratore al sistema endocrino. Non solo: il silenzio
attiva il rilascio di neurotrasmettitori che ci regalano felicità, che
contribuiscono a riequilibrare il nostro organismo.
Natale ci offre qualche goccia di silenzio per ritrovare noi stessi, ricostruire rapporti.



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