Gli asini aiutano il sistema educativo in Etiopia

Gli asini aiutano il sistema educativo in Etiopia

gennaio 2009
Sotto una tettoia di bambù e di stuoie, nella periferia della città di Awassa, in Etiopia, dei bambini seduti, allineati in file “lottano” con l’alfabeto amharico, terribilmente complicato. Ripetono, cantando tutti insieme, ciò che il maestro pronuncia “Hu! HU! Haa! HAA!”

Il maestro è un ragazzino appena più anziano di loro; lui indica senza esitazione, con una canna, uno dei 256 caratteri dell’alfabeto etiope, e gli alunni ripetono ad alta voce. Leggere è una sfida per questi bambini, e non solo a causa dei complicati caratteri della scrittura; quando avranno memorizzato i caratteri basici, come potranno praticarli?

I libri per bambini, in lingua amharica, sono veramente pochi; e per molti di questi bambini l’amharico non è la loro lingua. È raro incontrare un libro in una casa, e pochi anche nelle scuole. Tuttavia questi bambini di Awassa sono fortunati.

Usciamo in giardino: troviamo lì un altro gruppo di bambini all’ombra di un albero e assorti nella lettura dei loro libri. Lì vicino è parcheggiato un carretto di legno pitturato con colori vivi. I due lati del carretto possono essere aperti ed appaiono piccoli scaffali pieni di libri. Intanto i due asinelli sciolti si riposano sotto un’altra ombra.

Questa è la prima Biblioteca Mobile di Etiopia, trainata da asini, ideata da un Etiope emigrato negli Stati Uniti. La sua EBCEF (Libri di Etiopia per Bambini e Fondazione per l’Istruzione) è anche una casa editrice, che ha pubblicato molti dei libri esposti nel carretto. I bambini preferiscono i libri in lingua straniera che presentano belle illustrazioni e belle foto. Purtroppo la loro conoscenza dell’inglese è limitata o nulla.

Però molti sono attratti dalle storie locali scritte in amharico; fra queste storie ha successo quella di Mammo lo sciocco, conosciuta da generazioni di bambini etiopici. Mammo è un bravo ragazzo, ma piuttosto scemo. Sua mamma gli trova un lavoro, ma lui perde le monete che ha guadagnato. Allora lei gli dice: “La prossima volta fa’ più attenzione, metti il denaro in tasca.”

Il giorno seguente, il contadino per cui lavora Mammo, invece del denaro, lo paga con latte, che Mammo mette naturalmente in tasca, come ha detto la mamma. Immaginate le conseguenze. “No, No! – dice la mamma alla vista dei vestiti – “Quando ti danno delle cose, devi metterle in testa!” Il prossimo salario sarà pagato in burro fresco, che Mammo naturalmente avvolgerà con foglie fresche e metterà in testa. Immaginate le grida di gioia dei bambini, prevedendo il burro che si scioglie al sole torrido e che cola sulla faccia e sui vestiti di Mammo.

Mammo lo Sciocco è il primo libro che la EBCEF ha pubblicato in tre testi paralleli: inglese, amharico sidama, la lingua della regione di Awassa.

Nel mezzo del pomeriggio, la biblioteca mobile chiude, per spostarsi in un’altra zona. I bambini aiutano a caricare tutto sul carretto e legare gli asini al loro posto fra le stanghe. L’asino non è cosa rara in Etiopia, e in una città rurale come Awassa, calessi tirati da cavalli e carretti con asini, in questo luogo sono la forma di trasporto più comune.

Il progetto delle Biblioteche Mobili hanno anche lo scopo di instillare nei bambini il rispetto degli animali. Gli asini normalmente sono disprezzati e trattati male. Ma i due della Biblioteca Mobile sono bardati con delle coperte belle e colorate, riservate ai cavalli di razza. E accanto a loro cammina la mascotte del progetto, “la regina Helena”, regina di tutti i somari. Oggi è ormai una “vecchia signora”, con un copri-sella di seta rossa, e una corona color rosso-oro.

Il carretto con gli asini scende lungo la strada, circondato dallo schiamazzo di un nugolo di bambini, e entra nel cortile di un’altra scuola elementare. Altri bambini in festa gli vengono incontro. Anche questa scuola, come molte altre in Etiopia, non ha biblioteca. I maestri affermano che i bambini hanno fatto passi da gigante sia nell’apprendimento sia nella condotta, da quando hanno accesso regolare ai libri.

La maggioranza degli alunni viene da famiglie povere; per loro, anche un piccolo libro della EBCEF costerebbe due giorni di lavoro. A Awassa e nella capitale Addis Ababa, l’EBCEF ha aperto biblioteche per ragazzi; al pomeriggio sono sempre piene di ragazzi, che leggono, disegnano o fanno i compiti. E trattano bene i libri!

Il progetto vuole arrivare anche ai villaggi rurali, alle scuole dove non c’è mai stata una biblioteca.
Con l’accesso ai libri, l’apprendimento faticoso delle lettere dell’alfabeto è diventato il primo passo verso un maggior desiderio di conoscere e crescere.

Per il direttore del progetto, Mezrasha Kibret, i libri sono la chiave di tutto. Dichiara “Vuoi cambiare il mondo? Leggi!”

Articolo e foto della giornalista Elizabeth Blunt, pubblicati nel sito della BBC

20-01-2009

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