p. Gerardo: segni di speranza in Costa d'Avorio

Carissimi,

bottarliniUn saluto da questa Costa d’Avorio che sembra essere sempre in situazione di crisi. Chissà quando ne uscirà!
Si pensa che le elezioni saranno il mezzo più valido per una pace stabile. Il Presidente della Repubblica, che rimarrà in carica fino alla formazione del governo, dai cartelli pubblicitari posti in tutte le città del paese, ci invita ad andare alle elezioni alla svelta: “vite, vite, vite…”

Tuttavia i problemi sono ancora tanti:
- Quanti cittadini sono oggi riusciti ad avere un documento civile capace di individuare la persona come adatta ad andare legalmente al voto, secondo la Costituzione del paese?
- Al nord del paese si ha l’impressione che le autorità dello stato non hanno ancora un potere effettivo.
- Molti registri dei dati anagrafici non sono ancora ricostituiti dopo il tempo dell’anarchia totale del tempo della ribellione.
- E’ normale trovare nelle zone “ex ribellione” automobili che non hanno ancora targhe.
- Si è parlato da tempo di disarmo, ma le armi circolano nelle mani di persone poco ben intenzionate che ne fanno uso sulle strade.


Da un altro punto di vista c’è una volontà di uscire da questa situazione anomala:
- Meno controlli sulle strade.
- La scuola sta estendendosi a tutto il paese.
- Qua e là sorgono delle nuove costruzioni.
- Si fanno progetti per rendere agibili certe strade in degrado totale.
- Il porto d’Abidjan ricomincia ad avere un grande traffico, come prima della ribellione.


In tutto questo prende posto un certo spirito pieno di speranza, nonostante le difficoltà enumerate sopra.

La Chiesa di Costa d’Avorio ha vissuto la perdita di Vescovi pieni di progetti e di buona volontà per formare una comunità ecclesiale nazionale assai ben strutturata.
Il nuovo Nunzio è arrivato ed è in funzione. Penso che presto avremo delle nuove nomine per riempire i posti rimasti vacanti.

Guardando lo stato del clero della Costa d’Avorio si resta impressionati dal numero di sacerdoti impegnati nel servizio pastorale: in totale tutti compresi diocesani e religiosi sono 1.155.
In più ci sono le religiose e i religiosi impegnati in tante opere sociali nate in questi ultimi anni.
Tutti i vescovi delle 15 diocesi esistenti hanno progetti per costituire nuove parrocchie, naturalmente con problemi economici.

Durante una cerimonia nazionale di ordinazione, il numero di sacerdoti locali è imponente, e lascia un segno nella comunità cattolica. Credo di dichiarare che il carisma della Società delle Missioni Africane, donatole dal fondatore, sia stato accolto e vissuto dai suoi figli in questi 152 anni di presenza in Africa e particolarmente in Costa d’Avorio.

Bisogna anche constatare che c’è un impegno in questa chiesa di avere dei sacerdoti formati dal punto di vista intellettuale e spirituale.
Ho letto recentemente un documento d’un sacerdote dell’archidiocesi d’Abidjan sulla vita spirituale del sacerdote e la santificazione come luoghi privilegiati per una evangelizzazione profonda del popolo cristiano e mi ha molto colpito. Gli antichi e sempre nuovi valori della vita sacerdotale sono ben messi in risalto. Tutto questo fa ben sperare.

Tra il popolo cristiano c’è un forte desiderio di preghiera: veglie di tutta una notte, giornate di evangelizzazione, formazione teologica del laici anche a livello universitario, una sete della parola di Dio.
Le celebrazioni sono molto frequentate. Naturalmente non mancano elementi negativi che rendono difficile l’approccio soprattutto quando si tratta di stimolare i fedeli all’autonomia finanziaria.
Una chiesa che vuole prendersi in mano sotto tutti i punti di vista.

Si parla spesso di chi lascia la Chiesa Cattolica per le altre chiese o sette. Tuttavia quando qualcuno costruisce una chiesa ci si accorge ben presto che è sempre piccola.
In conclusione posso affermare che il Signore sta prendendo il posto che gli spetta tra questo popolo.

p. Gerardo Bottarlini

17-11-2008

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