Tavola rotonda sulla vocazione missionaria ad gentes

Durante le scorse vacanze di Natale, a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno, nella casa SMA di Feriole (PD) si è svolta una tre giorni di “discernimento comunitario allargato”. Scopo, come ben sintetizzato dal titolo, era riflettere sulla vocazione missionaria ad gentes per capire come crederci “dal profondo del cuore”, come rinnovarla, proporla, insieme.

Noi, Davide e Silvia con il piccolo Giovanni, vi abbiamo partecipato come laici e come famiglia che da un po’ di anni cammina insieme ai padri SMA e alle suore NSA.

Il momento più importante di questa esperienza è stata la tavola rotonda del 30 dicembre 2009, a cui hanno partecipato, oltre a padri SMA e suore NSA da Feriole, Genova ed Airuno, anche due preti diocesani (don Claudio e don Luigi) e una quindicina di laici di diversa età e provenienza legati in diversi modi alla SMA o alla missione in generale.

C’erano giovani, anziani, singoli, sposati, studenti, lavoratori, pensionati ecc. Ognuno ha condiviso le proprie risposte a quattro domande sulla vocazione missionaria ad gentes ed inoltre sono state lette le risposte di alcuni giovani che non potevano essere presenti fisicamente. Ogni contributo è stato condiviso in un clima di ascolto e comprensione reciproci, pur usando modi di esprimersi diversi a seconda dell’età e della propria provenienza.

In questo modo, secondo noi, la tavola rotonda è stata un bell’esempio concreto di pluralismo, concetto che è emerso da vari interventi. Essa è stata un primo tentativo, secondo noi riuscito, di far dialogare e confrontare persone di età, ambiti, formazione e ruoli diversi. Significativa è stata la presenza di molti laici, singoli o sposati, che hanno potuto esprimere il loro punto di vista accanto alla visione di preti, padri e suore. Dalla tavola rotonda è emersa l’importanza di crescere “con” gli altri, non in contrapposizione, ma in relazione.

Don Luigi, nel suo intervento, ha ricordato che Gesù stesso ci ha chiesto di “essere uno” (“ut unum sint”), affinché il mondo creda vedendo la nostra unità in Dio. Ognuno è chiamato, nella propria vocazione missionaria, a fare la propria parte là dove si trova, stando nelle relazioni che gli sono date di vivere. Come scriveva il fondatore della SMA Marion De Brésillac, “beato colui che cammina e resta dove il Signore lo chiama”.

Il partecipare alla tavola rotonda ci ha permesso, inoltre, di renderci conto di quanto cammino e quanto bene abbia fatto l’animazione missionaria ed in generale la casa SMA-NSA, e di quanto stia continuando a seminare nei cuori delle persone con pazienza e senza clamore. Anche noi, Davide e Silvia, ci sentiamo di aver ricevuto un po’ di questo bene da parte dei padri SMA e suore NSA, prima come singoli e poi come famiglia, assieme al piccolo Giovanni. Il condividere per qualche giorno la vita semplice dei padri e delle suore ci ha confermato quella percezione di un clima di famiglia che si respira presto nella casa SMA-NSA.

Siamo tornati da questa esperienza ricaricati nello spirito, più ricchi di idee e spunti di riflessione, con il desiderio forte di tornare alle fonti per approfondire il carisma SMA-NSA, ma anche con qualche domanda in più sulla nostra vocazione missionaria come laici e come famiglia, sul nostro servizio presente e futuro alla SMA e alla missione.

12-01-2009

Davide, Silvia e Giovanni, Bovolenta (Padova)

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