Nigeria: si lotta contro la febbre di Lassa

Nigeria: si lotta contro la febbre di Lassa

marzo 2009
Le autorità sanitarie nigeriane di sforzano di contenere il ritorno della febbre di Lassa estremamente contagiosa che ha ucciso almeno 8 persone il mese scorso.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono stati confermati più di 93 casi di virus a Abuja, la capitale, e nello stato di Nassarawa, dallo scorso dicembre. Nel Specialist Teaching Hospital di Irrua, Stato di Edo, il numero dei casi è aumentato del 60% tra dicembre e gennaio.

“È un aumento considerevole; per di più sono solo i casi di cui si parla all’ospedale”, spiega all’Agenzia IRIN Marguerite Lamanu, esperta della febbre Lassa all’OMS. “Nella realtà vi saranno probabilmente altri casi e morti nella comunità, senza contare che la malattia si propaga da Stato a Stato”.

La febbre di Lassa è una malattia emorragica virale grave, trasmessa per contatto con le urine e gli escrementi di roditori, in particolare di ratti e toporagno. È stata scoperta nel 1969, nella città di Lassa, nel Borneo, uno degli stati del nord della Nigeria. La febbre di Lassa si trasmette sia per contatto diretto con le secrezioni corporali che con materia fecale di un persona infetta, o per le particelle dell’aria, secondo Ogugua Osi-Ogbu, direttore del servizio di prevenzione e delle cure della febbre di Lassa all’Ospedale nazionale di Abuja (HNA).

La malattia, che ha un periodo di incubazione da una a tre settimane, è diventata endemica in certe regioni dell’Africa dell’ovest, dove uccide ogni anno almeno 5.000 persone, su 300-500.000 casi, secondo le statistiche dell’OMS. Le febbre di Lassa è particolarmente grave nelle gravidanze: provoca la morte del feto e nell’80% dei casi anche della madre.

Le misure prese dal Governo


Il ministero federale nigeriano della sanità ha dato l’allerta ai Ministeri della Salute dei 36 Stati, ordinando loro di intensificare le campagne pubbliche di sensibilizzazione alla prevenzione della febbre di Lassa.

“Ci siamo lanciati in una campagna rigorosa alla radio, per sensibilizzare le popolazioni sui danni della febbre di Lassa, sui modi di trasmissione e sulle misure efficaci per evitare l’infezione, ha dichiarato a IRIN Aisha Isyaku Kiru, commissario per la Sanità dello Stato di Kano.

“Noi chiediamo particolarmente alla gente di osservare e migliorare le pratiche di igiene comunitaria vigilando in modo adeguato sulle immondizie, per dissuadere i topi di installarsi, e conservare i viveri e l’acqua da bere fuori dalla portata dei topi” ha consigliato la signora Kiru.

Abitudini alimentari e igieniche da cambiare


Purtroppo sono numerosi le tribu che si nutrono di roditori, in particolare topi, porcospini e tassi. I cespugli sono spesso bruciati per catturare i roditori, e ciò spinge gli animali a rifugiarsi nelle abitazione, aumentando così il rischio di trasmissione della febbre Lassa.

Altro ostacolo alla lotta contro la febbre Lassa in Nigeria: la mancanza di laboratori. Solo due centri, negli Stati di Lagos e di Edo, nel sud, possiedono le attrrzzature necessarie per diagnosticare la malattia. I primi sintomi (mal di testa, mal di gola, dolori muscolari, dolori toracici, nausea, vomito, diarrea e tosse) sono simili a quelli della malaria, e questo può complicare la diagnosi della febbre di Lassa.

Nei casi gravi, la malattia può provocare emorragie dalla bocca, dal naso, dalla vaginao dal tratto gastro-intestinale. Nella fase acuta può anche provocare uno stato di choc, tremori o coma.

“Il governo deve aprire urgentemente dei laboratori capaci di diagnosticare la febbre di Lassa in tutte le regioni del paese”, ha raccomandato il dottor Osi-Ogbu del HNA. “Per poter salvare la vita di persone infette è essenziale rintracciare in fretta il virus e reagire rapidamente”,

Da IRIN News

15-03-2009

SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova