Alpha Condé: “I Guineiani non hanno più paura”

Alpha Condé: “I Guineiani non hanno più paura”

gennaio 2009
Il giornale parigino La Croix ha pubblicato recentemente un’intervista a Alpha Condé, presidente del Raggruppamento Popolare della Guinea (RPG), principale partito di opposizione della Guinea-Conakry. Due settimane dopo la morte del Presidente Lansana Conté e la presa del potere da parte dell’esercito con il colpo di stato, Alpha Condé spiega perché crede che sia possibile un ritorno alla democrazia.


La Croix: Il giorno dopo la morte di Lantana Conté sono i militari che hanno preso il potere in Guinea. Questo oltraggio alla Costituzione non la disturba?

Alpha Condé: La Costituzione guineana non esiste. Il Presidente l’ha sempre usata come voleva. Un esempio per darle un’idea di come questa Costituzione è stata rispettata: per due anni il Presidente della Corte Suprema era anche Primo Ministro! In quanto all’Assemblea Nazionale, il suo mandato è scaduto nel giugno 2207, quindi ora è illegittima.

Considerando l’esperienza passata, in Guinea ed altrove in Africa, crede nei militari quando promettono di ritirarsi e lasciare il potere ai civili?

Posti in circostanze simili nel Mali e in Mauritania, i militari hanno preso degli impegni e li hanno mantenuti. È una questioni di rapporto di forza. Se la popolazione e la comunità internazionale si mobilitano, non vi è dubbio che i militari saranno obbligati ad indire delle elezioni. Vogliamo una transizione corta – non più di un anno – alla fine della quale i militari torneranno nelle caserme. La maggioranza dei partiti ha chiesto le elezioni legislative in giugno 2009, un “lifting” della Costituzione per mezzo del Parlamento, poi le presidenziali entro fine anno.

Aizzati dai sindacati, numerosi guineani si erano ribellati all’inizio del 2007. Anche se le manifestazioni erano state represse col sangue ed ebbero degli effetti limitati, questa mobilitazione recente ha un ruolo nel “rapporto di forza” del quale lei parla?

Certamente! I Guineani non hanno più paura sanno di poter imporre la loro volontà. Quando Lantana Conté ha nominato primo Ministro uno dei suoi più stretti collaboratori, Eugenio Camara, tre quarti d’ora dopo la popolazione di Conakry era per le strade ed ottenne la sua sostituzione.
Secondo aspetto: la gioventù intellettuale, che è stata la “punta” del movimento è oggi molto politicizzata e si fa sentire. Direi quindi che lo stato d’animo è cambiato. Prima il nostro punto debole era la popolazione che aveva paura.

Il Segretario di Stato francese alla cooperazione, Alain Joyandet, lo scorso fine settimana è andato a Conakry dove ha incontrato i principali responsabili guineani. Ha perorato presso i militari in favore di una transizione breve, ma sembra non aver avuto ottenuto impegni fermi da parte loro. Che ne pensa?

Considerati i legami storici fra la Francia e la Guinea, non ho nulla da ridire sul fatto che un ministro francesi si interessi della situazione. Abbiamo apprezzato che fina da quando è sceso dall’aereo, M. Joyandet ha precisato che veniva per esprimere la solidarietà della Francia col popolo Guineano e per perorare il ritorno della democrazia nel nostro paese.
Tutti sono d’accordo con ciò che ha domandato, cioè delle elezioni prima di un anno, alle quali i militari ora al potere non sarebbero candidati, e un’azione giudiziaria contro i crimini politici. La comunita economica degli Stati africani dell’Ovest (Cedevo), l’unione Africana e le Nazioni Unite sono tutti su questa linea.

Quale deve essere il ruolo del governo di transizione diretto del “ministro tecnico” Kabiné Somara?

Il governo di transizione deve darsi 3 scopi. Lottare contro la violenza politica, istituendo una commissione internazionale di inchiesta sui massacri avvenuto dal giugno 2006 a gennaio-febbraio 2007, al fine di condannare gli autori.
Secondo, bisogna lottare contro i crimini economici, cominciando con una severa revisione contabile della gestione dello Stato dagli inizi del 2000, che ne stabiliscano le responsabilità. Bisogna anche lottare contro il traffico di droga e di valuta falsa. Infine il Governo deve indire delle elezioni libere e trasparenti.

Pensa che gli ufficiali, avendo preso il potere, accetteranno che una commissione di inchiesta denunci i crimini commessi dai militari?

L’esercito come tale non è stato implicato. Gli stessi militari sollecitano una commissione di inchiesta proprio perché la reputazione dell’esercito è stata infangata. Le persone che hanno sparato, si conoscono!

15-01-2009

Approfondimenti:

La Guinea sulla stampa italiana:

- La Repubblica: Guinea, annuncio del leader golpista: "Sono io il nuovo presidente"

- Il Corriere della Sera: Golpe in Guinea: l'esercito si divide. Cresce il caos nell'ex colonia francese

- Altrenotizie: Un italiano, l’eminenza grigia del dittatore defunto Lansana Conté

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