Liberia: nuovi investimenti di aziende italiane

Liberia: nuovi investimenti di aziende italiane

maggio 2009
Foreste, aragoste e spiagge. Per superare la crisi economica alcuni imprenditori italiani guardano alle potenzialità della Liberia. Milioni di euro in investimenti in campo forestale, nel comparto della pesca e nel settore turistico ricettivo.

Dal nord al sud Italia sono ormai molte le ditte italiane che stanno stipulando accordi e firmando convenzioni, ma soprattutto che stanno mostrando interesse commerciale per lo Stato africano. Riporta queste notizie la giornalista Nadia Francalacci.

A dare l’annuncio è Varo Junior Macchi, nominato nel 2004 ambasciatore dello Stato liberiano in Italia, consigliere diplomatico del vice presidente Joseph Nyumah Boakai e rappresentante per l’Italia, Francia, Spagna e Croazia del Bureau of Marittime Affair, l’organismo ufficiale di riferimento liberiano della flotta di bandiera della Repubblica di Liberia, la seconda al mondo per tonnellaggio dopo quella panamense.

Il legno di azobè, esportato in Lombardia e Trentino


“Due ditte, una del Trentino Alto Adige e l’altra della Lombardia hanno già investito 27 milioni di dollari per sfruttare 72 mila ettari di foreste, dove crescono gli alberi di azobè al confine con la Costa d’Avorio”, spiega Macchi “il cui legname, estremamente pregiato, potrà essere impiegato per realizzare mobili e oggetti di arredamento e per la sua versatilità anche nell’edilizia, carpenteria e nautica”. L’azobè, legno durissimo e resistente alla pioggia e all’acqua di mare, è assieme al caucciù e alla palma oleifera tra le più importanti risorse economiche del Paese. Un progetto da che porterà nuova occupazione a circa 400 persone.

“La prima fase della lavorazione del legname verrà effettuata in territorio africano con l’impiego di uomini e operai del luogo dietro la supervisione di esperti italiani” prosegue Macchi “una scelta che permetterà di sviluppare e migliorare ancora l’economia liberiana, adesso in forte ripresa. Poi il prodotto arriverà in Italia via mare nei porti di Livorno e Genova, per essere poi lavorato negli stabilimenti del nord Italia”.

Acque ricche di tonni e aragoste

A vedere nella Liberia la nuova frontiera del business e uno Stato che vuole essere dare una svolta alla propria economia, non sono solo stati gli imprenditori del mobile. Pronti a fare nuovi importati investimenti anche due compagnie del comparto della pesca: una in Veneto e l’altra al centro sud.

Il governo liberiano, infatti, ha in progetto di dare in concessione le acque nazionali antistanti la costa del Paese per la pesca di aragoste e tonno. Nelle prossime settimane saranno siglati accordi tra il governo liberiano e due società italiane, una del Lazio e l’altra di Mazara del Vallo, per esportare in Italia appunto questi due prodotti ittici.

Ma la Liberia ha deciso di aprire le proprie frontiere anche al turismo, con nuove strutture ricettive. Otto miglia e mezzo, circa 16 chilometri di spiaggia saranno “lottizzate” da imprenditori e tour operator italiani ed europei. Villaggi e alberghi di lusso capaci di attrarre miglia di turisti e creare centinaia di nuovi posti di lavoro.

Tre importanti tour operator italiano hanno da poco fatto sopralluoghi lungo le spiagge a nord della capitale, per costruire nuovi villaggi a fianco di quelli che stanno già realizzando società franco-belghe.

Poche tasse e molti fondi per lo sviluppo promessi dagli americani

Ad incentivare gli investimenti stranieri ci sono anche l’assenza di tasse da pagare e gli aiuti allo sviluppo promessi dagli Stati Uniti per la ricostruzione del Paese, circa 800 milioni di dollari. Tra le priorità per l’impiego di questi ingenti finanziamenti c’è il rilancio dell’agricoltura, il potenziamento del porto commerciale di Monrovia, la costruzione di infrastrutture, come acquedotti, ponti, strade.

Il vice presidente Joseph Nyumah Boakai è amico dell'Italia, e vede di buon occhio gli investimenti degli industriali italiani: “Ci sono aziende italiane che operano da noi ormai da molti anni. Non hanno mai abbandonato al Liberia, neppure durante i terribili anni della guerra civile”, ha spiegato alla giornalista Nadia Francalacci.

“Per dare stabilità al Paese, e soprattutto per combattere la povertà, puntiamo sulla pace e sulla sicurezza, sulla sanità, sugli incentivi economici per favorire l'occupazione, e sulla realizzazione di infrastrutture, continua il vicepresidente liberiano. E rassicura gli eventuali italiani che voglio investire nel suo Paese: “Abbiamo potenziato il controllo delle forze di polizia sul territorio per assicurare tranquillità e ordine alla cittadinanza e ai nuovi investitori”.

1-05-2009

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