P.Angelo da Luanda: Caro Papa, obrigado!

papa-kicoloLa scelta del Papa di visitare l’Angola è stata sentita dalla nostra gente come un onore e un gesto di predilezione.

In Camerum il Papa doveva andare per presentare il documento preparatorio del secondo Sinodo sull’Africa che si svolgerà in ottobre sul tema: “La Chiesa in Africa a servizio della giustizia e della pace”. Come seconda tappa del suo viaggio il Papa ha scelto l’Angola. Certamente come omaggio al paese dell’Africa sub-sahariana che accolse per primo il Vangelo (più di 500 anni fa); probabilmente anche per incoraggiare, con la sua parola di pace e di speranza, una nazione che, dopo l’oppressione coloniale, per trent’anni è rimasta vittima di lotte fratricide e solo ora riesce ad uscire dal tunnel della guerra per gettare le basi del suo sviluppo

Tutto l'Angola coinvolta, non solo Luanda

La visita di tre giorni del Santo Padre ha toccato solo Luanda, ma ha coinvolto tutto il Paese. Il Papa ha avuto incontri particolari con le autorità del paese, con i vescovi, con missionari, sacerdoti e religiose, con i giovani e con le donne impegnate nella promozione sociale.

Alle autorità ha ricordato che la preoccupazione principale di chi amministra dev’essere la “realizzazione delle aspirazioni fondamentali delle popolazioni più povere”. Ed ha invitato a costruire un paese che “libero dall’avidità, dalla violenza e dal disordine”, “promuova i diritti umani, un governo trasparente, una magistratura indipendente, una comunicazione sociale libera, un’amministrazione pubblica onesta, una rete di scuole ed ospedali che funzionino in modo adeguato e la ferma determinazione di … finirla una volta per tutte con la corruzione.”

Parlando a sacerdoti, religiose e catechisti il Papa ha ricordato il senso dell’evangelizzazione: “siamo convinti che senza Cristo la vita è incompleta, manca la realtà fondamentale. Non facciamo ingiustizia a nessuno se mostriamo Cristo”. Il papa ha ricordato che Cristo vince la morte e tutti i poteri oscuri, che qui ancora molta gente teme, “giungendo al punto di accusare di stregoneria bambini e anziani innocenti”.

"I giovani portano con sé tanta voglia di ricominciare!"

“Incontrare i giovani fa bene a tutti! – ha detto il papa ai giovani – A volte hanno difficoltà, ma portano con sé tanta speranza, tanto entusiasmo, tanta volontà di ricominciare.” E ai giovani che sabato pomeriggio gremivano lo stadio cittadino, il Papa ha detto : “Dio fa la differenza… Anzi, ci rende differenti, ci fa nuovi! … La forza del futuro sta dentro di voi, come la vita sta dentro il seme. Voi siete un seme lanciato da Dio, che porta nel cuore la forza dello Spirito Santo. Ma per passare dalla promessa di vita al frutto, l’unico cammino è dare la vita per amore.”

Le donne, ha detto il papa, alle rappresentanti dei movimenti di promozione della donna, sono coloro che possono “dare spazio alle ragioni del cuore”. In mezzo alla povertà, alla guerra, alle emergenze “sono quasi sempre le donne che mantengono intatta la dignità umana, difendono la famiglia e tutelano i valori”. Ed ha ricordato gli esempi di Teresa Gomes, angolana morta nel 2004, coraggiosa difensora della chiesa nel tempo della persecuzione religiosa, e quello di Maria Bonino, medica pediatra italiana, volontaria qui in Angola, morta nel 2005 contagiata mentre lottava contro la febbre di Marburg.

La nostra parrocchia: benedetta dalla presenza del papa

La nostra parrocchia, nei sobborghi della capitale è stata particolarmente benedetta perché ha ospitato sul suo territorio l’evento centrale dalla visita papale: la messa di Domenica 22 marzo. Erano presenti più di un milione di persone sulla spianata del locale cementificio. Per un giorno non abbiamo pensato al traffico pesante e alle polveri sottili (e non) vomitate dalle ciminiere, e abbiamo respirato l’aria di festa di migliaia di pellegrini che da tutta l’Angola si sono riversati qui per pregare con il Papa.

La Chiesa angolana celebrava in questa domenica la festa della riconciliazione. Il papa ha ricordato “la forza distruttiva della guerra civile, la caduta nella voragine dell’odio e della vendetta, la dilapidazione degli sforzi di generazioni di gente buona”. “La riconciliazione - ha detto il Santo Padre - può essere solo frutto di una conversione, di un cambiamento del cuore, di un modo nuovo di pensare. … Sono venuto in Africa precisamente per proclamare questo messaggio di perdono, di speranza e di vita nuova in Cristo”.

La gente ha accompagnato con grande entusiasmo questi giorni. In parrocchia abbiamo ospitato 500 pellegrini venuti dall’interno del paese. È stata una gara di solidarietà: anche i più poveri han portato generi alimentari e donativi. Persone e gruppi si sono impegnati nelle più svariate attività: dalla preparazione del cibo, al servizio d’ordine, al servizio liturgico, ai servizi ecologici…

Impressioni dei nostri parrocchiani

Ho raccolto alcune impressioni tra parrocchiani, volontari e pellegrini.
“Una gioia incontenibile!” Ci ha lasciato un messaggio di fiducia, ci ha rafforzati nella fede”. “Ci ha spinti a vivere con più forza la nostra vocazione”. “Anche tanti non cattolici che ci criticavano, perché dicevano che idolatriamo il papa, sono rimasti colpiti. In fondo se non ci fosse chi parlerebbe di valori, denuncerebbe le ingiustizie, annuncerebbe Cristo sulla piazza pubblica?”

“Il mondo in questi giorni si è accorto dell’Angola.”
“Il papa ha denunciato le nuove forme di povertà ed ha invitato le autorità a non dimenticare gli angolani che vivono al di sotto della soglia di povertà”.
“È stato un momento forte di comunione tra di noi, al di là delle barriere etniche e partitiche, e anche di comunione con tutta la Chiesa.”

“Il papa è un padre per noi"


“Il papa ha ricordato la sofferenza delle donne angolane. Comprende la nostra situazione. Sa che dobbiamo resistere di fronte a tante umiliazioni, ma non dimentichiamo la Parola di Dio. Con la fede possiamo vincere tutto.”
“Il papa è un padre per noi: la sua benedizione ci spinge a ripartire con speranza.”
“Speriamo che gli angolani accolgano il suo messaggio! E che questa non sia solo l’esperienza di alcuni giorni, ma un frutto che rimane nei nostri cuori, da raccogliere anche nei prossimi anni.”

Salutando il paese prima della partenza il Papa ha fatto un primo bilancio del suo viaggio: “Sono grato a Dio per aver incontrato una Chiesa viva e, nonostante le difficoltà, piena di entusiasmo, che seppe portare la sua croce e quella degli altri… Sono felice di aver conosciuto da vicino un popolo coraggioso e deciso a rinascere.”

Caro papa, siamo grati anche noi per i giorni che hai passato qui. Hai provato il caldo e la stanchezza di questi luoghi, e anche se han fatto di tutto per nascondertele, ti sei reso conto delle situazioni spesso drammatiche in cui vive la nostra gente. Sei stato messaggio di pace e di speranza. Obrigado!

P. Angelo Besenzoni, da Kicolo, Luanda


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