P. Lorenzo Snider: “Oggi non c’è più una chiesa da fondare, ma da servire”.

snider 3Ringrazio il Signore, la SMA e la diocesi di San Pedro, per la vita missionaria, appassionante, difficile, piena di gioie e di dolori, vera. Una vita che non cambierei con nessun altra perché credo nella presenza del Signore che vive in mezzo ai suoi discepoli inviati nel mondo. E con P. Martino viviamo l’esperienza della fraternità nell’annuncio. Aprendo una nuova parrocchia ci appoggiamo sul lavoro che altri hanno fatto e la raccolta è abbondante.

Non parlo solo dei più di 500 battesimi di quest’anno e delle migliaia di catecumeni, ma del desiderio del Dio che libera, della voglia di collaborare, del costruire un futuro insieme, che incontriamo in molta gente, nei responsabili delle comunità, in tanti catechisti, nei giovani. Facciamo l’esperienza di coloro che raccolgono senza aver seminato e diciamo grazie a quanti hanno seminato, i PP. Cantino, Santino, Angelo, Toni, Dario, Vito, François e soprattutto l’infaticabile P. Walter, che con la sua dedizione e il suo coraggio ha marcato il cuore di tutti. Grazie. A tutti i benefattori che sostengono i progetti di sviluppo e che ci permettono di fare il bene anche materiale. Grazie.

La Parola

“Poiché tutti i mortali sono come l’erba e ogni loro splendore è come fiore d’erba. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno” (1Pt 1, 23-25a).
Tra i progetti, le scuole, i dispensari, gli aiuti, le strutture, non dimentichiamo che l’essenziale è la Parola. Tutto il resto si perde, inaridisce nella sua caducità; la Parola del Signore rimane in eterno. Il Papa Benedetto ci aiuta con le sue riflessioni e le sue prese di posizioni a ricordarci che ciò che ci spinge non è il desiderio di progresso o di benessere, né il sogno della scienza e della tecnica, ma è il Cristo, la Parola, il nostro primo servizio è la Parola. Non proponiamo una civiltà, la nostra, ma annunciamo la Parola di Dio, cercando di esserne testimoni credibili. Non abbiamo tante cose da insegnare, ma una parola da proclamare con umiltà e nella verità.

I giovani

In Costa d’Avorio i giovani (meno di 25 anni) sono il 60% della popolazione. Sulla nostra parrocchia, che con i suoi 40 villaggi conta circa 100.000 persone di cui almeno 10.000 cattolici, i giovani sono numerosi. Giovani sfruttati nel lavoro dei campi e sottopagati, giovani stranieri senza documenti e ricattati dai gendarmi sulla strada, giovani che cercano un senso alla loro vita e alla loro sofferenza e che sognano l’Italia e l’Europa. Giovani coraggiosi capaci di fare 50 km in bici per partecipare ad un incontro di preghiera o una formazione biblica, capaci di accogliere proposte impegnative e di entusiasmarsi, capaci di essere critici con il mondo, giovani che sanno chiedere scusa e ricominciare a camminare, giovani africani. Penso a Pierre-Minos, Prosper, Barthelemy, Joseph, Mathias, Vincent, Gustave, penso a Patrice capace di imparare a leggere e scrivere a vent’anni per fare le letture nella sua lingua in chiesa e fare da catechista al suo gruppo etnico.

Il servizio

Quest’anno la Chiesa ivoriana ha festeggiato il 75° anniversario dell’ordinazione del primo prete ivoriano, René KOUASSI, e, approfittando dell’anno sacerdotale ha riunito tutti i candidati al sacerdozio per una sola grande messa di ordinazione a Abidjan, nel mese di settembre. Più di sessanta preti ordinati e almeno cinquecento preti ivoriani presenti. Tutti hanno ringraziato la SMA, i padri fondatori di questa Chiesa, i padri che hanno lasciato la loro terra e la loro famiglia per fondare la Chiesa locale ivoriana. Ad ogni incontro con vescovi e responsabili non sono mai mancate parole di riconoscenza per i padri SMA. “Siete i nostri padri nella fede” ci dicono. Oggi, almeno in Costa d’Avorio, forse non c’è più una chiesa da fondare, ma rimane una chiesa da servire. Umilmente, con rispetto, permettendole di fare i suoi passi e di camminare sulle sue strade, servirla con l’esempio e la parola, senza critiche inutili e con amore, secondo l’esempio di quanti ci hanno preceduto e che hanno dato la vita.

San Pedro, giugno 2010

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