P.Angelo Besenzoni: Natale è scoprire la bellezza di Dio sotto il fango della vita

Carissimi,

qui è sempre tempo di Avvento. Per molti è sempre anche Quaresima. Se l'Avvento è il tempo dell'attesa, quanto a saper attendere non ci batte nessuno!

Tutti i giorni perdiamo ore paralizzati nel traffico, sperando che si liberi un varco per poter passare. Alle fontane pubbliche, donne e ragazze si mettono in coda per poter riempire il loro catino. Alle stazioni di benzina c'è da aspettare anche mezza giornata per poter fare il pieno (e poi magari quando arrivi alla fantomatica pompa mettono il cartello "esaurito").

Quando fa troppo caldo o troppo buio aspettiamo che arrivi l'elettricità, ma in certi quartieri si aspetta da anni. Tutti sperano che arrivi la fine del mese, affinché chi guadagna qualcosa porti a casa lo stipendio; ma c'è anche chi lo aspetta da mesi. Un sacco di giovani e di uomini aspettano un lavoro, e alcuni lo aspettano da così tanto tempo che ormai non lo cercano più.

Aspettiamo che la locale amministrazione pensi a riparare un po' le nostre strade, piene di buchi e di polvere quando fa bello e, quando cadono due gocce di pioggia, trasformate in un mare di nutella (con tutte le variazioni cromatiche e olfattive del caso).

Da dieci mesi anch'io sto aspettando la licenza edilizia per poter cominciare la nuova parrocchia. Ogni volta che reclamo mi dicono che non so aspettare. Certo ci sono anche attese più interessanti: tante donne col pancione, tanti bimbi che aspettano con ansia che la mamma metta qualcosa sul fuoco, i ragazzi che aspettano le vacanze dopo gli esami, i nostri giovani che aspettano il battesimo o la comunione, tutti che attendono il Natale.

Davanti al municipio hanno piazzato un grande albero di plastica. Non c'è la neve, ma i rami son carichi di polvere. Non ci sono i panettoni e non riusciremo ad accendere le lucine (aspettiamo la corrente!) ma anche qui sarà Natale. Le mie bimbe, belle come principesse, cammineranno fino in chiesa in mezzo al fango e ai rifiuti con le scarpe bianche, facendo ben attenzione a non sporcarle.

La corale ce la metterà tutta (niente astro del ciel o tu scendi dalle stelle, ma anche qui qualcuno si sentirà toccare il cuore). Faremo nascere Gesù alle 6 di sera, perché a mezzanotte sarebbe troppo rischioso uscire di casa. I giovani han già allestito il presepio e si stanno preparando per il presepe vivente. Niente buoi e asini, forse non troveremo nemmeno una capra. Ma per il bambino c'è l'imbarazzo della scelta.

Malgrado i mille problemi in cui ci dibattiamo ogni giorno il Signore ci ha portato un altro anno di pace. Per chi era abituato a dover scappare di casa, a vivere senza la presenza di un uomo in casa, a vedersi sottrarre i figli per mandarli in prima linea, è già un bel Natale. L'immaginetta di Natale (non avevo la macchina fotografica, ma con un po' di immaginazione la vedete), è quella di una bimbetta di un anno che ho battezzato domenica scorsa a S. Monica.

Faceva parte di un gruppo di una trentina di bimbi, da 0 a 5 anni, chi strillante e chi, già grandicello, rassegnato alla lavata di capo che gli sarebbe arrivata. Lei è arrivata in braccio alla mamma. Era tutta sorridente e raggiante nel suo vestitino bianco e batteva le manine al ritmo del canto della corale. Non ha smesso di batterle mentre la battezzavo e alla fine ci ha regalato un sorriso da fine del mondo. Qualche volta vale la pena aspettare!

Forse è sempre Natale quando riusciamo a scoprire la bellezza di Dio sotto la polvere e il fango della vita di ogni giorno, dietro i volti belli o stanchi delle persone che ci circondano. A Betlemme, a Sarnico o in Angola, l’importante è scoprire che stava lì da tanto tempo, pazientemente, ad aspettare.

Buon Natale!

Kicolo (Angola), 10 dicembre 2009

P. Angelo Besenzoni

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