Nigeria: Henry Okah, il ribelle del delta

Nigeria: Henry Okah, il ribelle del delta

dicembre 2008
Si batte perché anche gli abitanti del delta del Niger possano arricchirsi con il petrolio.
nigeria henry okahSecondo alcuni è colpa sua se il prezzo della benzina è così alto.


C’è un legame tra l'organo riproduttivo maschile e il problema del delta del Niger. Come il cervello, che è così importante da essere protetto dalla scatola cranica, lo scroto è nascosto tra le gambe perché è molto delicato. Ma la mosca tse-tse non ha nessun rispetto: si insinua malignamente su quest'organo e ne succhia il sangue, come fa una pompa per l'estrazione del petrolio. E quando vogliamo allontanare questo insetto succhia-sangue, dobbiamo fare molta attenzione a non farci male.

Questa metafora, secondo l'analisi di economisti, sindacalisti, accademici ed esponenti della società civile, illustra la situazione nel delta del Niger, dove il governo federale nigeriano combatte contro Henry Imomotimi Okah, leader del Movimento per l'emancipazione del delta del Niger (Mend), e i suoi guerriglieri. La ricchezza di petrolio rende la regione molto importante dal punto di vista strategico. Così importante per l'economia della Nigeria che - come ha detto il sindacalista Oladele Hunsu - scegliere l'approccio sbagliato nei confronti del Mend "sarebbe come cercare di uccidere con un'accetta una mosca tse-tse che ci si è posata tra le gambe".

Pugno di ferro

Il governo federale guidato da Umaru Yar'Adua sta facendo proprio questo errore. Quando il 19 giugno 2008 il Mend ha attaccato la piattaforma petrolifera di Bonga, controllata dalla Shell, il presidente ha parlato di un atto "criminale e terrorista", invitando l'esercito e le agenzie di sicurezza a "usare ogni mezzo per catturare i responsabili del sabotaggio della nazione" : Secondo il consigliere del presidente, Olusegun Adeniyi, Yar'Adua è "intenzionato a fermare tutti i criminali che vorrebbero privare la regione degli ingredienti indispensabili allo sviluppo, limitando così le possibilità di migliorare le condizioni di vita della popolazione".
nigeia ijaw militants irin
La storia, però, dimostra che è controproducente affrontare la crisi del delta del Niger con la repressione militare. Nel corso del novecento, molti movimenti di ribelli si sono avvicendati nella regione: prima i volontari del delta del Niger di Isaac Adaka Boro, poi il Movimento per la sopravvivenza del popolo ogoni guidato dall'intellettuale Ken Saro-Wiwa, quindi la costituzione della milizia di Asari-Dokubo e, infine, il Mend di Henry Okah. Invece di scendere a patti con il movimento, Yar'Adua ha sbattuto Okah in prigione e ha minacciato di sottoporlo a un processo segreto. Ma, anche senza il suo leader, l'organizzazione continua ad attaccare le società petrolifere straniere, sabotando gli impianti e sequestrando i loro dipendenti.

Un personaggio fantomatico


È difficile credere a tutte le storie che circolano sul conto di Henry Okah. Il settimanale statunitense Time ne riporta alcune: Okah avrebbe contrabbandato 250mila armi in Nigeria, sarebbe stato per cinque mesi in isolamento in una prigione in Angola, i servizi segreti l'avrebbero ucciso mentre tornava in Nigeria, e infine, dopo essere risuscitato, il leader del Mend avrebbe ucciso due serpenti velenosi che erano stati liberati nella sua cella. L'unica cosa certa sull'attivista politico ribelle, scrive ancora Time, è che "in parte è colpa sua se in tutto il mondo fare il pieno di benzina costa sempre di più".

Il presidente Yar'Adua potrà anche definirlo criminale e terrorista, ma per milioni di persone che vivono nel delta del Niger e per i membri del Mend è un combattente per la libertà. Per la comunità internazionale, invece, è un fattore determinante nell'aumento del prezzo del petrolio. Ma da dove arriva tutto il suo potere? Probabilmente dalla sua posizione di primo piano nel Mend, dalla struttura logistica dell'organizzazione e dalle sue risorse economico-militari.

Okah, 42 anni è nato ad Amassoma, nello stato nigeriano di Bayelsa, dove vivono molte persone di etnia ijaw. Fino a 19 anni non è mai tornato nella regione dov'era nato perché suo padre, un ufficiale di marina, viveva e lavorava a Lagos, che all'epoca era la capitale del paese. Per questo Okah ha avuto il privilegio di ricevere una buona istruzione nelle scuole private della città.

I dettagli della sua vita sono stati rivelati dal fratello maggiore, Charles, nel corso di un intervista rilasciata nel febbraio del 2008 alla Bbc. Secondo Charles, Henry ha scoperto la sua passione rivoluzionaria quando è andato per la prima volta nella città dov'è nato per il funerale della madre.

Ottiene la licenza di vendere armi

"Non immaginavamo che si potesse vivere in condizioni del genere", ha raccontato Charles. "Henry è rimasto profondamente turbato quando ha visto che la gente faceva i suoi bisogni nell'acqua che beveva". Okah ha cominciato a maneggiare le armi da fuoco negli anni novanta, quando ha ottenuto dalla polizia una licenza per venderle agli abitanti di Lagos. Charles sottolinea che il fratello aveva lavorato a lungo per la marina mercantile. Molto probabilmente, "come succede spesso in Nigeria, Henry aveva intravisto un'opportunità di fare affari e ha trovato il modo per far fruttare le sue conoscenze".

Nel 1995 l'omicidio di Ken SaroWiwa da parte del regime militare del generale Sani Abacha ha rinfocolato l'ardore rivoluzionario di Henry Okah. Il suo sogno di combattere per la popolazione del delta del Niger si è concretizzato nel Mend. Sotto la sua guida questo gruppo di sbandati si è trasformato in un'organizzazione di guerriglia ben finanziata.

Innanzitutto, Okah ha scelto uno pseudonimo: Jomo Gbomo. "Tutti sanno che Jomo non è il mio vero nome", ha dichiarato in un'intervista a The News il 2 aprile 2007. "Non ho paura di rivelare la mia identità, che molti già conoscono. Ma non mi piace mettermi al centro dell'attenzione". Dalla sua base in Sudafrica, poi, ha cominciato a usare internet e i mezzi d'informazione per far conoscere le sue idee.

Ogni volta che il Mend sferrava un attacco, la notizia ci metteva un attimo a fare il giro del mondo. Nel 2007, quando Soboma George, un altro leader ribelle del delta del Niger, è stato arrestato dalla polizia di Port Harcourt per una semplice infrazione stradale, il Mend ha preso d'assalto il commissariato con motoscafi, mitra Ak-47, fucili e dinamite. Pochi mesi dopo, il Mend ha sequestrato per due giorni otto lavoratori stranieri. Nel maggio dello stesso anno l'organizzazione ha attaccato un oleodotto a Brass e due ad Akassa.

Il gruppo ha poi interrotto la fornitura di elettricità a un impianto dell'Agip. Alla fine del 2007 ha bombardato due condutture che portavano il gas alle centrali di Egbin, nello stato di Lagos, e Afam, in quello di Rivers, lasciando i due stati al buio.
Dimostrando di conoscere bene la storia, Okah ha deciso di non fare una guerra convenzionale contro il governo nigeriano, ma di adottare una strategia basata sulle azioni di guerriglia. In questo modo poteva sfruttare al massimo le caratteristiche del territorio.

Le fonti di finanziamento

Per portare avanti le sue attività militari Okah ha avuto bisogno di una somma di denaro consistente. Ma come se l'è procurata? Secondo l'esperto di guerriglia John Robb, Okah è riuscito a creare un collegamento tra il delta del Niger e il mercato mondiale.

"Ha creato", spiega Robb, "un sistema di imprenditori privati - molti dei quali sono politici locali - il cui obiettivo è rubare il petrolio dalle condutture delle grandi società operanti nella regione. Le bande che partecipano a questo sistema riescono a sottrarre grandi quantità di greggio, per poi traghettarle verso alcune navi affittate da Okah, che attendono il carico lontano dalla costa.

In cambio i gruppi ricevono denaro, prodotti occidentali di alta qualità e una grande quantità di armi moderne ed efficienti. Negli ultimi anni questo sistema ha per messo di scambiare merci per un valore calcolabile in miliardi di dollari. Il delta del Niger è ormai sommerso da armi di altissima qualità".

In un'intervista a The News nell'aprile del 2007, il leader del Mend ha negato il suo coinvolgimento nel furto di petrolio: "Non siamo responsabili di questo traffico. È praticamente impossibile intrufolarsi nelle navi cisterna per svuotarle del petrolio. Non si tratta mica di diamanti" Secondo lui, a rubare il petrolio sono gli stessi militari che dovrebbero garantire la sicurezza delle vie d'acqua.

Ma circola anche un'altra ipotesi sulle fonti di finanziamento del Mend: il contrabbando internazionale di armi e munizioni. Secondo i suoi critici, il 3 settembre 2007 Henry Okah è stato arrestato in Angola proprio a causa di quest'attività. Dopo l'arresto, il Mend ha emesso un comunicato in cui affermava che Okah era in Angola per ispezionare una nave cisterna che aveva intenzione di comprare.

L'arresto di Henry Okah è avvenuto all'aeroporto di Luanda, mentre stava per partire verso la sua base operativa in Sudafrica. È stato arrestato con l'accusa di aver tentato di comprare armi da fuoco illegali, ma il governo angolano non lo ha processato subito. E gli avvocati chiamati a difenderlo affermano di aver subìto minacce dalle autorità angolane e di essere stati costretti ad abbandonare il caso.

Anche se non c'è un accordo di estradizione tra Nigeria e Angola, il governo angolano ha consegnato Henry Okah alle autorità di Abuja il 14 febbraio 2008. Ora è accusato, insieme al suo gruppo, di aver fatto guerra al governo legittimo del paese e di aver compiuto atti terroristici contro i maggiori stabilimenti petroliferi. L'associazione illegale da lui guidata (il Mend) sarebbe "coinvolta in atti di violenza, minacce, sequestri di persona e nella distruzione di proprietà".
Okah è sospettato anche di aver fornito tra il gennaio del 2005 e il settembre del 2007, 250mila fucili, mitragliatrici, lanciarazzi e bazooka ad altri gruppi ribelli, tra cui la Forza dei volontari del popolo del delta del Niger (Ndpvf) o gli Icelander.

Proposte per la pace

Dopo l'arresto del leader, il Mend ha proposto un accordo di pace con il governo federale in undici punti. Nel documento i ribelli chiedono che il loro capo riceva un buon trattamento, e che gli sia garantito il diritto di ricevere visite da parte dei suoi avvocati, della sua famiglia, di un religioso e di osservatori internazionali indipendenti, inclusa la Croce rossa internazionale. In cambio, Okah promuoverà il nuovo processo di pace nel delta del Niger e il Mend sospenderà le attività militari nella regione. L'esercito governativo, da parte sua, dovrebbe sospendere le attività militari e impegnarsi a non schierare nuove truppe nel delta.

Durante la tregua, le milizie del Mend, il governo e gli osservatori internazionali dovrebbero concordare un piano di smobilitazione. I ribelli verrebbero coinvolti in attività educative, di riabilitazione, terapia, formazione, apprendistato e nell'avvio di piccole imprese. Le forze armate, invece, comincerebbero a ritirarsi in modo graduale dalla regione. II Mend si impegnerebbe nel disarmo. A tutela della pubblica sicurezza, il governo federale della Nigeria dovrebbe ritirare le truppe e contemporaneamente aumentare i salari della polizia, e investire nella formazione, nell'orientamento e nelle attrezzature, impegnandosi a promuovere il miglioramento delle condizioni di vita.

Questo piano, secondo il Mend, faciliterebbe la transizione della Nigeria da un regime militare a uno stato veramente democratico, guidato da un governo civile. Ma le autorità nigeriane saranno in grado di trattare con Okah e il Mend? I cittadini temono che, anche se il leader ribelle è in prigione, la pace sia comunque lontana. Ascoltando i discorsi dei governatori del delta del Niger, dei comandanti militari e dei vertici del governo federale, la prospettiva di un accordo sembra sempre più remota.

La situazione del resto è complicata dal continuo aumento dei gruppi ribelli attivi nella regione, che cercano di attirare l'attenzione. Considerando i grossi guadagni derivanti dal furto del petrolio e dai riscatti dei sequestri, è difficile credere che il governo sarà in grado di offrire incentivi sufficienti a convincere i ribelli a deporre le armi.

di Ademola Adegbamigbe e Oluokun Ayorinde, pubblicato su The News, prestigioso quotidiano della Nigeria, tradotto su Internazionale n° 773.

Foto: Henry Okah; e ribelli Ijaw (foto IRIN)

17-12-2008

Approfondimenti:

In italiano si può trovare un ritratto di Okah e vari articoli aggiornati sulla questione del Mend e del delta del Niger nel sito Porta Metronia

Un video della BBC su un gruppo di ribelli nigeriani che operano nella regione di Port Harcourt

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