Nigeria: l’olio di palma, una ricchezza trascurata

Nigeria: l’olio di palma, una ricchezza trascurata

aprile 2009
Andrew Walzer della BBC ha prodotto un servizio foto-giornalistico sulla produzione artigianale dell’olio di palma in Nigeria che vale la pena conoscere. In Nigeria è una pratica non solo economica, ma anche socio-culturale, che ha radici che affondano nei secoli. Ma in altri paesi, soprattutto del sud-est asiatico, l’olio di palma è un’attività molto redditizia, un settore notevole delle esportazioni.

Lo Stato nigeriano, illuso dalla ricchezza facile del petrolio, non ha mai dato importanza a questa attività economica. L'ha sempre lasciata alla produzione familiare artigianale, e non ha capito in tempo le potenzialità della sua produzione industriale. Ma oggi sono in molti che rimpiangono questa opportunità economica perduta.

Rimandiamo alla Gallery della BBC per le immagini, che vengono spiegate e commentate dalle didascalie che qui abbiamo tradotto.

Foto 1. Un olio fondamentale
L’olio di palma è un ingrediente essenziale per la cucina nigeriana ed è usato anche come sapone.
L’Africa Occidentale era il centro dell’industria per l’olio di palma, ma a partire dal 1870 gli amministratori coloniali inglesi hanno portato le piante in Malesia. Ora la Malesia è il più grande esportatore mondiale di olio di palma, grazie alle sue piantagioni molto estese. In Nigeria l’olio è prodotto ancora da piccoli proprietari terrieri, come Chijioke Nneji, che è ritratto nella foto.

Foto 2. Espressione della cultura
Chijioke, di 28 anni, ha coltivato questo tipo di alberi fin da bambino. Seleziona un albero quando capisce che le noci sono mature e taglia le fronde dure e appuntire.
Secondo il “Movimento Mondiale per la Salvaguardia delle Foreste Pluviali”, un’organizzazione nata per prevenire la deforestazione, ci sono circa 7 milioni di persone come Chijioke e la sua famiglia, che producono olio di palma.

Foto 3. Piccoli proprietari
“Non so quanti alberi abbiamo, ma devono essere centinaia”- dice Chijioke.
Diversamente da paesi vicini come il Ghana o il Camerun, in Nigeria ci sono poche piantagioni di vaste dimensioni. L’80% dell’olio di palma è prodotto da piccoli proprietari.

4. Processo di condivisione
Le noci della palma da olio crescono durante l’anno, ma i raccolti sono più abbondanti nei mesi piovosi, tra giugno e ottobre.
Durante la stagione secca, quando il raccolto di olio di una persona sola è così esiguo da non meritare tutta la fatica del lavoro, Chijioke e i suoi vicini lavorano insieme e si spartiscono i ricavati. Questo gruppo rompe le noci in pezzi, lasciandole maturare per due giorni.

5. Onora tuo padre
Le pratiche culturali materiale scandiscono la vita di villaggio della Nigeria orientale.
Nello Stato di Emugu, dove vive Chijioke, quando ad un uomo muore il padre deve comprare un cavallo e sgozzarlo. Il teschio e la coda vengono appesi vicino alle loro case. Il padre di Chijioke è morto due anni fa. “Nessuno può dire che io non abbia onorato mio padre nel modo giusto” – dice con orgoglio.

6. Bollitura
Per fare l’olio di palma, le noci piene e mature vengono bollite per una notte dentro una grande pentola.
Questo processo allenta e ammorbidisce le fibre che circondano la parte centrale della noce all’interno del guscio.

7. La pressione dei piedi
Una volta che i gusci sono stati raccolti e portati a casa, le donne iniziano la produzione dell’olio. Versano le noci di palma bollenti in una vasca formata da un tronco incavato, messo in un punto riparato dal sole.
Amuche Nneji calpesta il contenuto della vasca di legno, andando avanti e indietro. E non appena aggiungono dell’acqua fredda, la buccia comincia a staccarsi dalla noce, rilasciando il succo giallo e grasso.

8. Rumori
Mentre Amuche calpesta andando su e giù, il liquido che si va producendo, mentre bolle produce un rumore simile al risucchio e al rutto.
Ci sono solo due posti nella regione dove il lavoro è fatto a macchina, dice Amuche, ma la gente ha smesso di portare là il suo raccolto, perché la polizia chiede una “mazzetta” a chi trasporta le noci di palma da olio, “spazzolandogli” tutto il profitto.

9. Grasso che galleggia sull’acqua
Il raccolto, ricavato da una piccolo numero di alberi, ha richiesto 48 ore per essere portato a termine. “Da questa quantità di noci ricaveremo una damigiana piena d’olio, cioè circa 20 litri”- dice Amuche. Potremo venderla per 3.000 naira (20 dollari).
Nella stagione delle piogge, possono produrre più olio, ma il prezzo scende.

10. I semi oleosi
I commercianti vengono e comprano i noccioli, che sono rimasti dall’estrazione dell’olio, per effettuare una ulteriore lavorazione. I noccioli vengono prima tostati e poi spaccati.
Si ricava così il seme, la cui polpa bianca lucente può essere mangiata ed è anch’essa molto ricca d’olio. Ma quest’olio dei semi è estratto attraverso un processo più complicato, e da esso si produce una specie di unguento medicinale, che la gente strofina sul corpo dei bambini. Si dice prevenga raffreddori e febbri.

11. Settore trascurato?

Negli anni ’60 ci fu un tentativo di creare in Nigeria delle grandi piantagioni di tipo industriale, ma è fallito. In Nigeria le entrate prodotte dal settore dell’agricoltura sono scese da quasi il 100% del PIL al 18%.
Un ex-governatore di una regione nigeriana, che una volta produceva olio di palma, ha detto ad un giornalista che, quando ha visitato la Malesia e visto i benefici che ricava dalle piantagioni di palme da olio, è scoppiato a piangere.

22-04-2009


Approfondimenti:

Il progetto della Ong Italiana "Solidarietà Giustizia Libertà" per la costruzione di un frantoio e la formazione tecnica per la spremitura dell’olio di palma, a beneficio delle famiglie che vivono nella comunità di Uzo Ngwoma-Mgbahiri Emi, nelle vicinanze della città di Owerri, nel Sud-est della Nigeria

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