Un Natale coi piedi per terra

piediAll’inizio c’è il rumore dei passi del Signore che passeggia nel primo giardino coltivato e i suoi piedi che camminano sulla terra ancora fresca di creazione. Appena dopo arrivano i passi di Abramo, il quale parte così come gli era stato ordinato di fare.

I piedi di Mosè si sono svestiti dei sandali perché la terra era sacra allora come oggi e si sono confusi coi passi del popolo che scappa dalla schiavitù e trova il deserto perché mai la libertà ti viene regalata se c’è di mezzo una terra promessa. Ci sono i piedi che tornano al monte per risentire il soffio del vento invece di farsi imbrogliare dal tuono dei terremoti o dall’acre odore dei bombardamenti.

I piedi che partono in esilio e gli altri che invece sono deportati nei campi di detenzione. Al ritorno si scoprono stranieri e per questo col tempo li hanno chiamati ‘nazareni’ e questo nome gli è rimasto fino ad oggi. I piedi sono quelli che camminano la Galilea fino a Cafarnao dove si mescolano con altri passi venuti da lontano che attraversano la Samaria per arrivare a Gerusalemme. Sono i piedi che venivano lavati come facevano gli schiavi non ebrei all’epoca di Cristo.

I piedi di lui, in cambio, vennero baciati, accarezzati, profumati e asciugati coi capelli di una donna che si era messa dietro per seguirne meglio i passi. Sono i piedi che camminano sulle acque della malvagità e ipocrisia senza affogare nell’odio e la vendetta. E pochi di loro sanno che i piedi sono fatti di terra e per questo sono stati crocifissi come fin dalla nascita come era stato promesso a coloro che vivono nella verità. Poco più tardi sono corsi alla tomba che nel frattempo era stata trovata vuota malgrado chi avrebbe voluto trattenere i piedi del risorto che invece doveva andare altrove.

Quei piedi che erano andati di fretta dove si trovava la mangiatoia dove nascono i bambini dei poveri quando non c’è posto dalle altre parti. Piedi di pastori che neanche potevano testimoniare nel caso dei tribunali e creduti ladri o quantomeno persone poco raccomandabili come i mercanti. Gli altri piedi sono invece quelli belli perché portano buone notizie. Oppure sono le belle notizie che li rendono buoni. Piedi che annunciano la pace a chi ha fatto dell’arte di uccidere più in fretta il segno del potere.

I piedi dei messaggeri di belle notizie che annunciano la pace in terra quando la fame di pane sarà saziata e crescerà invece quell’altra. Sono belli invece i piedi della pace che si bacia con la giustizia quando odora di terra rivoltata. La pace si fa coi piedi perché dove stanno i piedi là sta anche il cuore. Per questo si racconta che da allora la pace si trova per terra.

P. Mauro Armanino

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