P.Walter Maccalli: Nambuangongo, una chiesa che ha molto sofferto

maccalli w nambuangongoNell'ultima lettera vi avevo annunciato la nuova missione affidatami dal Vescovo. Così da gennaio scorso, il cuore della parrocchia di "Maria Assunta" in Gombe, Nambuangongo, ha ripreso a battere. Era la preoccupazione del nuovo vescovo, quello di riaprire le due parrocchie della diocesi abbandonate a causa della lunga guerra.

Così, due anni fa avevo accolto provvisoriamente la proposta del vescovo per la parrocchia di San Giuseppe in Ambriz. Ora che Padre Raul, diocesano messicano ha accettato di rimanerci, ho ripreso il cammino per il Municipio di Nambuangongo.

In questo territorio, 5.653 km quadrati, esiste una sola parrocchia, la più vasta della diocesi, sperduta tra le montagne, che ha sofferto molto a causa della guerra. Quando si parla di Nambuangongo, tutti ricordano le numerose vittime tra civili e militari. Anche i cristiani della chiesa cattolica furono perseguitati, e costretti dallo stato a cambiare religione (protestante metodista), per eliminare la religione importata dai portoghesi (la religione Cattolica).

Tutto ciò che era stato realizzato dai coloni portoghesi, città con palazzi, strade asfaltate, canalizzazione dell'acqua e luce elettrica… , tutto doveva essere distrutto, per eliminar il ricordo dell'uomo bianco colonizzatore. Così pure la religione cattolica; coloro che rifiutavano venivano giustiziati.

Addirittura i figli di un matrimonio misto, meticci, furono uccisi. Coloro che sono riusciti a fuggire e abitare per 14 anni in foresta si sono salvati. Come Estevão, meticcio, ora catechista, che aveva assistito all'uccisione di suo padre, portoghese, e poi fuggito e costretto a abitare in foresta.

La chiesa parrocchiale costruita nell'anno 1958, è stata bombardata e bruciata. Attualmente esistono solo le pareti esterne, per fortuna solide, e pensiamo di recuperarla. Il campanile ha resistito. Ogni domenica è quella campana che chiama i pochi cristiani cattolici rimasti per il culto.

In questo territorio esistono 6 Comuni, con un totale di 65 villaggi. La chiesa cattolica esiste solo in 20 villaggi. Negli altri villaggi è presente solo la chiesa protestante Metodista e alcune sette. Molti dei nostri cristiani furono battezzati nella chiesa metodista e ora fanno ritorno alla loro chiesa di origine, e continuando un corso di catechismo che dura tre anni, e poi completare il rito battesimale e ricevere la prima comunione.

I nostri villaggi sono sparsi tra le montagne, il più vicino a 10 chilometri, il più lontano a 100 chilometri. A causa della stagione delle piogge (che dura 6 mesi), siamo costretti ad andare a piedi. Le strade sono impraticabili.

La gente vive dei prodotti agricoli che coltiva: banane, manioca, patate dolci e frutta in quantità. Purtroppo i villaggi più lontani sono penalizzati: per mancanza di trasporto e di strade i loro prodotti marciscono prima di poter essere venduti ai commercianti in cerca di alimenti per la città di Luanda.

Poco a poco ci stiamo organizzando in parrocchia. Sono nati 5 gruppi parrocchiali: Movimento Mariano in onore alla nostra patrona, Gruppo delle coppie cristiane, Gruppo degli "Amigados" (coppie che non possono contrarre matrimonio cristiano, a causa di poligamia e altri impedimenti), gruppo liturgico, e la Caritas parrocchiale.

Attualmente abbiamo un totale di 855 catecumeni, bambini e adulti, tra parrocchia come nei villaggi. Sono rimasto meravigliato della fedeltà all'impegno quaresimale quotidiano dei fedeli: dalle 5,00 alle 6,15, adorazione Eucaristica e rosario; alle 6,30, Santa Messa con lodi. Tutti i venerdì di quaresima, digiuno del pranzo, e alle 15 Via Crucis e colletta dell'astinenza per i più poveri del villaggio. Tutti i giorni dopo il lavoro vespero con i catechisti.

Il “dizimo”, auto-tassazione annuale dei cristiani e catecumeni, è pagata con i prodotti della terra, per mancanza di soldi, così Padre Walter vende il prodotto ai commercianti, quando va in città. La parrocchia è a 175 chilometri dalla capitale.

Per il momento sono solo in questa missione, spero di un sostegno in futuro dei miei confratelli S.M.A. Africani, o di sacerdoti disponibili per la missione ad gentes.

Ciao a tutti, e vi auguro la stessa gioia e serenità che sto vivendo in questo momento della mia vita missionaria. Conto sulla vostra preghiera.

Buona Pasqua.

P.Walter Maccalli S.M.A.

Nambuangongo (Angola), 7 marzo 2010

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