P. Silvano Galli: La giornata mondiale dei lebbrosi

P. Silvano Galli dal Togo: La giornata mondiale dei lebbrosi, vissuta in un lebbrosario

La celebrazione annuale degli ammalati di lebbra ha avuto luogo anche quest'anno a Kolowaré, l'ultima domenica di gennaio.

La festa è iniziata il venerdì precedente con la distribuzione di generi alimentari e indumenti agli ammalati. Il sabato un gruppo di giovani ha costruito una tettoia di frasche per accogliere ammalati e invitati davanti alla chiesa dove avviene la cerimonia.

La domenica mattina gli avvenimenti iniziano presto. Prima delle 7 sono nella piazza davanti alla chiesa dove stanno scaricando i doni per gli ammalati: sei sacchi di mais, quattro di riso, tre bidoni di olio, quattro scatole di concentrato di pomodoro e quattro di sapone. Si sente la crisi. Meno degli altri anni. Legata ad un albero una vacca, gli altri anni ce n'erano due.
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Alle 8 cominciano ad arrivare gli invitati. Il prefetto e il Sindaco di Sokodé, il rappresentante del ministro della sanità, il capo villaggio, l'Imam, il rappresentante dell'Associazione Togolese degli Ammalti di Lebbra (ATAL), della Dahw (un organismo che si occupa degli ammalati), il delegato della regione sanitaria centrale, e altri.

Si inizia con la preghiera musulmana, poi l'infermiere Joseph da il benvenuto, a nome di tutto il personale sanitario. Mette in evidenza un motto di Raoul Follereau: la battaglia della lebbra si riassume in tre parole: un po' di denaro, molto coraggio, e un amore infinito. E' dall'unione di questi tre elmenti che è nato Kolowaré con il suo Centro Sanitario, oggi un punto di riferimento per tutti questi ammalati.

Il tema della 57esima giornata è "La lebbra esiste e esclude ancora". La ragione per cui gli ammalati sono stati raggruppati a Kolowaré era proprio per lottare contro la discriminazione. Gli ammalati si nascondevano in foresta perché avevano vergogna della loro malattia. A Kolowaré vivevano insieme, erano curati, e soprattutto avevano la possibilità di ridiventare esseri umani e vivere una vita normale, sposarsi, avere figli.

festa lebbrosi 010A Kolowaré ci sono ancora 76 lebbrosi, cosidetti « blanchis », perché ormai immuni dal bacillo di Hansen, non più contagiosi, ma con grandi mutilizioni, conseguenze della malattia. Tre volte la settimana vengono al dispensario per le cure. Alcune donne preparano loro il pasto e portano loro dell'acqua. Una volta al mese le suore forniscono loro viveri, abiti, sapone, e altro materiale di cui hanno bisogno.

Quest'anno sono stati diagnosticati 4 nuovi casi di lebbra. Lo scorso anno in Togo sono stati trovati ancora 127 nuovi casi. Oggi la vera sfida è una nuova lebbra più pericolosa e devastante dell'antica. Il nuovo flagello si chiama AIDS. Il Centro sanitario di Kolowaré è stato accreditato dal programma nazionale per la lotta contro l'AIDS per farsi carico di questi pazienti che vivono con il VIH offrendo loro gli antiretrovirali.

festa lebbrosi 010 2Il rappresentante dell'ATAL ho poi consegnato i doni al Prefetto che li ha trasmessi a suor Etta, la responsabile del polo sanitario. La delegazione e invitati, cristiani e musulmani, hanno poi partecipato alla Messa presieduta da padre Jean Baptiste Musa, il regionale della SMA del Togo. All'omelia ha sottolineato che i primi ad occuparsi degli ammalati devono essere gli abitanti di Kolowaré, e non attendere sempre e tutto dagli altri.

Nel frattempo gli scouts avevano macellato la vacca e preparato dei mucchietti di carne per ogni ammalato. Non solo per gli ammalati di lebbra, ma ogni ammalato, anche i degenti all'ospedale hanno avuto la loro porzione. Una porzione è stata offerta anche alle suore e alla missione. La delegazione ha poi visitato il Dispensario, in modo particolare il recente centro nutrizionale e il laboratorio delle analisi con le nuove attrezzature.

Alle 12 pranzo nel centro parrocchiale per autorità e invitati. Menu: riso bollito, con salsa e carne, bibite come bevande. Sulla tavola circolava anche una bottiglia di vino e di spumante, offerti dall'ATAL.

2 febbraio 2010

Foto: 1 2: alcuni ammalati; 3: le autorità consegnano a suor Etta i doni per gli ammalati.

Silvano Galli
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