P. Gigi Maccalli. "Come un cireneo..."

Cari amici,

durante i venerdì di quaresima condivido la Via Crucis con le nostre comunità di villaggio. È la stazione del Cireneo che più mi parla di questi tempi. Probabilmente non era nelle sue intenzioni caricarsi di quello scomodo supplizio, ma camminando accanto a Gesù non può non essere stato conquistato dal suo amore innocente, fosse solo il suo sguardo penetrante che gli ha trasmesso un grazie silenzioso. La croce conquista anche chi gli sta accanto. Ci si immedesima con chi soffre e si vorrebbe alleviare la pena di quel povero Cristo, caricandosi un po’ del suo peso.

La penitenza del Cireneo

In questa quaresima 2010, non mi sono imposto particolari rinunce o penitenze, accolgo tutto quello che mi capita con spirito di accettazione. Il caldo è in crescita e la temperatura giornaliera raggiunge punte che superano i 40 gradi all’ombra. Solo di notte si abbassa sotto i trenta e ci sembra di stare al fresco. Come il cireneo condivido quello che per la gente è vita quotidiana, silenziosa complicità.

Anche una visita importuna di qualcuno durante la siesta (tempo sacro anche perché è temerario per noi “bianchi” lavorare sotto il solleone del Niger), diventa cirenaica accettazione. Domenica 7 marzo scorso, lo zio di Emmanuele (bambino di 8 anni) è venuto a chiamarmi di notte per accompagnarlo all’ospedale. Il bambino soffriva di una forte crisi d’asma. A mezzanotte eravamo a Makalondi (22 Km da Bomoanga); l’infermiere di turno gli ha fatto una puntura e l’ambulanza l’ha trasportato fino a Niamey.

Verso l’una e trenta ero di ritorno con padre Vito che mi ha accompagnato, una notte un po’ più corta, un aiuto doveroso. Il bambino è rimasto all’ospedale 4 giorni e poi è tornato al villaggio. Con l’aiuto di 50.000 franchi cfa che avevo dato allo zio, ha potuto fare tutti gli esami e comperare le medicine.

La sete del Cireneo

L’Africa si sa è terra di calore e per gente tostata al sole. Proprio per questo è indispensabile bere molto. Ma l’acqua non è sempre un bene disponibile e in misura sufficiente al fabbisogno di tutti. Per questo ci siamo impegnati come missione per una campagna : acqua potabile per tutti. Concretamente si tratta di realizzare pozzi e pompe, almeno un punto d’acqua potabile per ogni villaggio. Una dozzina di pozzi sono in fase di realizzazione. Due équipes lavorano per “vestire” i pozzi, scavati a mano dalla popolazione, con anelli di cemento. In alcuni villaggi siamo dovuti intervenire con il martello elettrico offertoci da amici italiani di Rivolta d’Adda (CR), per oltrepassare lo strato di roccia.

Abbiamo contattato anche un’impresa di perforazione per la realizzazione di tre “forages” su cui saranno poste 3 pompe a motricità umana (= pedale). I lavori dovrebbero partire a fine marzo. Di certo prima del periodo più critico della stagione secca (aprile-maggio) una quindicina di villaggi beneficeranno del bene più prezioso, per chi vive nel Sahel. Solo chi fa esperienza quotidiana della fatica per procurarsene, può capirne l’importanza e il valore dell’acqua! Questa lettera trasmette a tutti voi amici, il nostro grazie per esservi fatti con noi cirenei e per condividere con la nostra gente la sete d’acqua viva.

Gli imprevisti del Cireneo

Il Cireneo è stato preso all’imprevisto, mentre tornava dai campi e non si aspettava una mole di lavoro supplementare dopo una giornata di fatica. Sono stato preso senza preavviso: durante il viaggio verso il Benin, il mese scorso, per partecipare alla riunione regionale SMA. Avevo fatto alt a Natitengou presso una famiglia che avevo conosciuto in Costa d’Avorio e accompagnato nella preparazione al matrimonio.

La moglie di Michel mi ha presentato il piccolo Kwamé Prosper di 10 anni che avevo visto neonato a Bondoukou. Frequenta la scuola, è vispo e sveglio come lo sono i bambini della sua età, ma il suo problema che perdura dalla nascita, è che non può controllare gli sfinteri della vescica e questo gli causa spiacevoli contrattempi in classe e nella vita di società.

È stato più volte operato in Ghana e in Benin, ma senza apparente miglioramento. Dovrà sottoporsi a una ennesima operazione nel mese di aprile… e la speranza è sempre che l’intervento riesca e lo liberi da questo fastidioso handicap. Mi sono accordato con lo zio Emmanuel, che attualmente lavora da me a Bomoanga come muratore, che terminato il cantiere, lo accompagnerà presso un primario di Kumasi in Ghana. È mia intenzione farmi carico della croce di Prosper e della sua famiglia. La provvidenza sosterrà il Cireneo di turno.

Amici cirenei

Un grazie a tutti voi, per la preghiera che abbiamo sentito in modo particolare nei giorni incerti del colpo di stato, avvenuto ad inizio quaresima (18 febbraio). Speriamo che la via crucis di questo paese porti presto alla risurrezione. Ringrazio tutti voi che sul cammino della missione e del Golgota vi fate Cirenei e Veronica per alleviare con un gesto leggero e delicato, suggerito dal cuore, il nostro camminare dietro la croce.

Buona Pasqua di Risurrezione.

p. Gigi Maccalli
Bomoanga (Niger), 18 Marzo 2010

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