Niger: Cerco stelle fiorite che sappiano ridere

Cerco stelle fiorite che sappiano ridere
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“Al vedere la stella furono ripieni di straordinaria allegrezza”(Mt 2,10).

Si avvicina Natale e, guardando il cielo del Niger così bello e luminoso, mi domando assieme al Piccolo Principe: “le stelle sono illuminate, perché ognuno possa un giorno trovare la sua”? Vorrei dirvi che ho trovato a Bomoanga, piccola e umile comunità, la mia stella con un fiore chiamato missione verso i popoli. “Se vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo!”. E penso:“che tutte le stelle siano fiorite” quando i giovani cercano le loro stelle con il loro fiore.

Una sfida per questo tempo è scoprire la propria missione e capire che esistono anche “stelle che sanno ridere! ” In questo periodo studio la lingua gurmancema per creare un legame con questo popolo. Non è semplice, è certo. L’apprendimento è una tappa dura che esige duttilità, apertura e capacità di abnegazione. È pure un tempo di profondo silenzio e di deserto interiore “e tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio”. Comunque quello che mi sostiene è sapere che studiare una lingua diventa il primo e ineluttabile gesto di amore effettivo verso un popolo.

Significa uscire dalle mie frontiere e dai miei schemi per entrare nel mistero della cultura che mi accoglie. In ogni parola che imparo abita l’anima gurmancé e i suoi arcani. Aveva ragione la Volpe: “Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”. Natale vuol dire lasciarsi addomesticare, come ha fatto il Bambino Gesù modellato dallo Spirito con lo stesso fango con cui noi siamo stati creati.

Natale è per me la sfida a lasciarmi addomesticare dai fratelli gurmancé, e soprattutto avere bisogno di loro, “allora conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri e amerò il rumore del vento nel miglio”! Guardo le stelle che sono a terra e sento il grido della povertà nigerina e il suo bisogno di liberazione integrale. Natale è concretamente per me un tempo di attesa per aprire gli occhi ed incrociare gli “astri” che ci mostrano i presepi dove nasce la Speranza.

E credo di non sbagliarmi se penso che il grido gioioso di tanti bambini africani sia paragonabile alle stelle che ridono. Loro sono la speranza di qualcosa che sta cambiando e cresce. Natale è dunque il tentativo di avvicinarmi adagio adagio come mi suginma siedi, “testimone della speranza” e riuscire a scoprire in questa cultura il luogo dove si trovano e risplendono le ŋmabila “le stelle” fiorite che ridono.

Il Natale africano è un tempo per meravigliarsi! Buon Natale a tutti voi!

P. Carlos Bazzara


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