P. Vito Girotto: "Imparando la virtù della pazienza"

nigerCarissimi

La Pasqua è un’occasione importante per ricordarmi di tutti voi. L’inizio della quaresima ci ha regalato un colpo di stato militare in Niger. Io mi trovavo in capitale a Niamey, quando i militari hanno cominciato a sparare con armi leggere e pesanti per rovesciare il vecchio regime che stava in piedi solo perché a dicembre c’era stato un altro colpo di stato, silenzioso e senza spari ma reale.

Tutto questo movimento con la violenza delle armi ci ha offerto nuove preoccupazioni e molti di voi si sono fatti sentire e sia per telefono come per mail ci hanno assicurato la loro vicinanza spirituale. Ringrazio della preghiera e della solidarietà spirituale che mi avete manifestato. Posso assicurarvi che tutto è calmo in questo momento nella regione gurmancé e in tutto il Niger dove la gente ha accolto con sollievo il colpo di stato dei militari ,che hanno promesso di preparare elezioni libere attraverso cui lasceranno il potere ai civili.

Questi avvenimenti del paese in cui mi trovo mi invitano a riflettere sulla precarietà dei nostri progetti umani che se non sono ancorati a Cristo e illuminati dalla sua parola cadono presto. Auguro a me e a voi di essere radicati in Cristo risorto che rende solida e stabile la nostra vita, nonostante difficoltà e problemi.

Il mio lavoro principale rimane lo studio della lingua gurmancé che dopo quattro mesi comincia ad entrare ma con un po’ di fatica. Ora quando leggo i testi della Messa in lingua gurmancé la gente sembra capire ed io mi esercito alla domenica celebrando l’eucaristia nella piccola comunità di Bomoanga, mentre i padri Gigi e Carlos sono nei villaggi.

Vedo che chi mi ascolta ha molta pazienza e non ride, quando invece di dire “U duanu guama te- buon giorno”, dico “ Ku juadi te - buona sera”, ma mi corregge e mi invita a dire l’espressione giusta. Anch’io devo avere pazienza, per poter continuare lo studio senza scoraggiamenti. A volte i bambini mi fanno delle domande in gurmancé che non sempre capisco, allora dico loro che sono come un loro fratellino di quattro mesi, che non può conoscere tutti i segreti di una nuova lingua.

Seguo con piacere la vita della missione di Bomoanga che assieme alle altre missioni della regione gurmancé organizza sessioni di formazione per giovani animatori di comunità. La settimana scorsa erano 42 giovani provenienti dalle tre missioni della zona. Durante sei giorni si sono ritrovati a Bomoanga per una formazione biblico-pastorale data dai padri e suore delle missioni stesse.

Sono loro i nuovi animatori nelle piccole comunità cristiane dei villaggi. Sono persone generose e coraggiose, tenuto conto che la fede cristiana è poca cosa dal punto di vista numerico e quindi sembra avere anche poca importanza di fronte alla società e cultura dominanti.

Ora siamo entrati nella grande stagione secca e calda, il termometro ha cominciato a segnare di giorno: 42- 43 gradi e quindi avere acqua potabile da bere e per cucinare diventa un assillo per molte donne. La missione di Bomoanga è impegnata nello scavo di pozzi tradizionali e con trivellatrice per poter rispondere alle esigenze della gente.

Per realizzare queste opere oltre ai finanziamenti ci vogliono strumenti meccanici semplici o complessi che spesso vanno in panne, sottoposti come sono a grandi temperature ed allora i tempi si allungano. Mentre la gente di qui aspetta con pazienza l’acqua i nostri amici che dall’Europa ci hanno offerto il loro aiuto finanziario reclamano foto e rendiconto delle opere non ancora terminate. Pazienza, anche questa è la vita missionaria.

Termino con un saluto caro e un augurio rinnovato di Buona Pasqua nella preghiera

P. Vito Girotto

22-03-2010

Mission Catholique Bomoanga
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