P.Silvano: Il Natale in Togo, luce e gioia striate di dolore e amarezza

Carissimi,
in questo Natale vi propongo qualche tratto della nostra vita quotidiana. Cronache spicciole, lembi di vita, con qualche lacrima da asciugare. Un Abbraccio e ogni augurio più bello.

galli natale 1Padre, ho fame ! Sono le 14, 30. Vedo Chabane davanti alla porta della missione. È un bambino cui la Caritas ha pagato la retta scolastica. Pensavo volesse qualche quaderno o bic. Gli chiedo come mai non va a scuola. Sto andando, mi dice, ma non ho mangiato, ho fame.

Posso venire a lavorare alla missione per avere qualcosa da mangiare? Come lui ce ne sono tanti che non mangiano a sufficienza, ragazzi e ragazze. Capita che qualche ragazza trova poi qualcuno che si occupa di lei, le paga la retta, le dà da mangaire, la veste e poi rimane incinta.

E così, adesso che sono iniziate le vacanze, Chabane è venuto, insieme a due altri compagni, Bukari e Zakari. Tre ragazzetti musulmani che frequentano la quarta elementare. Per un paio di giorni, un'oretta al mattino, hanno tolto le erbe davanti alla vecchia chiesa. Ho dato loro qualche soldo e qualcosa da mangiare.

Una mano ai genitori

galli natale 2Da qualche anno a Kolowaré ci sono le medie-ginnasio, qui si chiama CEG: Collège d'Enseignement Général. I genitori lo hanno voluto, ho dato loro una mano, e la scuola è attiva. Un proverbio ricorda: acquistare la lampada a petrolio non è difficile, é il petrolio poi che è un problema. La scuola era privata e i genitori si tassavano per pagare gli insegnanti che ricevono 20mila franchi al mese, sui 30 Euro.

Gli effettivi sono aumentati, bisognava passare l'esame di stato, così dallo scorso anno la scuola è diventata pubblica e l'ispettorato ha mandato un direttore e un professore di filosofia, stipendiati dal governo. Gli altri quattro insegnanti sono ancora a carico dei genitori.

Poiché la scuola è pubblica bisogna pagare la retta allo stato : 3800 frs (un euro = 650 frs) per i ragazzi e 2500 per le ragazze. Questo denaro non serve per il salario dei professori, è solo la tassa scolastica. I genitori devono pagare una retta parallela di 6000 frs per lo stipendio dei 4 professori. Per dare una mano a tutti, e non solo a qualcuno, è stato dato un contributo di 500 mila frs, così la retta parallela è di 3000 frs al posto di 6000.

Le sofferenze della gente

galli natale 3Suor Etta ha ragione, preferisce aprire il libro dei «Cantici dei Cantici», piuttosto che quello delle lamentazioni, lo ricorda spesso. Ma guardando il Natale gli studiosi ci ricordano che troviamo in filigrana la nostra vita, con tutti i suoi drammi. "Nelle pagine dei vangeli natalizi scopriamo che la luce, la gioia, la pace della nascita di Cristo sono striate da tanti segni oscuri di dolore, di amarezza, di paura. Questi testi, attraverso una fitta serie di allusioni, ci fanno balenare nel ritratto del Bambino Gesù, il volto del Cristo crocifisso e risorto". Sul Natale si proietta la croce, il dolore, la sofferenza, la morte, i compagni del nostro vivere.

Non è trascorso un mese da quando Amina se ne è andata, folgorata dalla corrente. Ha messo il piede su un filo scoperto, che le si è attorcigliato attorno al corpo. Poi, una settimana fa il giovane Rodolfo, un uomo di fede, impegnato nella comunità, si è tolto la vita nei campi. Suor Etta - l'agente sanitario della zona - con il prefetto, il capo cantone, il capo villaggio, la gendarmeria, è andata sul posto per gli accertamenti. Lo scomparso lascia la moglie con due bambini.

Domenica scorsa suor Etta è chiamata d'urgenza alla fine della messa. Accolta dal capo villaggio in pianto. È deceduta durante il parto la moglie di Issoufou. Il bimbo è nato vivo. La suora fa di tutto per tenerlo in vita, ma morirà poco dopo. La donna morsicata da un serpente, era stata portata da un guaritore tradizionale. Il marito rimane con quattro figli.

Con alcuni catechisti scendo a vedere la famiglia. L'Imam, il capo villaggio, i notabili, gli anziani, sono davanti all'abitazione della defunta. Seduti su una lunga stuoia, si preparano alla preghiera. Saluto il marito e la famiglia, poi partecipiamo anche noi al rito funebre. L'iman commentava: prima una donna morta folgorata, poi l'altro che si è ucciso, adesso è la volta del serpente.

Alla fine dico due parole: quando fardelli pesanti si addensano sul nostro capo, è difficile portarli da soli. Siamo qui per condividere il dolore e la sofferenza di tutti, e portare insieme queste pietre pesanti affinché non ci distruggano.

Dio si fa carne della nostra carne, compagno di viaggio, nella dura realtà di ogni giorno. È vivendo queste realtà umane che si vive il Vangelo e l'Emmanuele è nel cuore di queste realtà.

Nella foto: Chabane, Zakari e Bukari con le loro zappe; il capo villaggio e i notabili venuti a ringraziare del contributo per la scuola, alcuni bambini venuti a salutare

P. Silvano Galli
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