Mappa digitale dell'Afica per vincere la fame

Mappa digitale dell'Afica per vincere la fame

febbraio 2009
Vincere la fame in Africa per mezzo di una mappatura digitale, e molto capillare, delle aree sterminate che si estendono sotto il Sahara, sfruttate per centinaia di anni (e mai a beneficio delle popolazioni locali), per scovare “la terra buona”, quella che può essere coltivata.

È il progetto, affidato al Ciat (Centro internazionale per l’agricoltura tropicale), e finanziato con 18 milioni di dollari in quattro anni dalla Agra (Alliance for a Green Revolution in Africa) dell’ex segretario delle Nazioni Unite Koffi Annan e dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

«La gestione del suolo nell’Africa sub-sahariana deve essere massicciamente migliorata per ridurre la povertà, nutrire una popolazione in costante aumento e superare l’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura» osserva Nteranya Sanginga del Ciat. «Questo progetto aiuterà le famiglie degli agricoltori africani», aggiunge Namanga Ngongi di Agra.

Il Ciat, organizzazione no profit che combatte la fame e la povertà, oltre a occuparsi della difesa delle risorse naturali del continente nero, costruirà la prima mappa digitale del suolo dei 42 Paesi dell’Africa sub-sahariana, utilizzando le più recenti tecnologie della scienza del suolo e combinando la mappatura satellitare con la raccolta e l’analisi fisica di migliaia di campioni di terra, provenienti dalle zone più remote del continente. Lo scopo del servizio, battezzato AfSis (African Soil Information Service) è elaborare soluzioni per i contadini africani, i cui magri raccolti sono da imputare in gran parte al degrado dei terreni.

Per anni i tentativi di risanare la terra africana, tra le più esaurite del pianeta, si sono incagliati sulla mancanza di una conoscenza esaustiva e aggiornata delle condizioni del suolo. Informazioni di importanza capitale per identificare il tipo e la quantità di fonti di sostanze nutritive minerali ed organiche necessarie a incrementare il prodotto delle coltivazioni. Un imperativo, quest’ultimo, «difficile da ignorare», scrivono in una nota i responsabili del progetto citando i numeri della Fao: nel 2007, nell’Africa sub-sahariana, soffrivano la «fame cronica» 236 milioni di persone: una su tre.

Le mappe dettagliate delle proprietà del suolo, ottenute con l’impiego di sofisticate tecnologie digitali, saranno rese pubbliche su internet. I dati dell’AfSis, a livello nazionale, regionale e locale, serviranno ai contadini e agli agronomi a individuare le soluzioni migliori per lo sviluppo sostenibile delle coltivazioni attraverso una migliore gestione del terreno.

«L’accesso a un’informazione migliore sul suolo – chiosa Rajiv Shah, direttore del programma di sviluppo dell’agricoltura alla Fondazione di Bill Gates – darà potere ai contadini africani, consentendo loro di ritagliare gli interventi su condizioni specifiche per migliorare la produttività e la qualità della loro vita».

A coordinare il progetto AfSis – al quale collaboreranno scienziati dell’Istituto della terra della Columbia University, dell’università olandese di Wageningen e del World Agroforestry Center di Nairobi - sarà il Tropical Soil Biology and Fertility Institute (Tsbf), braccio del Ciat con base nella capitale del Kenya, come parte di un progetto più ampio di mappatura globale chiamato GlobalSoilMap.net.

Il Ciat è a sua volta uno dei 15 centri di ricerca fondati dal Cgiar, il Gruppo consultivo sulla ricerca internazionale per l’agricoltura, formato da 58 Paesi, fondazioni private e organizzazioni internazionali.

L’AfSis impiegherà tecnologie all’avanguardia di rilevazione in remoto via satellite per creare immagini dettagliate di ampie aree, indicando le sostanze nutritive, l’umidità e i componenti organici del suolo. Attraverso la spettroscopia a infrarossi, analizzerà le proprietà chimiche e fisiche di campioni di terreno. Utilizzata di norma nell’industria farmaceutica, questa tecnica viene oggi presa in prestito dall’agricoltura per elaborare rapidamente valutazioni della capacità del suolo di trattenere l’acqua e di assorbire le sostanze nutrienti.

Tutte le informazioni raccolte saranno organizzate e rese disponibili via internet, con un’interfaccia user-friendly, su AfricanSoils.net. I tecnici dell’AfSis insegneranno ad operatori e altri soggetti a interpretare e tradurre le mappe per l’applicazione pratica. I dati saranno utili anche ai governi, per elaborare le politiche agricole, individuare le aree sulle quali intervenire per bloccare il degrado dei terreni e, anche, valutare l’impatto di fattori ambientali e umani (il clima, la crescita demografica) sull’evoluzione del suolo.

Giulia Bonezzi di IFG Online (Scuola di Formazione al Giornalismo)

5-02-2009
suoli africa



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