RD Congo: omicidio di un giornalista

RD Congo: omicidio di un giornalista

dicembre 2008
RD Congo: omicidio di un giornalista

Nella provincia relativamente tranquilla del Sud Kivu è stato ucciso un altro giornalista, il sesto negli ultimi tre anni. La sera del 21 novembre Didace Namujimbo, che lavorava per Radio Okapi, emittente sostenuta dall'Onu, è stato ammazzato con un colpo alla testa mentre stava rincasando.

Il giornalista spagnolo Hernán Zin aveva incontrato Namujimbo nel suo ufficio durante un viaggio a Bukavu, nelle ricerche sul ricorso allo stupro come strumento di guerra. Sul suo blog propone questo ritratto del giornalista ucciso:

“Uomo alto, di bell'aspetto, che si esprimeva in un francese impeccabile. La prima faccia simpatica incontrata in Congo. Oltre al grande sconforto, mi torna alla mente la discussione sulla morte del suo collega, Serge Maheshe, scomparso il 13 giugno 2007. Parlammo anche dei presunti responsabili.”

Un collega di Didace, alla Radio Okapi, Cédric Kalonji, ha parlato dell'impunità di cui godono simili atti nella RDC: “Devo purtroppo constatare che in Congo la giustizia, quel pilastro su cui si fonda l'autorità Statale e che sta alla base di ogni democrazia, non funziona affatto. Quando riusciremo ad avere in questo Paese un sistema giudiziario efficiente e indipendente, e chi si adopererà per questo scopo?”

Ora Cédric Kalonji si interroga nuovamente sullo stato di salute della democrazia nel Paese:

“Mi sono chiesto: come potrà mai resistere la democrazia in un Paese così visibilmente ostile ai giornalisti professionisti indipendenti? Dovremo forse lasciare il Congo ai più forti, agli uomini armati? Come Didace, ci sono centinaia di persone uccise, o stuprate. Ma Didace è… era un giornalista. Per questo la sua morte può simbolizzare quella di tanti altri. »

Nell'ultima settimana, Human Rights Watch ha rilasciato un rapporto intitolato “We will crush you“ (Vi schiacceremo), sulla riduzione dello spazio politico nella RDC. Nel rapporto “viene diffuso un giudizio molto duro sui due anni successivi alle ultime elezioni”.

“Agenti governativi hanno anche minacciato, arrestato, torturato e molestato in altri modi giornalisti ed esponenti della società civile riconducibili all'opposizione o che denunciavano gli abusi nei loro confronti.”

Il rapporto si conclude così:
“Di per sè, non sono le elezioni che fanno la democrazia. Gli attori congolesi e internazionali devono istituire un potere giudiziario indipendente e un parlamento forte, dove possa trovare spazio un'opposizione efficace che aiuti a migliorare la condizione dei diritti umani, a esigere la responsabilità del governo di fronte alle proprie azioni, e a controbilanciare la riduzione degli spazi politici in corso. In mancanza di simili contrappesi la giovane democrazia congolese potrebbe fallire.”

Foto: Didace Namujimbo nel suo ufficio di Radio Okapi,a Bakuvu, scattata da Elia Varela Serra


Da Global Voices

10-12-2008

Approfondimento:

Il Congo minacciato dalla polveriera del Kivu, un'articolo di Tshiyembé, Direttore dell'Istituto panafricano di geopolitica di Nancy, su Le Monde Diplomatique kinshasa minacciata-monde diplom.pdf




SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova