La genetica aiuta a combattere la malaria

La genetica aiuta a combattere la malaria

febbraio 2009
Scienziati inglesi hanno identificato delle differenze genetiche nei vari tipi di zanzare che trasmettono la malattia, che possono rivelare il loro livello di resistenza agli insetticidi. Infatti alcuni parassiti malarici sono più resistenti di altri e quindi richiedono insetticidi più forti.

La scoperta potrebbe aiutare i ricercatori ad individuare quali sono le zone in cui un normale insetticida è inefficace e quindi a ridurre al minimo il rischio della malaria. La notizia è riportata dal giornale Genome Research.

L’equipe della Scuola di Medicina Tropicale di Liverpool ha messo in relazione due geni di un tipo di zanzara africana con la loro resistenza agli insetticidi. Un altro esperto inglese ha affermato che geni del genere si possono trovare anche in altre specie di zanzara.

La malaria uccide più di un milione di persone ogni anno nelle zone tropicali e sub- tropicali del mondo. La malattia è causata da un parassita che viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura di una zanzara, la quale succhia sangue umano per nutrirsi.

Coloro che lavorano in prima linea nella lotta alla malaria, sia in Africa, sia altrove, si sono basati per molto tempo su insetticidi di tipo piretroide, che vengono spruzzati sia all’interno delle case, come pure sulle zanzariere (reti anti-zanzara che si mettono sopra il letto). I piretroidi si diffusero come alternativa al DDT, dopo che esso fu messo al bando per la sua tossicità e il suo potere inquinante.

Ma l’aumento della resistenza a questo tipo di insetticidi, li rende sempre meno efficaci. Per questo si stanno testando nuovi tipi di insetticidi, ma con tempi di sperimentazione molto lunghi. La scoperta di Liverpool potrebbe semplificare le cose, perché permette di fare dei test genetici su piccoli campioni di zanzare.

I ricercatori hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla zanzara Anopheles funestus, uno dei maggiori vettori del parassita della malaria in vaste zone africane. Studiando alcune varietà di questa zanzara, conosciute come le più resistenti ai piretroidi, e comparando i loro codici genetici con quelli delle zanzare che non hanno resistenza, hanno ristretto le differenze genetiche ad una copia di geni responsabile dell’eliminazione delle tossine.

La Dott.a. Hilary Ranson, che guida la ricerca, ha detto: “L’uso di routine sulle zanzare di marcatori genetici fornirà in anticipo informazioni determinanti sul grado di resistenza della zanzara all’insetticida, e svilupperà le nostre capacità nel mitigare gli effetti devastanti della resistenza, permettendo un maggior controllo della malaria.

Il Dott. Jo Line della Scuola di Medicina Tropicale di Londra condivide questo ottimismo, e afferma che c’è una buona probabilità che le variazioni genetiche possano essere trovate anche nella specie Anophles Gambiae, l’altro grande vettore della malaria in Africa.

Ha dichiarato: “Questo è un lavoro molto importante. In genere richiede molto tempo fare tests su zanzare per vedere quali tipi sono particolarmente resistenti agli insetticidi. Questo nuovo metodo, invece, permetterebbe di eseguire test più rapidi e più semplici. È la prima volta che siamo stati capaci di individuare in modo inequivocabile le proprietà di questi geni”.

16-02-2009

Approfondimenti:


Il dibattito sugli insetticidi piretroidi nella lotta contro la malaria:

- “I piretici utilizzati nei trattamenti contro le zanzare possono risultareo dannosi per le donne e i bambini”, ne parla Volontari per lo Sviluppo

- Dal sito stop.malaria, le strategie alternative agli insetticidi

- Lotta alla malaria: le strategie nell'era post Ddt lotta_alla_malaria1.pdf

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