P. Dario Dozio: Dio farà il resto!" mi dicono sempre i miei cristiani

dozio 21-4-10Formidabili sono i parrocchiani di San Pedro: gente semplice, alla buona, con tanta fede, delle brave persone. Però a volte il parroco della “cattedrale” non li capisce proprio!

La situazione attuale: siamo in piena crisi economica, la guerra civile ha distrutto il Paese e, nonostante le promesse dei politici, non si vedono miglioramenti. Le elezioni presidenziali sono state ancora rinviate. Molta gente ha perso il posto di lavoro; tante famiglie faticano a mangiare anche una sola volta al giorno; la scuola è un caos; la corrente elettrica, come l’acqua potabile, arriva a singhiozzi... ma i miei parrocchiani sono sempre ottimisti e ogni giorno mi chiedono quando iniziamo a costruire la chiesa, anzi, la cattedrale.

Perché la parrocchia, dove mi trovo da ottobre, è centro diocesi e il vescovo mi ha nominato parroco della cattedrale… che non c’è.

A me va benissimo così. La domenica mattina celebro Messa in una grande sala: solo cemento e lo stretto necessario per la celebrazione. Qui la chiamano “cattedrale”, ma ai cristiani non piace.

Essi vogliono una vera chiesa, bella e spaziosa, con tanto di campanile e che possa accogliere migliaia di persone. “Dio farà il resto”, dicono. Io rispondo che mi trovo già nella più bella chiesa del mondo: con davanti un impressionante paesaggio di casupole che si perdono all’orizzonte, la foresta tropicale ai bordi e sopra la testa il più bel cielo africano, quasi una volta infinita.

Dove la trovo una cattedrale così, sempre aperta a tutte le speranze e dolori dei 300.000 abitanti di San Pedro? Poi, da buon occidentale, preoccupato di restare coi piedi per terra, ributto il discorso sul Centro Sanitario. In parrocchia infatti abbiamo un dispensario, con tanto di infermeria e maternità, costruito 10 anni fa dai Padri della Consolata. Però, una volta partiti i missionari, il Centro è stato chiuso per mancanza di mezzi e di personale competente.

Ora vi crescono le erbacce ed è diventato un covo di serpenti. Un vero peccato! È proprio il caso di dirlo, perché in questo quartiere di periferia non ci sono strutture ospedaliere e si muore facilmente per una dissenteria o un po’ di febbre. Specie i bambini piccoli o le donne in stato di gravidanza. Riabilitare il Centro Sanitario è un mio grande desiderio: sono sicuro che renderà un enorme servizio a tutti nel quartiere.

Così il 14 febbraio scorso, durante una bella cerimonia per la posa della prima pietra della tanto sospirata cattedrale, alla presenza del vescovo, del prefetto e di molte altre autorità della città, ho lanciato un appello: riapriamo il nostro dispensario. La cosa ha funzionato. Subito si sono presentati diversi candidati. Un dottore, responsabile sanitario della zona, ha scelto l’infermiere adatto (un pensionato ancora efficiente) e due giovani volontari.

L’indomani, alcuni parrocchiani, armati di machete, scope e strofinacci, in poco tempo hanno rimesso a nuovo l’edificio. Un farmacista della città si è reso disponibile per fornirci medicinali e materiale sanitario a prezzo ridotto. Se piace a Dio, per Pasqua il nostro dispensario inizierà a funzionare. La maternità aprirà a Pentecoste (se tutto va bene e se mi arrivano un po’ di aiuti). Quanto alla cattedrale invece ci vorrà un po’ più di tempo...

Ma i parrocchiani non demordono. Sono già pronti con pale e picconi a tracciare le fondamenta e aspettano solo il via per iniziare i lavori. Io sono ancora un po’ perplesso, ma non posso tirarmi indietro. Un architetto di San Pedro ha preparato un bel progetto e presto inizieremo a scavare. Poi “Dio farà il resto”. Ve lo saprò dire la prossima volta.

P. Dario Dozio
San Pedro, Costa d'Avorio

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