Life-straw, la cannuccia che rende potabile l’acqua

Life-straw, la cannuccia che rende potabile l’acqua

aprile 2009
life-strawIn quasi tutta l’Africa, dei villaggi o delle città, l'acqua più che un bene indispensabile è un pericolo. Zanzare, scarichi non depurati, residui animali ed altro rendono tale liquido una trappola mortale per i disperati bisognosi di dissetarsi: secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa un miliardo di persone non ha accesso ha fonti sicure; di queste, 6000 muoiono uccise da malattie derivate da acqua marcia o inquinata.

L'azienda danese Vestergaard ha progettato Lifestraw, con l’obiettivo di offrire un mezzo semplice, efficace e a buon mercato per depurare l’acqua per uso domestico.

Il ritrovato è una cannuccia di piccole dimensioni, dotata di sette livelli di filtraggio, alcuni di tipo chimico, altri di tipo meccanico (una sorta di «griglia» dello spessore 6 micron, 10 volte più sottili di un capello umano).

Le ridotte dimensioni (è lungo 25cm per 29mm di diametro) ed il poco peso (è principalmente composto di plastica) lo rendono facilmente trasportabile. L'oggetto è in grado di filtrare fino a due litri d'acqua al giorno e 700 litri l'anno.

Lifestraw, testato in laboratorio dall' Università del North Carolina, è stato impiegato sul campo in numerose zone disastrate e colpite da catastrofi naturali: Indonesia post-tsunami 2006, Uganda durante le guerre civili nel 2007, Myanmar dopo il ciclone che ha colpito il paese nel giugno 2008, dando buona prova della sua efficacia.

Nel 2008 ha ricevuto il premio internazionale che l’agenzia Saatchi & Saatchi attribuisce alle “idee che possono cambiare il mondo”.

Il piccolo depuratore ha dalla sua la semplicità d'uso, (basta inserire un’estremità nell'acqua e succhiare l’acqua da bere dall’altra estremità, come se si bevesse da un normale bicchiere con una normale cannuccia), ma soprattutto il costo ridotto, 3 dollari (circa 2,28 Euro): tale prezzo di favore è un'iniziativa del creatore, Vestergaard Frandsen, convinto seguace dei principi del capitalismo etico che spera così di favorirne la diffusione.

Nonostante tutto lo sforzo profuso e le buone intenzioni concretizzate, Lifestraw non è esente da difetti. In primis, i filtri non sono ancora del tutto affidabili, non riuscendo a difendere da tutti i virus, inclusi quelli della polio e dell'epatite, dal parassita che provoca la giardiasi, e dai metalli come l'arsenico.

Inoltre, l'acqua ottenuta, per quanto sicura potrebbe essere non troppo invitante. Ad ammetterlo con onestà è lo stesso Vestergaard Frandsen, durante una prova sul campo in Kenia. Bisogna vincere un certo disgusto che può dare il sapore e il colore dell’acqua…

22-04-2009

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