P. Renzo: condivido con voi alcuni avvenimenti

Carissimi amici e amiche,

riprendo i contatti con voi, dopo la mia partenza dall’Italia. Sono arrivato a Luanda il 14 di Febbraio: volo, come al solito piuttosto faticoso da Lisboa. Ho ritrovato la nostra periferia terribile, soprattutto fango, dovuto alla prima vera pioggia, caduta nella notte. Molto caldo e molto umido. Ma ho anche trovato la mia gente, i Confratelli sempre attivi, i catechisti, l’allegria dei ragazzi. L’anno scolastico è iniziato ai primi di febbraio; gli alunni delle scuole cattoliche della nostra parrocchia sono più di undici mila!

22 Febbraio: Oggi il nostro vescovo di Caxito, Dom Jaca, ha fatto 220 cresime qui nella nostra Parrocchia di Bom Pastor; ne aveva già celebrate 168 ieri pomeriggio per ridurre il numero. Io però ho avuto 40 di febbre; alle 7 del mattino P. Ceferino mi ha portato all’Ambulatorio delle Trappiste: malaria e tifo. Si sta proprio male. Quelle bestioline lì non hanno nessun rispetto del parroco!

27 Febbraio: Riunione e piccolo ritiro con i seminaristi della parrocchia, prima che inizino l’anno scolastico; 3 in teologia, 2 in filosofia e 6 nelle Superiori. La parrocchia paga loro il primo semestre e parte dei fascicoli dei corsi. In tutto 2600 euro. Sono la speranza della diocesi, e noi abbiamo bisogno di sacerdoti diocesani locali.

1 Marzo: I fedeli di Kicolo, per la terza volta fanno un offertorio speciale per accogliere i pellegrini delle regioni dell’interno, quando verrà il Papa, dal 20 al 23 di Marzo. Generosità straordinaria dei poveri!

9 Marzo: Ritiro di Quaresima, col Vescovo, di tutti i sacerdoti della diocesi di Caxito, a Funda. Ne manca solo uno, P. Luìs, messicano. In tutto siamo la bellezza di undici! Anche i preti hanno bisogno di conversione.

10 Marzo: Cominciano gli incontri personali con ciascuno dei ragazzi e giovani che saranno battezzati o riceveranno la Comunione per la prima volta nel tempo di Pasqua. Per ognuno/a ci vuole un minimo di 10-15 minuti, per capire a che punto sono nella loro decisione di seguire Gesù; il loro impegno in un gruppo giovanile; la loro situazione familiare; il loro impegno a scuola; il loro comportamento, la partecipazione alla Messa domenicale, il loro spirito di preghiera, la conoscenza della dottrina e della Bibbia... Sono più di sette cento. Lascio a voi il calcolo delle ore che ci vogliono per incontrarli tutti, anche se siamo 5 sacerdoti.

19 Marzo: Arrivano le delegazione dalle province dell’interno per la visita del Papa. Noi abbiamo l’incarico di accogliere circa 600 persone, provenienti da Kwanza Norte, Zaire, Bié, Huambo ed i pellegrini della diocesi di Caxito. Posti per dormire nella scuola: 400 con materassi, gli altri per terra; acqua da bere e per lavarsi, servizi igienici, cibo tre volte al giorno, animazione spirituale, pronto soccorso... Le donne della Promaica (Promozione delle donna cattolica Angolana) e l’Acção Feminina si occupano di organizzare il cibo; i giovani, la pulizia; le nostre guardie e la Polizia, la sicurezza.

20 Marzo: Arrivo di Benedetto XVI alla 12.45 all’aeroporto di Luanda. La sua venuta suscita entusiasmo specialmente nei cattolici; ma anche negli altri: chiunque parli di pace, riconciliazione, giustizia sociale, rispetto dei diritti fondamentali delle persone... è benvenuto. Giovanni Paolo II era venuto nel 1992, quando il sistema marxista-leninista in Angola cominciava ad indebolirsi, e in un periodo di tregua nella lunga guerra civile. Oggi gli angolani hanno voglia di pace, di una vita degna. Questo paese ha tutte le possibilità minerarie, agricole, di acqua, di intelligenza... Si tratta di gestire tutto in modo giusto, e per tutti.

21 Marzo: Nella chiesa di S. Paolo, celebrazione ed incontro del Papa con missionari e missionarie, clero locale. Per le migliaia di persone rimaste fuori, 2 teli giganti. Il Papa ricorda a tutti il senso profondo della loro presenza qui: il Vangelo di Gesù, il Regno di Dio e la sua giustizia, coi piedi per terra.

21 Marzo: Pomeriggio. Allo stadio Dos Coqueiros circa trentamila giovani aspettano il Papa, fin dal mattino. Purtroppo due giovani ragazze sono travolte e calpestate quando si apre il portone. Altri 40 sono feriti. Nota molto triste in una celebrazione che doveva essere di gioia, nell’incontro dei giovano col loro Pastore. Peccato che il Papa sia un po’ “ingessato” e troppo professore. Ma ognuno ha il suo carattere. Comunque penso che il messaggio sia passato nel cuore dei giovani.

22 Marzo: Migliaia di persone hanno passato la notte nel terreno di Cimangola, dove il Papa concelebrerà alla dieci. Tutti vogliono esserci, vogliono vederlo, sentirlo. Noi europei siamo abituati, e quasi non ci fa più niente; ma per i nostri fedeli è un avvenimento straordinario, è un grande onore ascoltare il successore di Pietro. Si calcola un milione di presenze.
Io, P. Renzo ho dovuto ricevere il Papa nel territorio di Kicolo, perché parroco di questa periferia. Il card. Bertone mi ha presentato ed ha detto che sono della diocesi eusebiana di Vercelli. E Lui gentilmente: “Coraggio, bel lavoro”. Certamente il Papa dimentica subito, ne vede così tanti; ma io no!

22 Marzo: Pomeriggio. Migliaia di donne impegnate nell’azione sociale, apostolica, promozione della salute, diritti dell’infanzia, contro la violenza domestica, caritas... incontrano il Papa nella ed intorno alla chiesa di Santo Antonio, bairro Cazenga. Penso che lui non dimenticherà facilmente questa ondata di entusiasmo, di coraggio, di canti, di cui solo le donne sono capaci. Straordinario!
Perché anche il Papa è un essere umano, ha bisogno di sostegno, di essere incoraggiato nella fede. Lui è come noi, non è un dio.

23 Marzo: Aeroporto di Luanda, tanti pellegrini venuti a cantare ancora una volta: “Papa, amigo! Angola està contigo!” C’è il presidente Dos Santos e tutto il governo, tutta la conferenza episcopale; e il Papa ne ha approfittato per dare a tutti questi grandi politici e religiosi un’ultima puntata.

24 Marzo: Riprende la scuola, con le migliaia di alunni, nelle tre sezioni: mattino, pomeriggio e notte. Tutti vogliosi di imparare, crescere, ritagliarsi con l’istruzione un futuro migliore, una vita di esseri umani, che gli è loro negata finora. Ma dovranno guadagnarsela con le unghie.

Ciao a tutti

p. Renzo Adorni, Kicolo, Luanda, 25 marzo 2009

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