Mali: gruppo di ribelli tuareg depone le armi

Mali: gruppo di ribelli tuareg depone le armi

febbraio 2009
Più un un migliaio di combattenti tuareg del Mali hanno deposto le armi in questo mese di febbraio. La folla li ha applauditi: “Viva la pace”. L’ultimo fronte dei ribelli ancora in azione è risultato così notevolmente indebolito.

È avvenuto nella località di Kidal (Nord-est del Mali), capoluogo della regione che accoglie la quasi totalità della comunità tuareg maliana. La cerimonia, spettacolare, costituisce un passo supplementare verso la ripresa delle trattative di pace, avviate nel luglio 2006 sotto l'egida dell'Algeria, dopo quasi tre anni di confronto armato. In meno di una settimana, più di 1.500 combattenti avrebbero dunque abbandonato la guerriglia.

L'esercito regolare recupera armi e veicoli

I giovani civili, che costituiscono il grosso del gruppo, sono stati pregati di raggiungere la loro famiglia, mentre 300 soldati disertori stati acquartierati. Come nel corso di operazioni precedenti di smobilitazione, un'importante quantità di armi di guerra e di munizioni, come pure dei veicoli 4×4, sono stati recupeati dalle forze armate maliane.

Questi ribelli tuareg erano inquadrati nell’Alleanza per la Democrazia ed il Cambiamento (ADC) e nell'Alleanza Tuareg Nord-Mali per il Cambiamento (ATNMC), del capo ribelle Ibrahim Ag Bahanga. Fra loro si trova il colonel Hassan Fagaga, nota figura del movimento ribelle tuareg, che aveva comandato l'attacco del 23 maggio 2006 contro guarnigioni dell'esercito a Kidal e Ménaka.

La ripresa dei combattimenti, che aveva avuto il suo parallelo in Niger, era stata giustificata dai suoi fautori come una protesta violenta contro le condizioni economiche miserevoli in cui sono lasciati i tuareg. Ma i due governi (Mali e NIger) consideravano queste rivendicazioni una semplice copertura di attività di contrabbando attraverso il deserto.

Un movimento ribellione tuareg isolato e indebolito

Oltre ad essere stato abbandonato dai suoi ufficiali, Ibrahim Ag Bahanga ha recentemente subito pesanti sconfitte sul piano militare. In fuga, e forse rifugiatosi presso il suo protettore libico, è ora molto indebolito, dopo un'offensiva che ha permesso all'esercito maliano di riprendere il controllo delle basi del gruppo ribelle.

L'esercito maliano, che ha sottolineato l'importanza del materiale e degli armamenti catturati, dichiara di occupare ormai tutte le sue posizioni nel nord del Mali, vicino alla frontiera algerina. “Mettendosi a margine dell'accordo di pace di Alger, Ibrahim Ag Bahanga è ormai un uomo solo”, ha dichiarato l'ambasciatore dell'Algeria in Mali, Abdelkrim Ghrieb, mediatore principale nella crisi. In un comunicato, la ATNMC ha detto “di prendere atto” della resa dei suoi militanti, ma ha ribadito che “il disarmo di alcune centinaia di tuareg o la loro integrazione non impedirà la prosecuzione della lotta di liberazione”.

Da un articolo apparso su La Croix di Parigi

25-02-2009


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