Il Cairo: Intervista a Mons. Fitzgerald

Il Cairo: Intervista a Mons. Fitzgerald

gennaio 2009
Ex presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, monsignor Michael Fitzgerald ha cambiato solo prospettiva. Non da Roma ma dall'interno di una realtà complessa e dinamica come quella del Cairo, sta vivendo oggi problematiche e potenzialità del dialogo islamo-cristiano.

Dal 2006 è infatti nunzio apostolico in questo Paese-ponte tra Oriente e Maghreb, tra Mediterraneo e Africa. L'Egitto, e in particolare la sua popolosa capitale, una islam prayermetropoli di circa 20 milioni, di abitanti, rappresenta ancora oggi, nonostante un certo declino, uno dei più importanti centri culturali dei mondo arabo.

E inevitabilmente anche del dialogo: tra culture, tra mondi, tra Oriente e Occidente, tra secolarismo e fondamentalismo. Dunque anche tra religioni. E non solo perché ospita l'Università di Al Azhar, uno dei centri dell'ortodossia islamica, ma anche per la presenza di comunità di espatriati che provengono da tutto il mondo, con il loro bagaglio di tradizioni, culture e religioni.

Con tutti i limiti di un Paese, dalla democrazia fragile e dalle libertà sotto sorveglianza, anche il dialogo islamo-cristiano, allora, trova qui un terreno interessante su cui si stanno costruendo iniziative a più livelli. Lo stesso monsignor Fitzgerald lo si può incontrare nella residenza della nunziatura apostolica, sulle rive dei Nilo, o alla Dar Comboni, dove ogni mese un gruppo di cristiani discutono e si confrontano a partire dalle loro esperienze in Egitto e in altri Paesi musulmani, specialmente asiatici.

Che ne pensa della Lettera dei leader musulmani dello scorso anno, che ha aperto la strada all'incontro di novembre con papa Benedetto XVI?

«L'iniziativa dei firmatari della lettera è certamente qualcosa di nuovo e positivo. Sia perché è stata sottoscritta da personalità appartenenti a diversi gruppi e correnti dell'islam, sia per i riferimenti in essa contenuti, le citazioni della Bibbia e in particolare la proposta di impostare il dialogo sull'amore per Dio e per il prossimo».

È una nuova strada che si apre per il dialogo islamo-cristiano?


«È una delle possibilità. Il dialogo va fatto a tutti i livelli, senza aspettare necessariamente o unicamente il livello ufficiale. Del resto, molti gruppi portano avanti da tempo diverse forme di dialogo. Ma è importante anche il fatto che gli stessi musulmani comincino a parlarne al di fuori del mondo arabo».

Spesso si antepone al dialogo un problema di affermazione della propria identità...

«Per discutere insieme bisogna prima imparare a conoscere se stessi e a conoscerci reciprocamente per poi costruire un'amicizia. Ci vuole fiducia reciproca e molto tempo. Il dialogo è anche un'occasione per spiegare e capire meglio la nostra fede. La fermezza nella nostra identità non ci divide dagli altri, ma ci apre agli altri. Dialogando si apprende molto anche sulla propria identità,; e questo ci permette di approfondire la nostra fede. Che è poi la base per poter incontrare l'altro».

Su quale terreno è possibile dialogare?

«Terreni comuni di riflessione possono essere la bioetica, la dignità dell'uomo, l'ambiente, l'etica delle comunicazioni... Si può arrivare al dialogo teologico, ma nel senso di un'esplorazione di un altro sistema, nella logica di capirsi meglio. Anche i temi più schiettamente spirituali possono essere un terreno di comunicazione. Nell'islam troviamo dei cammini e dei modelli nel sufismo che ci avvicinano molto».

La difficile situazione politica internazionale, le crisi di Medio Oriente e Iraq in particolare, oltre al terrorismo, possono influenzare negativamente o addirittura ostacolare il dialogo?

«Tutto questo rende certamente più difficile dialogare e rinforza i pregiudizi reciproci. Anche i media hanno una grande responsabilità nel semplificare o strumentalizzare le notizie o addirittura nel diffondere caricature o film offensivi. C'è un grave problema di responsabilità dei media, che condiziona pure il dialogo islamo-cristiano»

A cura di Anna Pozzi, su Jesus di dicembre 2008

27-01-2009

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